Esteri

Nucleare Iran, Kerry: "Accordo possibile, ma davanti a intransigenza gli Usa se ne vanno"

(afp)
Il segretario di Stato aggiorna da Vienna sullo stato dei colloqui con il ministro degli Esteri iraniano Zarif. "Se facciamo le scelte giuste, il 7 luglio si chiude. Ma ora è tempo di decidere. Bisogna fare presto. Ma sarò chiaro: su alcune questioni siamo lontani". Tra i nodi da sciogliere, l'alleggerimento delle sanzioni Onu e i limiti all'Iran in ricerca e sviluppo sulle centrifughe per l'arricchimento dell'uranio
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VIENNA - "Se facciamo le giuste scelte, decisioni anche difficili, entro il 7 luglio l'accordo sul nucleare iraniano è possibile. Ma bisogna fare presto perché è tempo di decidere, di arrivare alla fine della trattativa. Non siamo mai stati così vicini a chiudere un accordo, ma ci sono ancora delle distanze su numerosi questioni critiche. Di fronte a un'assoluta intransigenza, gli Usa abbandoneranno il tavolo del negoziato". Così il segretario di Stato americano John Kerry aggiorna da Vienna in conferenza stampa sullo stato dei colloqui col ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Sottolineando, appunto, come si sia prossimi al punto di non ritorno, in senso positivo o negativo. "Negli ultimi giorni - ha sottolineato il capo della diplomazia Usa - abbiamo fatto davvero autentici passi in avanti, ma voglio essere assolutamente chiaro: non siamo assolutamente dove dovremmo essere riguardo alcune delle questioni più difficili".

Mentre si avvicina la nuova deadline per l'accordo finale, slittata dal 30 giugno al 7 luglio, le parole di Kerry fanno il punto del confronto in corso tra i negoziatori statunitensi e iraniani per arrivare a rimuovere gli ultimi ostacoli sulla strada che porta al trattato sul programma nucleare del regime di Teheran. Ostacoli che includono, in particolare, i riferimenti temporali per l'alleggerimento delle sanzioni internazionali imposte all'Iran e i limiti oltre i quali non potrà spingersi il suo programma nucleare in termini di ricerca e sviluppo delle centrifughe per l'arricchimento dell'uranio.

Le due delegazioni sono guidate da Kerry, l'unico a non essersi mosso da Vienna dall'inizio della nuova tornata di colloqui, il 26 giugno, e da Zarif. Americani e iraniani impegnati a trovare un'intesa entro martedì prossimo, in base alla quale l'Iran acconsentirebbe a porre un freno al suo programma nucleare e a porlo sotto il controllo internazionale per oltre dieci anni in cambio della rimozione delle sanzioni. Gli altri ministri negoziatori del 5+1 (Gran Bretagna, Cina, Francia, Germania e Russia) sono attesi a Vienna in serata, dove nel pomeriggio è in arrivo anche Federica Mogherini, alto rappresentante della politica estera dell'Unione Europea.

Al momento sono stati fatti dei progressi sul piano delle sanzioni a livello bilaterale, ma le parti restano lontane su come trattare il tema sanzioni in sede Onu. Fonti diplomatiche vicine al negoziato hanno riferito di passi avanti per la sospensione delle sanzioni da parte degli Usa e della Ue, ma il 5+1 è ancora lontano dal raggiungere un'intesa in grado di produrre una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che alleggerisca la morsa commerciale eretta attorno all'Iran stabilendone l'immediata riproposizione nel caso in cui l'Iran non dovesse rispettare l'accordo sul nucleare. Le negoziazioni avrebbero dovuto produrre il loro risultato finale entro il 30 giugno, ma si è resa necessaria una ulteriore coda di una settimana, fissando la nuova deadline a martedì 7 luglio.

Tutte le parti in causa ripetono che un accordo è alla portata. Ma dietro l'ottimismo di facciata restano altri nodi da sciogliere, oltre alle sanzioni e ai futuri limiti del programma nucleare iraniano. Il primo è l'inchiesta Onu, attualmente in fase di stallo, sulle dimensioni militari delle ricerche già condotte in passato in Iran sul nucleare, scaturita dal sospetto che fossero mirate allo sviluppo di un'arma di distruzione di massa. Un secondo punto è la richiesta dell'Iran di proseguire ricerca e sviluppo su centrifughe di nuova generazione, in grado di arricchire l'uranio per un uso come combustibile, ma utili anche alla realizzazione di armamenti nucleari. Gli Usa ricordano come, il 2 aprile scorso, l'Iran abbia sottoscritto una bozza d'accordo che prevede la rinuncia all'"uso" di centrifughe modello IR-2, IR-4, IR-5, IR-6 o IR-8 per almeno 10 anni. Ma l'Iran dovrebbe impegnarsi a limitare anche "la ricerca e lo sviluppo" delle sue centrifughe in base a un piano che per ora ha solo il consenso degli altri negoziatori.