Esteri

Restano le sanzioni Ue alla Russia, ira di Mosca. Mogherini: "Decisione non facile"

La decisione presa per verificare il rispetto degli accordi di Minsk2 sull'est Ucraina. Il primo ministro russo Medvedev annuncia misure restrittive come risposta. Il segretario Nato Stoltenberg: "Forza di risposta rapida ad est sarà raddoppiata". Ambasciata ucraina a Roma contro Forza Italia: 'sconcerto' per richiesta di annullare misure europee

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LA GUERRA delle sanzioni tra l'Unione europea e la Russia continuerà anche nei prossimi mesi. Come già preannunciato la settimana scorsa dagli ambasciatori dei 28 Paesi Ue, oggi a Lussemburgo il consiglio dei ministri degli Esteri ha ratificato il prolungamento delle sanzioni economiche nei confronti della Russia per altri sei mesi, fino al 31 gennaio 2016, per il suo ruolo nel conflitto in Ucraina. L'obiettivo è quello di verificare se Mosca darà seguito agli accordi di Minsk 2 dello scorso febbraio.

Immediata la reazione di Mosca alla decisione di Bruxelles: la Russia "ricambierà nei confronti della Ue l'estensione delle sanzioni", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha definito "ovviamente infondate queste sanzioni, illegali. Non siamo stati noi a iniziare con le sanzioni". Il primo ministro russo Dmitri Medvedev ha chiesto al vice premier e capo di Gabinetto Serghei Prikhodko di preparare le proposte relative all'introduzione di misure restrittive in risposta all'estensione delle sanzioni Ue contro Mosca.

L'estensione delle sanzioni contro la Russia "non è stata una decisione facile, ma è la naturale conseguenza del vertice di marzo che ha legato la cancellazione delle sanzioni alla piena messa in atto degli accordi di Minsk", ha affermato la responsabile della politica estera Ue Federica Mogherini, aggiungendo che "il senso generale" a marzo era che "senza passi avanti importanti" le sanzioni sarebbero rimaste. "Ciò non significa che non ci siano sforzi per aumentare i livelli di dialogo con Mosca", ha chiarito Lady Pesc.

La tregua resta fragile nell'est dell'Ucraina e il cessate il fuoco è quotidianamente violato da ambo le parti: nelle ultime ore due soldati ucraini sono stati uccisi e almeno otto sono i feriti. Secondo il portavoce militare ucraino Andri Lysenko verso Mariupol, ultima grande città della zona di conflitto sotto il controllo delle autorità ucraine, la "situazione resta molto tesa". Angela Merkel, in una telefonata con Vladimir Putin e Francois Hollande, ha messo in guardia il presidente russo dalle violazioni degli accordi di pace di Minsk. La cancelliera, secondo quanto ha riferito una portavoce, ha sottolineato "l'inquietante numero di violazioni della tregua". E ha ribadito che sono irrinunciabili il rispetto della tregua in tutti i tratti del fronte, e un ritiro completo delle armi pesanti. Putin, dal canto suo, ha chiesto che le forze ucraine interrompano i bombardamenti nell'est dell'Ucraina. La telefonata
precede l'incontro dei ministri degli Esteri del cosiddetto 'Quartetto Normandia' che si svolgerà il 23 giugno.

L'attivismo militare russo continua a preoccupare i paesi della Nato che confinano con il gigante russo, in testa i Baltici. Dopo le esercitazioni avviate nei giorni scorsi in Estonia e Polonia, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha detto che l'Alleanza questa settimana approverà un piano per il rafforzamento della forza di risposta rapida, che sarà più che raddoppiata, dopo la creazione di un'unità speciale a seguito della crisi ucraina. "I ministri della Difesa Nato prenderanno la decisione di aumentare la forza e la capacità della forza di risposta nato a 30.000-40.000 uomini, più che il doppio dell'attuale", ha detto Stoltenberg prima della riunione di mercoledì.

Forza Italia contro sanzioni, "sconcerto" Ucraina. Ha provocato la protesta dell'ambasciata ucraina in Italia la proposta di Forza Italia, annunciata nei giorni scorsi, di presentare alla Camera la mozione a firma di Renato Brunetta che richiede al governo italiano l'annullamento delle sanzioni in vigore contro la Federazione Russa. "Sconcerto" è la parola usata dall'ambasciata ucraina in Italia in riferimento all'iniziativa dei deputati azzurri.

Secondo la sede diplomatica di Kiev lo 'sconcerto' deriva dal fatto che tale provvedimento "potrebbe minare il processo di pace, facendo passare il messaggio sbagliato di impunità all'aggressore". In una nota dell'ambasciata si sottolinea che "non può che destare stupore il fatto che, dopo l'aperta aggressione russa in Ucraina, l'occupazione della Crimea e dei territori ucraini dell'est da parte dell'esercito russo, nonchè le settemila vittime del violentissimo conflitto, vi siano forze politiche in Europa, qui in Italia, che pensano che i compromessi con l'aggressore potranno contenere il suo appetito. I tentativi di riconciliazione con i dittatori che sognano di 'domare' altri Stati sovrani non producono l'effetto desiderato", ammoniscono gli ucraini.

La nota dell'ambasciata arriva a citare "il patto Molotov-Ribbentrop" che "non è servito a fermare Hitler, che proprio il 22 giugno 1941 inviò le sue truppe a varcare la frontiera dell'Ucraina". Lo strumento delle sanzioni, ricorda l'ambasciata ucraina, "è un elemento importante per fare pressione sul regime di Mosca affinchè rispetti gli accordi di Minsk".

Gli ucraini hanno voluto chiarire anche, a loro giudizio, le reali conseguenze delle sanzioni sull'economia italiana: i danni alle imprese "non sono dovuti alle sanzioni europee, ma all'embargo voluto dalla Russia stessa, come strumento di ricatto".