Esteri

Usa: Murdoch contro Trump, il duello tra miliardari che anima le primarie repubblicane

Il proprietario della News Corp è convinto che la candidatura del costruttore, al momento in vantaggio nei sondaggi su Scott Walker e Jeb Bush, sarebbe una "catastrofe" e gli ha scatenato contro tutta la potenza dei suoi mezzi di informazione. Ma non disdegna neppure gli attacchi personali: "Quando la smetterà di mettere in imbarazzo i suoi amici e tutto il Paese?", ha scritto su Twitter

2 minuti di lettura
NEW YORK -  Hanno in comune la fede repubblicana, la residenza a Manhattan e soprattutto lo status di miliardari. Per il resto i due protagonisti del duello politico dell'estate americana non potrebbero essere più diversi per carattere e per ambizioni. Sbruffone, vanitoso ed egocentrico, Donald Trump, 69 anni, si è lanciato nella corsa alla Casa Bianca dopo i successi costruendo grattacieli e con lo show televisivo The Apprentice. E ora guida la classifica dei candidati repubblicani con il 22 per cento dei consensi (secondo un sondaggio Abc-Washington Post), rispetto al 13 per cento di Scott Walker e al 12 di Jeb Bush. Cinico e calcolatore, invece, Rupert Murdoch, 84 anni, si è convinto che Trump sarebbe una "catastrofe" per le speranze della destra di riprendersi la Casa Bianca dopo otto anni di Barack Obama. E per bloccarne l'ascesa, non solo ha mobilitato il suo impero di giornali e televisioni, ma continua ad attaccarlo personalmente.
  
"Quando la smetterà Donald Trump di mettere in imbarazzo i suoi amici e tutto il Paese?", ha scritto Murdoch su Twitter, dopo che il candidato-miliardario aveva denigrato l'eroismo del senatore repubblicano John McCain durante la guerra del Vietnam, suscitando l'indignazione di tutto il partito e dei militari. Sempre Murdoch aveva tuonato contro gli attacchi di Trump agli immigranti messicani, definiti "stupratori" e "criminali". "Sbaglia", aveva scritto in un altro tweet, ricordando che il tasso di criminalità tra i migranti è più basso della media nazionale.

L'avversione dello "Squalo" (il soprannome di Murdoch) si è poi tradotta in un editoriale del Wall Street Journal, in cui il più prestigioso quotidiano del gruppo ha criticato i media di destra per l'appoggio dato al populismo di Trump: "Se dovesse essere lui la voce dei conservatori americani, si assisterebbe all'implosione di tutto lo schieramento conservatore".

Trump ha risposto con una battuta, evitando di nominare Murdoch: "Il Wall Street Journal assomiglia sempre più a un tabloid". Come dire: scrive quel che vuole. Intanto, pur attenuando i toni polemici rispetto a McCain, continua a muoversi in modo imprevedibile e anticonformista, spiazzando gli altri candidati repubblicani e riuscendo sempre a conquistare servizi televisivi e prime pagine dei giornali. Ad esempio ha "punito" il senatore Lindsey Graham, che gli aveva dato del "coglione", rivelando in diretta tv il suo numero di cellulare personale. E domani andrà in visita a Laredo, al confine tra Texas e Messico, per rendersi conto dell'attività della polizia di frontiera e tornare sul tema dell'immigrazione.
    
Molti politologi e dirigenti repubblicani concordano con le preoccupazioni di Murdoch. L'ascesa di Trump, grazie alla sua abilità nella politica-spettacolo e al populismo anti-immigrati, rischia di vanificare gli sforzi della destra di recuperare consensi nell'elettorato ispanico. I suoi attacchi ad esponenti della destra ne incrinano l'unità e ne danneggiano l'immagine esterna. Senza contare che Trump ha molti scheletri nell'armadio, a cominciare da affari non sempre trasparenti e dal mistero del suo servizio militare. E non è un caso che proprio il Des Moines Register, il maggior quotidiano dell'Iowa, lo Stato dove comincerà la stagione delle primarie, ha chiesto al candidato-miliardario di farsi da parte.

Ma al di là di questi ragionamenti politici, è lo scontro tra miliardari newyorkesi, cioè il duello Trump-Murdoch, ad alimentare i pettegolezzi e rallegrare i tabloid. Trump sostiene che, tra palazzi, alberghi e campi da golf, il suo patrimonio è di dieci miliardi di dollari, mentre i calcoli di Forbes si fermano a quattro miliardi. Sempre secondo Forbes, Murdoch tocca quota 12,5 miliardi, grazie alla sua holding News Corp. Tra i due non c'è mai stata grande simpatia, eppure, vivendo entrambi nel "piccolo mondo" dei miliardari newyorkesi, hanno avuto spesso occasioni di incontro. I divorzi e le sparate del palazzinaro facevano vendere i tabloid dello Squalo. E Ivanka, la figlia di Trump, era stata spesso ospite sullo yacht di 60 metri di Rupert e dell'ex-moglie Wendi Deng. Lo stesso Trump aveva difeso pubblicamente Murdoch durante lo scandalo delle intercettazioni telefoniche in Gran Bretagna.

Tutto questo fair play sembra ormai svanito nel nulla: adesso prevalgono gli sgambetti e i messaggi astiosi su Twitter. Certo per Trump e i suoi collaboratori non sarà facile procedere senza l'appoggio dei media di Murdoch, che hanno molta presa nell'elettorato di destra. Ma lui tira dritto, traghettando una bella fetta dei conservatori americani sulle sponde del populismo.