TUNISI - "Nessuno Stato è ora al sicuro da un attacco terroristico": il presidente tunisino Beji Caid Essebsi ha ammesso che l'attentato di venerdì scorso ha colto tutti di sorpresa. "È vero che siamo stati sorpresi da questa vicenda, erano state adottate misure di sicurezza per il mese di Ramadan, ma mai avremmo pensato che un atto del genere potesse essere compiuto su una spiaggia affollata di turisti, ed il sistema di protezione sarebbe dovuto cominciare a partire dal primo luglio".
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Il deficit di sicurezza, il giorno dell'attentato, è stato al centro della discussione tra Caid Essebsi e il giornalista francese Jean-Pierre Elkabbach: il presidente tunisino ha detto che sarà aperta un'indagine per chiarire i fatti e verrà punito chi ha fallito nel garantire la sicurezza, citando il quotidiano britannico Daily Mail, che ha parlato di un trascorso in Libia dell'autore dell'attacco di Sousse, Seifeddine Rezgui, ha sottolineato a Essebsi il fatto che molti giovani disoccupati tunisini si recano in Libia, Iraq e Siria, per arruolarsi in cambio di denaro nelle file dell'Is. Essebsi ha risposto che questi giovani disoccupati, poveri, sono vittime di queste macchinazioni dello Stato islamico e che comunque "la Tunisia non ha la possibilità di dare 2000 euro a ciascun disoccupato". "Il nostro nemico per ora è il terrorismo, il terrorismo è l'Is e, ovviamente, tutto questa ideologia del Califfato. Siamo musulmani, non islamisti. Ho già vietato di sventolare la bandiera nera, qui in Tunisia c'è solo una bandiera, quella rossa e bianca".
Attentatore addestrato in Libia. L'autore dell'attacco era in contatto con militanti in Libia, dove ha probabilmente ricevuto addestramento. Lo ha riferito a Reuters una fonte ufficiale tunisina, affermando che "le indagini mostrano che Saif Rezgui era in contatto con terroristi in Libia e si è probabilmente addestrato in un campo libico". Rezgui è stato ucciso dalla polizia durante il suo attacco, in cui ha ucciso almeno 38 persone, e le autorità hanno arrestato alcuni sospetti che avrebbero avuto dei legami non precisati con lui. "La polizia ha arrestato tre cittadini tunisini coinvolti nella pianificazione dell'attacco", ha riferito la fonte.
Identificate 27 vittime. Intanto, il ministero della Sanità di Tunisi ha identificato i corpi di 27 delle 38 vittime dell'attacco terroristico al resort avvenuto venerdì scorso. Si tratta in particolare di diciannove cittadini britannici, tre irlandesi, un portoghese, due tedeschi, un russo e un belga. Il ministero ha riferito che 37 feriti hanno lasciato gli ospedali dove erano stati ricoverati. L'ambasciata britannica a Tunisi ha comunicato che il numero dei britannici rimasti uccisi nell'attentato potrebbe salire fino a 30.
Turismo a rischio. Pesante, per la Tunisia, l'impatto economico, che potrebbe essere di oltre 450 milioni di euro nel 2015. "Faremo delle valutazioni, ma occorre considerare che, come impatto sul Pil, ci sarà un deficit di almeno un miliardo di dinari per l'anno" in corso, ha confermato il ministro per il Turismo, Selma Elloumi Rekik. Il ministro ha annunciato una serie di "misure d'emergenza" che mirano a sostenere le professionalità del settore turistico, come "prestiti eccezionali per finanziare le attività delle strutture turistiche per le stagioni 2015 e 2016".
Elloumi ha inoltre confermato che il governo ha deciso di sopprimere la tassa di uscita dal paese, pari a 30 dinari (13,7 euro) imposta a tutti gli stranieri non residenti: una cancellazione che dovrà comunque essere approvata dal Parlamento. Infine, tutti i turisti che arrivano in Tunisia con viaggi organizzati da Cina, India, Iran e Giordania potranno ottenere il visto al loro arrivo in aeroporto. "Se questo settore crolla, l'economia crolla", ha commentato il ministro. Il turismo rappresenta oltre il 75% del pil del Paese e offre più di 400.000 posti di lavoro, in forma diretta o indiretta.
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Il deficit di sicurezza, il giorno dell'attentato, è stato al centro della discussione tra Caid Essebsi e il giornalista francese Jean-Pierre Elkabbach: il presidente tunisino ha detto che sarà aperta un'indagine per chiarire i fatti e verrà punito chi ha fallito nel garantire la sicurezza, citando il quotidiano britannico Daily Mail, che ha parlato di un trascorso in Libia dell'autore dell'attacco di Sousse, Seifeddine Rezgui, ha sottolineato a Essebsi il fatto che molti giovani disoccupati tunisini si recano in Libia, Iraq e Siria, per arruolarsi in cambio di denaro nelle file dell'Is. Essebsi ha risposto che questi giovani disoccupati, poveri, sono vittime di queste macchinazioni dello Stato islamico e che comunque "la Tunisia non ha la possibilità di dare 2000 euro a ciascun disoccupato". "Il nostro nemico per ora è il terrorismo, il terrorismo è l'Is e, ovviamente, tutto questa ideologia del Califfato. Siamo musulmani, non islamisti. Ho già vietato di sventolare la bandiera nera, qui in Tunisia c'è solo una bandiera, quella rossa e bianca".
Attentatore addestrato in Libia. L'autore dell'attacco era in contatto con militanti in Libia, dove ha probabilmente ricevuto addestramento. Lo ha riferito a Reuters una fonte ufficiale tunisina, affermando che "le indagini mostrano che Saif Rezgui era in contatto con terroristi in Libia e si è probabilmente addestrato in un campo libico". Rezgui è stato ucciso dalla polizia durante il suo attacco, in cui ha ucciso almeno 38 persone, e le autorità hanno arrestato alcuni sospetti che avrebbero avuto dei legami non precisati con lui. "La polizia ha arrestato tre cittadini tunisini coinvolti nella pianificazione dell'attacco", ha riferito la fonte.
Identificate 27 vittime. Intanto, il ministero della Sanità di Tunisi ha identificato i corpi di 27 delle 38 vittime dell'attacco terroristico al resort avvenuto venerdì scorso. Si tratta in particolare di diciannove cittadini britannici, tre irlandesi, un portoghese, due tedeschi, un russo e un belga. Il ministero ha riferito che 37 feriti hanno lasciato gli ospedali dove erano stati ricoverati. L'ambasciata britannica a Tunisi ha comunicato che il numero dei britannici rimasti uccisi nell'attentato potrebbe salire fino a 30.
Turismo a rischio. Pesante, per la Tunisia, l'impatto economico, che potrebbe essere di oltre 450 milioni di euro nel 2015. "Faremo delle valutazioni, ma occorre considerare che, come impatto sul Pil, ci sarà un deficit di almeno un miliardo di dinari per l'anno" in corso, ha confermato il ministro per il Turismo, Selma Elloumi Rekik. Il ministro ha annunciato una serie di "misure d'emergenza" che mirano a sostenere le professionalità del settore turistico, come "prestiti eccezionali per finanziare le attività delle strutture turistiche per le stagioni 2015 e 2016".
Elloumi ha inoltre confermato che il governo ha deciso di sopprimere la tassa di uscita dal paese, pari a 30 dinari (13,7 euro) imposta a tutti gli stranieri non residenti: una cancellazione che dovrà comunque essere approvata dal Parlamento. Infine, tutti i turisti che arrivano in Tunisia con viaggi organizzati da Cina, India, Iran e Giordania potranno ottenere il visto al loro arrivo in aeroporto. "Se questo settore crolla, l'economia crolla", ha commentato il ministro. Il turismo rappresenta oltre il 75% del pil del Paese e offre più di 400.000 posti di lavoro, in forma diretta o indiretta.