VARSAVIA - Uno scandalo fa traballare il governo di centrodestra alla guida della Polonia, a due settimane dall'insediamento del nazionalista Duda alla presidenza della Repubblica. Il presidente del parlamento polacco, Radoslaw Sikorski, e tre ministri del governo conservatore, ma europeista di Piattaforma civica hanno infatti rassegnato le dimissioni dopo la pubblicazione di alcuni atti riguardanti l'inchiesta su uno scandalo di intercettazioni illegali ai danni di esponenti di primo piano della politica e dell'economia. E' stata la premier Ewa Kopacz ad annunciare le dimissioni di Sikorski e dei ministri della sanità, Bartosz Arlukowicz; dello sport, Andrzej Biernat e del Tesoro, Wlodzimierz Karpinski. Oltre a loro si sono dimessi Jacek Rostowski, ex ministro delle Finanze ora nella cancelleria di Kopacz, e diversi sottosegretari.
Dagli atti delle intercettazioni - 2.500 pagine che sono state pubblicate su internet da uno degli imprenditori indagati, Zbigniew Stonoga, e che riguardano numerosi importanti esponenti della vita politica ed economica del paese - spuntano affermazioni sorprendenti, come la messa in discussione dell'alleanza con gli Stati Uniti o l'indipendenza della Banca centrale, nonché dei commenti durissimi sul premier britannico David Cameron. Stonoga ha detto di aver trovato le intercettazioni su un server cinese, mentre effettuava delle ricerche private e di averle ritenute degne di interesse per l'opinione pubblica. L'imprenditore è stato fermato e il suo sito è stato chiuso dalla polizia.
Sikorski e i tre ministri si sono dimessi proprio per la pesantezza delle loro frasi che compaiono nelle registrazioni, per quanto fossero tutte parte di conversazioni private, registrate illecitamente durante cene e pranzi in ristoranti di Varsavia nel 2013 e nel 2014. Su chi abbia ordinato e chi abbia fatto le intercettazioni sta indagando la magistratura. I media locali presumono che si siano dimesse tutte le persone coinvolte nelle registrazioni indipendentemente dai contenuti dei colloqui avvenuti circa un anno fa. Il primo ministro, accogliendo le dimissioni, ha presentato le scuse alla popolazione per i fatti avvenuti e ha dichiarato insufficienti le spiegazioni ricevute a questo proposito da parte del procuratore generale Andrzej Seremet. La "wikileaks polacca" era scoppiata ieri con la pubblicazione incontrollata su internet degli atti della procura da parte di Zbigniew Stonoga.
Dagli atti delle intercettazioni - 2.500 pagine che sono state pubblicate su internet da uno degli imprenditori indagati, Zbigniew Stonoga, e che riguardano numerosi importanti esponenti della vita politica ed economica del paese - spuntano affermazioni sorprendenti, come la messa in discussione dell'alleanza con gli Stati Uniti o l'indipendenza della Banca centrale, nonché dei commenti durissimi sul premier britannico David Cameron. Stonoga ha detto di aver trovato le intercettazioni su un server cinese, mentre effettuava delle ricerche private e di averle ritenute degne di interesse per l'opinione pubblica. L'imprenditore è stato fermato e il suo sito è stato chiuso dalla polizia.
Sikorski e i tre ministri si sono dimessi proprio per la pesantezza delle loro frasi che compaiono nelle registrazioni, per quanto fossero tutte parte di conversazioni private, registrate illecitamente durante cene e pranzi in ristoranti di Varsavia nel 2013 e nel 2014. Su chi abbia ordinato e chi abbia fatto le intercettazioni sta indagando la magistratura. I media locali presumono che si siano dimesse tutte le persone coinvolte nelle registrazioni indipendentemente dai contenuti dei colloqui avvenuti circa un anno fa. Il primo ministro, accogliendo le dimissioni, ha presentato le scuse alla popolazione per i fatti avvenuti e ha dichiarato insufficienti le spiegazioni ricevute a questo proposito da parte del procuratore generale Andrzej Seremet. La "wikileaks polacca" era scoppiata ieri con la pubblicazione incontrollata su internet degli atti della procura da parte di Zbigniew Stonoga.