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Libia: raid Usa nell'est, Tobruk: "Ucciso terrorista Belmokhtar"

Il 43enne era leader del gruppo al Murabitoun e considerato un esponente di al-Qaeda fedele ad al-Zawahiri. Estremista islamico smentisce la notizia

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ROMA - Un raid aereo americano in Libia avrebbe causato la morte di Mokhtar Belmokhtar, il super terrorista algerino considerato la 'mente' dell'attacco al sito di gas algerino di In Amenas, nel 2013, e uno degli uomini che controllano la rete del contrabbando nel Nordafrica. L'annuncio è stato dato dal governo libico di Tobruk che ha parlato di un'operazione 'concordata' con l'esecutivo riconosciuto dalla comunità internazionale. Gli Stati Uniti, da parte loro, hanno confermato il bombardamento di una costruzione di campagna a sud di Agedabia, 160 chilometri a est di Bengasi, ma non la morte di Belmokhtar. Un estremista islamico libico l'ha invece smentita, sostenendo che il guerrigliero algerino non era presente nell'edificio in cui era in corso un summit di jihadisti mentre sarebbero rimasti uccisi quattro dirigenti di Ansar al-Sharia, gruppo ora vicino all'Is. Il Pentagono si è limitato per ora a far sapere che il terrorista era effettivamente nel mirino del raid Usa, compiuto nella notte tra sabato e domenica. Sul posto sono state sganciate diverse bombe che hanno provocato danni ingenti: la verifica, dunque, potrebbe richiedere anche del tempo.

Duro colpo al al-Qaeda. Se la morte di Belmokhtar fosse confermata, sarebbe un duro colpo per i gruppi legati ad al-Qaeda nella regione. Il 43enne Belmokhtar è uno dei più noti terroristi del Nordafrica. Leader del gruppo al Murabitoun, è considerato un esponente di al-Qaeda fedele al suo capo Ayman al-Zawahiri nonostante la rottura con Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi). Recentemente si è parlato di un avvicinamento dei suoi uomini all'Is, poi smentito dal gruppo. Nato nel 1972 in Algeria, alle porte del Sahara, nel 2007 aveva concesso una rara intervista raccontando di esser rimasto affascinato dalla jihad durante la resistenza dei mujaheddin in Afghanistan contro i sovietici e che si era unito alla battaglia nel 1991 quando non aveva ancora 19 anni.

Lotta al terrorismo. In una nota il governo libico di Tobruk ha tenuto a precisare che la sua collaborazione al raid Usa rientra nel proprio impegno nella lotta al terrorismo e nel sostegno offerto alla comunità internazionale in questo settore, chiedendo inoltre nuovi raid e maggiore collaborazione contro l'Is in Libia.

Sette morti. Sui social network, gli account jihadisti hanno parlato di sette morti sotto il bombardamento. Una pagina Facebook di un gruppo islamista di Agedabia ha pubblicato domenica mattina le fotografie dei corpi e anche i nomi delle vittime, senza fare alcun riferimento a Belmokhtar. Da sempre alla macchia, tanto da guadagnarsi il soprannome di 'imprendibile', Belmokhtar e stato dato per morto già diverse volte, l'ultima il 2 marzo del 2013 dalle autorità ciadiane nel nord del Mali.