MOSCA - Vladimir Putin tende la mano a Barack Obama. Il presidente russo - fa sapere Washington - ha telefonato all'inquilino della Casa Bianca per discutere dei dossier più caldi a partire dalla crisi ucraina, che ha riprecipitato i rapporti tra Mosca e l'Occidente, Washington in primis, al clima della Guerra Fredda ma anche di Stato islamico e del programma nucleare iraniano, a 4 giorni dalla scadenza per l'intesa definitiva tra Teheran e i "5+1".
"Il presidente Obama ha ribadito la necessità che la Russia rispetti la parte di suoi impegni previsti dagli accordi di Misnk, incluso il ritiro di tutte le truppe e l'equipaggiamento di Mosca dal territorio ucraino", si legge in una nota. Putin e Obama hanno poi concordato sulla necessità di contrastare l'Is e sull'aggravarsi della situazione in Siria" (la Russia è uno degli ultimi alleati rimasti, insieme all'Iran, a Bashar Assad)".
Quanto all'Iran i due leader hanno "sottolineato l'importanza di continuare a dimostrare un fronte unito tra i "5+1" nei negoziati in corso per impedire che l'Iran acquisisca la bomba atomica". Al di là della prosa formale del comunicato ufficiale, la telefonata di Putin rappresenta un primo timido passo verso il disgelo, dopo giorni in cui i rapporti tra i due Paesi erano precipitati all'insegna di minacce di riarmo da entrambe le parti.
"Il presidente Obama ha ribadito la necessità che la Russia rispetti la parte di suoi impegni previsti dagli accordi di Misnk, incluso il ritiro di tutte le truppe e l'equipaggiamento di Mosca dal territorio ucraino", si legge in una nota. Putin e Obama hanno poi concordato sulla necessità di contrastare l'Is e sull'aggravarsi della situazione in Siria" (la Russia è uno degli ultimi alleati rimasti, insieme all'Iran, a Bashar Assad)".
Quanto all'Iran i due leader hanno "sottolineato l'importanza di continuare a dimostrare un fronte unito tra i "5+1" nei negoziati in corso per impedire che l'Iran acquisisca la bomba atomica". Al di là della prosa formale del comunicato ufficiale, la telefonata di Putin rappresenta un primo timido passo verso il disgelo, dopo giorni in cui i rapporti tra i due Paesi erano precipitati all'insegna di minacce di riarmo da entrambe le parti.