Esteri

Myanmar, governo dispone scarcerazione migliaia di detenuti

In tutto 6966 i beneficiari, tra cui 155 cinesi oggetto di un duro scontro diplomatico con Pechino. Il provvedimento deciso dal presidente Thein Sein nell'ambito di una politica mirata a migliorare la reputazione internazionale del Paese

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ROMA - Il governo del Myanmar ha ordinato oggi il rilascio di migliaia di prigionieri, 6966 in tutto, compresi 210 stranieri. L'hanno riferito fonti ufficiali di Rangoon. Le autorità hanno agito su ordine del presidente Thein Sein nell'ambito di una politica mirata a migliorare la reputazione internazionale del Paese.

Non è chiaro se tra le persone liberate vi siano anche prigionieri politici e attivisti per la democrazia, ma nel totale sono inclusi anche 155 lavoratori cinesi il cui arresto (per disboscamento illegale) nel nord del paese aveva provocato di recente una grave crisi diplomatica con il governo di Pechino. La Cina è uno degli alleati più stretti della Birmania ma nonostante questo non mancano le tensioni tra i due Stati. "Si sono comportati bene" ha riferito il ministro dell'Informazione.

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Un elenco ufficiale dei detenuti liberati non esiste. Le notizie sui singoli casi provengono dai diretti interessati o dai loro familiari e da queste si capisce che nella maggior parte dei casi si tratta di detenuti per crimini comuni. Tra i beneficiari del provvedimento alcuni ufficiali dell'intelligence militare epurati una decina di anni fa

La nota ufficiale spiega che il provvedimento è stato preso per ragioni umanitarie e in vista di una riconciliazione nazionale, ma è chiaro che la decisione tiene conto della scadenza elettorale di novembre e delle critiche sulle mancate riforme mosse al governo insediatosi nel 2011 dopo decenni di dittatura militare.

Il provvedimento di grazia coincide con una festività buddista e viene prima delle elezioni generali di novembre. Il presidente Thein Sein, arrivato al potere nel 2011 dopo 5 anni di durissima repressione da parte della giunta militare, aveva promesso riforme politiche che però tardano ad arrivare.