ROMA - E' tornato in famiglia Roberto Berardi, l'imprenditore italiano detenuto da due anni e sei mesi in Guinea Equatoriale, per lungo tempo in isolamento. E' uscito dal carcere di Bata il 9 luglio ma "solo quando si è avuta la certezza che fosse in viaggio per l'Italia si è deciso di rendere nota la notizia", ha detto il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani di Palazzo Madama, che ha sempre ha seguito da vicino la vicenda.
"Ringrazio tutti voi per quanto avete fatto, il ministro degli esteri, lo staff del ministero, l'ambasciatrice". Queste le prime parole di Berardi, dimagrito, provato, ma sereno e sorridente dopo avere abbracciato i familiari al suo arrivo all'aeroporto di Fiumicino. "È stata molto dura, ma ora sono felice - ha detto -. Ho resistito pensando alla mia famiglia e all'amore e alla forza di mia mamma, dovevo farlo, ho tratto energia da questo, perché volevo rivederli".
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"Temevo davvero che Roberto non uscisse vivo da quella prigione - ha detto la ex moglie Rossella - si chiude un periodo per me e i miei figli di sofferenza e angoscia ma il primo pensiero è per Roberto e le sue condizioni di salute: al telefono era felice ma molto provato". Roberto ha passato i due anni e mezzo sempre "tra la vita e la morte", ha raccontato la donna che ha sempre seguito insieme al senatore del Pd Luigi Manconi la vicenda. "E' stato detenuto in una cella umidissima e caldissima di un metro per tre per tutto il tempo, è stato seviziato e perseguitato e spesso lasciato senza cibo, in concomitanza dell'uscita in Italia di articoli che tenevano l'attenzione alta su di lui".
RE-INCHIESTE Il suo appello dal carcere
Berardi, imprenditore edile, 49 anni, originario di Latina era attivo da 20 anni in Africa. Dopo aver lavorato in Camerun aveva formato una società di costruzioni con il figlio del presidente Teodoro Obiang. Ma dopo aver scoperto alcune strane operazioni sul conto corrente dell'impresa aveva chiesto spiegazioni. Poche ore dopo era stato prelevato, accusato di truffa e appropriazione indebita, condannato al pagamento di 1,2 milioni di euro e sbattuto in carcere. Obiang è sotto processo negli Usa per riciclaggio e colpito da ordine di cattura della magistratura francese.
Berardi era stato condannato dopo un processo farsa a scontare una pena di due anni e quattro mesi. Già l'anno scorso era sembrata vicina una soluzione ma le autorità della Guinea non avevano acconsentito al rilascio.
"Questa storia si è protratta troppo, incredibilmente e immotivatamente - ha aggiunto il senatore Manconi - e se ora c'è un lieto fine il merito è dello stesso Berardi che ha resistito ad abusi e sevizie, della moglie Rossella e dei familiari che non si sono mai rassegnati, e di coloro che si sono mobilitati a favore del nostro connazionale. Molto si deve inoltre alla serietà e alla professionalità del nostro Ambasciatore, Samuela Isopi, del corrispondente consolare Massimo Spano e di tutta la macchina della Farnesina".
"Ringrazio tutti voi per quanto avete fatto, il ministro degli esteri, lo staff del ministero, l'ambasciatrice". Queste le prime parole di Berardi, dimagrito, provato, ma sereno e sorridente dopo avere abbracciato i familiari al suo arrivo all'aeroporto di Fiumicino. "È stata molto dura, ma ora sono felice - ha detto -. Ho resistito pensando alla mia famiglia e all'amore e alla forza di mia mamma, dovevo farlo, ho tratto energia da questo, perché volevo rivederli".
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"Temevo davvero che Roberto non uscisse vivo da quella prigione - ha detto la ex moglie Rossella - si chiude un periodo per me e i miei figli di sofferenza e angoscia ma il primo pensiero è per Roberto e le sue condizioni di salute: al telefono era felice ma molto provato". Roberto ha passato i due anni e mezzo sempre "tra la vita e la morte", ha raccontato la donna che ha sempre seguito insieme al senatore del Pd Luigi Manconi la vicenda. "E' stato detenuto in una cella umidissima e caldissima di un metro per tre per tutto il tempo, è stato seviziato e perseguitato e spesso lasciato senza cibo, in concomitanza dell'uscita in Italia di articoli che tenevano l'attenzione alta su di lui".
RE-INCHIESTE Il suo appello dal carcere
Berardi, imprenditore edile, 49 anni, originario di Latina era attivo da 20 anni in Africa. Dopo aver lavorato in Camerun aveva formato una società di costruzioni con il figlio del presidente Teodoro Obiang. Ma dopo aver scoperto alcune strane operazioni sul conto corrente dell'impresa aveva chiesto spiegazioni. Poche ore dopo era stato prelevato, accusato di truffa e appropriazione indebita, condannato al pagamento di 1,2 milioni di euro e sbattuto in carcere. Obiang è sotto processo negli Usa per riciclaggio e colpito da ordine di cattura della magistratura francese.
Berardi era stato condannato dopo un processo farsa a scontare una pena di due anni e quattro mesi. Già l'anno scorso era sembrata vicina una soluzione ma le autorità della Guinea non avevano acconsentito al rilascio.
"Questa storia si è protratta troppo, incredibilmente e immotivatamente - ha aggiunto il senatore Manconi - e se ora c'è un lieto fine il merito è dello stesso Berardi che ha resistito ad abusi e sevizie, della moglie Rossella e dei familiari che non si sono mai rassegnati, e di coloro che si sono mobilitati a favore del nostro connazionale. Molto si deve inoltre alla serietà e alla professionalità del nostro Ambasciatore, Samuela Isopi, del corrispondente consolare Massimo Spano e di tutta la macchina della Farnesina".