Siria, l'amore tra le macerie di Homs: matrimonio nella chiesa distrutta dalle bombe
La sposa con l'abito sontuoso, lo sposo che l'aspetta all'altare, il tappeto bianco, i fiori e tutto intorno macerie e distruzione. Un'immagine che in Siria, e nel mondo, è diventata il simbolo della vita che continua nonostante la guerra. E' la storia di una giovane coppia siriana che per sposarsi ha scelto di tornare nella città da cui era stata costretta a scappare. Fadi e Rana, entrambi ventottenni, un anno e mezzo fa sono fuggiti da Homs, insieme ad altri duemila abitanti, per salvarsi dalla guerra tra ribelli e forze governative. Il 12 luglio però i due giovani sono tornati a casa, nel quartiere cristiano di Hamidiyah, per sposarsi nella chiesa ortodossa St. George, gravemente danneggiata dai due anni di combattimenti. Nonostante Fadi e Rana fossero nati e cresciuti nello stesso quartiere della città vecchia, non si erano mai incontrati prima della guerra e dell'esilio forzato. Le loro vite si sono intrecciate durante l'impegno presso l'Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite. Lui, laureato in farmacia, lavorava come insegnante per l'UNHCR quando ha incontrato Rana che all'agenzia umanitaria si era rivolta per frequentare un corso sulle start-up di piccole imprese. Le foto del matrimonio di Fadi e Rana, pubblicate sulla pagina Facebook della chiesa, sono state commentate e condivise centinaia di volte, come messaggio di pace e di speranza in una terra dilaniata dalla guerra civile da quattro anni