Esteri

Profughi siriani al confine turco: in poco meno di 15 giorni, circa 23 mila persone sono fuggite dalla Siria in Turchia 

Is, curdi avanzano in Siria: jihadisti barricati a Raqqa. Iraq si prepara a riconquistare Ramadi

Tel Abyad, alla frontiera con la turchia, strappata al controllo dello Stato islamico. Era uno dei punti di passaggio obbligati per combattenti e armi. L'offensiva era stata lanciata l'11 giugno con l'appoggio della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Partita anche la campagna delle forze di sicurezza irachene per riprendere il controllo sulla città dell'Eufrate, a circa 110 chilometri da Bagdad

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RAQQA - L'Is ha subito la sua più pesante sconfitta in Siria dalla creazione, nel giugno 2014, del 'califfato': le forze curde hanno catturato Tel Abyad, città di frontiera con la Turchia e punto di transito vitale per i jihadisti. E adesso, dopo aver conquistato villaggi e territori nella provincia, le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) hanno spinto i militanti dell'Is a barricarsi nella loro 'capitale' siriana, Raqqa, a 80 chilometri dal confine turco. Ma hanno anche preso il controllo della strada di collegamento verso Raqqa, in tal modo bloccando le vie di rifornimento di armi, petrolio e anche 'foreign fighters'. La vittoria è stata resa possibile da un esercito di terra organizzato e motivato, fiancheggiato dagli aerei della coalizione anti-jihadista guidata dagli Usa e dai ribelli siriani. Da gennaio, sono stati sottratti all'Is più di 500 i villaggi curdi e cristiani.
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La preoccupazione di Ankara. La vittoria curda a Tel Abyad rischia però di esasperare la Turchia: le milizie dell'Ypg sono i 'cugini' del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, il Pkk, considerato da Ankara (ma anche da Ue e Usa) un gruppo terroristico. I curdi siriani, esattamente come quelli iracheni, vogliano creare un territorio autonomo lungo la frontiera con la Siria. Proprio oggi 260 leader curdi si sono riuniti a Qamishli per discutere della situazione politica e delle prospettive di indipendenza della regione. Il presidente curdo-iracheno Massud Barzani avrebbe fissato il termine dell'indipendenza in due anni rilanciando di fatto il progetto di uno stato curdo che comprenda il Kurdistan siriano e iracheno. Ankara ha già accusato i curdi di aver effettuato una 'pulizia etnica', cacciando dai propri villaggi gli abitanti arabi e turcomanni. L'accusa è stata respinta dall'Ypg attraverso il proprio portavoce Radur Khalil : "Il nostro unico nemico è l'Is. Agli arabi di Tel Abyad diciamo di non lasciare la città, non hanno motivo di andare in Turchia".
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Iraq, preparativi per riprendere Ramadi. La campagna delle forze di sicurezza irachene per riprendere Ramadi è partita. Nelle scorse ore sono arrivati nell'area 150 consiglieri militari statunitensi, che aiuteranno Bagdad a pianificare e condurre l'offensiva contro l'Is. I militari, che si sono stabiliti presso la base di Habbaniyah, a est della città, sono una prima avanguardia di un gruppo più numeroso composto complessivamente da 450 uomini annunciato nei giorni scorsi dal presidente Usa, Barack Obama. Nel frattempo, i miliziani dello Stato Islamico presenti a Ramadi sono corsi ai ripari. Da una parte hanno proseguito a rinforzare alcune postazioni chiave e a disseminare di ordigni improvvisati (Ied) alcuni passaggi obbligati. Dall'altra hanno avviato una massiccia campagna "dual use" nella città, per incrementare i reclutamenti tra la popolazione e allo stesso tempo a spaventarla. Nelle piazze principali sono stati montati megaschermi che trasmettono messaggi di propaganda. Proiettano filmati in cui si incoraggiano soprattutto i giovani ad aderire agli "insegnamenti dell'Islam" secondo il Daesh e ad arruolarsi nelle sue file. Chi prova a lasciare l'area viene arrestato e punito. A Falluja, sempre nella provincia di al Anbar, invece, partire è possibile, ma per farlo bisogna pagare una tassa (exit tax) di un milione di dinari, pari a circa 800 dollari. A Mosul l'Is impone gabelle su qualsiasi cosa, compresa una tassa sulla sicurezza che ogni cittadino deve pagare in quanto "protetto" dai miliziani.

LEGGI, IL FORMAT DEI MARTIRI

Crisi umanitaria. L'altra faccia della guerra è infine la crisi umanitaria: in poco meno di 15 giorni, circa 23 mila persone sono fuggite dalla Siria in Turchia. Lo ha riferito un portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), precisando che il bilancio si basa sui "dati ricevuti dalle autorità turche questa mattina" e riguarda il periodo tra il 3 e il 15 giugno. Come ha sottolineato William Spindler, "la maggior parte dei nuovi arrivi sono siriani che scappano dai combattimenti tra forze rivali", ma ci sono "anche circa 2.100 iracheni" da Mosul e altre città, finite sotto il controllo dell'Is. I profughi, ha aggiunto, sono "esausti e arrivano con solo poche cose, alcuni hanno camminato per giorni".

FOCUS, STATO ISLAMICO-IS

Bambini addestrati a uccidere. I jihadisti della provincia siriana di Raqqa hanno diffuso un nuovo video in un cui mostrano l'addestramento militare di bambini. I ragazzini si rivolgono ai "crociati" e minacciano di "uccidere il presidente Obama", sfidando il suo esercito e quello di altri Paesi. Lo riferisce il Site, il sito di monitoraggio del jihadismo sul web. Nel filmato si vede un bambino, in mimetica grigio-nera e cappuccio nero in testa, che seduto ai piedi di un albero tiene un kalashnikov in mano. Sembra avere tra gli 8 e i 10 anni. In un altro momento del video, si vede il bambino steso a terra che spara con una mitragliatrice pesante. I fotogrammi pubblicati su Twitter mostrano una decina di bambini vestiti allo stesso modo, ma a volto coperto, tutti con un kalashnikov in mano.

Re Abdallah II offre aiuto. "E' dovere della Giordania sostenere le tribù sunnite nella parte occidentale dell'Iraq e quelle nella parte orientale della Siria per fare fronte alla minaccia terroristica" dello Stato Islamico, ha dichiarato il sovrano giordano re Abdallah II nel corso di una visita, avvenuta domenica, a notabili delle tribù a nord del regno hashimita.

Gb, le tre sorelle "unite all'Is". Le autorità britanniche stanno cercando di localizzare una famiglia composta di 12 membri (tra i quali ragazzini tra i 3 e i 15 anni), che potrebbe essersi recati in Turchia con l'intenzione di entrare in Siria e unirsi all'Is. Si tratta di tre sorelle originarie di Bradford, nel nord dell'Inghilterra, che lo scorso 18 maggio sono partite con i 9 figli alla volta dell'Arabia Saudita, e che ancora non sono tornate in Gran Bretagna nonostante il loro rientro fosse previsto per l'11 giugno.
Secondo l'avvocato della famiglia, Balaal Khan, il timore è che le sorelle Sugra, Zohra e Khadija Dawood, madri in tutto di 9 figli, si siano spostate in Siria. Allertata dal resto della famiglia rimasta in Inghilterra (in particolare i mariti delle tre sorelle), la polizia di West Yorkshire si è messa in contatto con le autorità turche.