Esteri

Spagna, elezione sindaci: donne "indignate" al potere a Madrid e Barcellona

Manuela Carmena, 71 anni, è stata eletta con la piattaforma Ahora Madrid di cui fa parte anche Podemos. I popolari sconfitti nella capitale dopo 24 anni. A Barcellona il consiglio elegge 'alcaldesa' Ada Colau, prima donna dopo 119 sindaci uomini

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MADRID - Manuela Carmena, 71 anni, ex giudice eletta con la piattaforma di sinistra Ahora Madrid di cui fa parte anche Podemos, è il nuovo sindaco della capitale spagnola. La nomina e la cerimonia del giuramento si sono svolte stamani, dopo l'accordo raggiunto tra Ahora Madrid e il partito socialista (Psoe), che ha votato a favore di Carmena, ma non entrerà nella sua giunta. "Eccoci qui. Grazie mille. Ora siamo tutti sindache", ha twittato Carmena ringraziando gli elettori di Madrid.
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Fra i punti centrali del programma della nuova sindaca, espressione del movimento degli 'Indignados', c'è il freno agli sfratti, diventati un'emergenza sociale in Spagna e considerati uno degli effetti più odiosi delle politiche di austerity del governo conservatore spagnolo. E' la prima volta in 24 anni che Madrid è guidata da un sindaco di sinistra dopo che la capitale, a partire dal 1991, era stata governata dal Partito popolare del premier Mariano Rajoy, uscito sconfitto dalle elezioni amministrative del 24 maggio.

Vittoria degli Indignados anche a Barcellona, dove Ada Colau, capolista di Barcelona en Comu, la piattaforma costituita attorno a Podemos, è diventata la nuova sindaca. Colau, ex-leader del movimento degli indignados contro gli sfratti, è la prima donna a capo della capitale catalana dopo 119 sindaci uomini.

La Colau sostituisce il nazionalista catalano (Ciu) Xavier Trias, arrivato secondo alle comunali del mese scorso. Con voce rotta dall'emozione, il nuovo sindaco di Barcellona ha pronunciato il giuramento con in mano il bastone del potere comunale che in Spagna viene consegnato ai nuovi sindaci. Ada Colau è diventata una icona del movimento degli indignados di Barcellona come leader del movimento Stop Desahucios (Stop agli Sfratti) e della Piattaforma de Afectados por la Hipoteca (Pah), difendendo durante la crisi che ha colpito il paese negli ultimi anni migliaia di persone cui le banche hanno cercato di togliere la  casa perché non potevano più pagare il mutuo.
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Oggi in tutta la Spagna si sono riuniti per eleggere i propri sindaci oltre 8.100 consigli comunali rinnovati dopo il voto delle scorse settimane. Il Partito popolare, che in precedenza controllava 35 dei 52 capoluoghi di provincia spagnoli, ha dovuto cedere il potere in circa la metà di essi. Oltre a Madrid, i Popolari hanno perso il controllo anche di Valencia, Siviglia, Saragozza, Cadice e Palma di Maiorca. Delle 10 principali città spagnole, i Popolari hanno mantenuto la guida solamente di Malaga e Murcia.