Indiana, apre la Chiesa della cannabis
A Indianapolis (Usa) ha aperto la First Church of Cannabis ma, per il momento, nessuna sostanza stupefacente è stata utilizzata per scopi religiosi. Il pastore e fondatore della Chiesa, Bill Levin, ha infatti obbedito all'avvertimento della polizia che lo ammoniva di non usare cannabinoidi durante il rito religioso. Levin, che si fa chiamare Grand Pooh-bah e Minister of Love ha così chiesto, attraverso la pagina Facebook, ai suoi adepti (chiamati 'cannabiterian') di non portare marijuana durante la prima celebrazione, per evitare problemi giudiziari con lo Stato dell'Indiana dove la sostanza e i suoi derivati sono tuttora illegali: il rito è stato così celebrato con una sostitutivo simbolico: un sigaro. ''Porteremo il divieto in tribunale - ha dichiarato Levin - per dimostrare che il divieto di fumare cannabis è una persecuzione religiosa''. Il giorno precedente l'apertura del luogo di culto, infatti, era stato promulgato dal governatore dell'Indiana Mike Pence il "Religious Freedom Restoration Act", legge che permetterà a singoli individui o società denunciate per discriminazione di appellarsi al rispetto delle proprie convinzioni religiose