BERLINO - In Germania il governo si schiera in sostanza, e in modo energico, dalla parte della libertà d'informazione, anche e specie in rete, contro le denunce dei servizi segreti per la 'curiosità' dei blogger. E a tale scopo l'esecutivo non esita a misure dure contro la magistratura. Il ministro della Giustizia federale, Heiko Maas (socialdemocratico) ha ritirato oggi la sua fiducia, con effetto immediato, al procuratore generale federale Harald Range, il quale era criticato dai media e dalle ong di tutto il mondo libero. Perché aveva aperto un'inchiesta per alto tradimento contro due giornalisti blogger del sito Netzpolitik.org, denunciati dai capi del servizio segreto interno per aver rivelato online quali sistemi l'intelligence usa e quali altri ancora vuole usare per controllare i cittadini in rete. Con tutti i suoi difetti insomma la Repubblica federale è uno Stato di diritto più garantista e solido di molti altri.
E' una vittoria importante per la libertà d'informazione e contro lo strapotere dei servizi segreti. Critiche alla Germania per la decisione dell'ora ex procuratore Harald Range erano venute anche dalla Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. La cui responsabile per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, aveva attaccato Berlino per l'indagine contro Netzpolitik. org. La minaccia di venir incriminati per alto tradimento, aveva ammonito la signora Mijatovic in una lettera aperta al ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha un effetto azzoppante inaccettabile per il giornalismo investigativo, componente costitutiva della libertà d'informazione. Per cui i governi europei, continuava la lettera, dovrebbero astenersi dal perseguire o perseguitare i giornalisti il cui dovere etico e deontologico è informare il pubblico, online e altrove, su fatti significativi. Inclusi i sistemi di controllo dei servizi segreti sulla rete.
"Ho annunciato al procuratore Range che la mia fiducia nella sua gestione dell'incarico è distrutta per sempre", ha detto il ministro della Giustizia Heiko Maas. Conseguenza: prepensionamento con effetto immediato. Già nei giorni scorsi il governo federale (ricordiamolo: è una grande coalizione guidata dalla cancelliera democristiana Angela Merkel insieme alla Spd, socialdemocrazia, del vicecancelliere Sigmar Gabriel) aveva preso le distanze da Range. Ma l'esecutivo era nel mirino delle critiche dei media, i quali si chiedevano da quanto sapesse dell'intenzione di indagare due giornalisti per alto tradimento. L'accusa (Vaterlandsverrat, letteralmente tradimento della patria) è gravissima, e raramente viene mossa a qualcuno nella democrazia tedesca. L'ultimo giornalista a esserne incriminato - e poi fu assolto e divenne un eroe, quasi un Dreyfus della Germania postbellica - fu Rudolf Augstein, cofondatore e direttore di Der Spiegel, arrestato in redazione all'inizio dei Sessanta per aver informato il pubblico sul pessimo stato operativo dell'esercito e sullo scandalo del famigerato caccia americano Lockheed F-104G Starfighter, la 'fabbrica di vedovè che Washington fece comprare agli alleati.
I giornalisti di Nestpolitik. org avevano messo in rete documenti riservati per informare l'opinione pubblica sui piani dell'Ufficio federale per la difesa della Costituzione (intelligence interno appunto, l'Aisi tedesca) di rafforzare controlli e intercettazioni online. Abbiamo violato segreti perché riteniamo questi piani incostituzionali, avevano detto i giornalisti. Il ministro Maas aveva criticato la decisione di Range, il procuratore era insorto contro "l'inaccettabile ingerenza del potere politico nell'indipendenza del potere giudiziario". E ha perso il posto in nome della libertà d'informazione, online e altrove.
E' una vittoria importante per la libertà d'informazione e contro lo strapotere dei servizi segreti. Critiche alla Germania per la decisione dell'ora ex procuratore Harald Range erano venute anche dalla Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. La cui responsabile per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, aveva attaccato Berlino per l'indagine contro Netzpolitik. org. La minaccia di venir incriminati per alto tradimento, aveva ammonito la signora Mijatovic in una lettera aperta al ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha un effetto azzoppante inaccettabile per il giornalismo investigativo, componente costitutiva della libertà d'informazione. Per cui i governi europei, continuava la lettera, dovrebbero astenersi dal perseguire o perseguitare i giornalisti il cui dovere etico e deontologico è informare il pubblico, online e altrove, su fatti significativi. Inclusi i sistemi di controllo dei servizi segreti sulla rete.
"Ho annunciato al procuratore Range che la mia fiducia nella sua gestione dell'incarico è distrutta per sempre", ha detto il ministro della Giustizia Heiko Maas. Conseguenza: prepensionamento con effetto immediato. Già nei giorni scorsi il governo federale (ricordiamolo: è una grande coalizione guidata dalla cancelliera democristiana Angela Merkel insieme alla Spd, socialdemocrazia, del vicecancelliere Sigmar Gabriel) aveva preso le distanze da Range. Ma l'esecutivo era nel mirino delle critiche dei media, i quali si chiedevano da quanto sapesse dell'intenzione di indagare due giornalisti per alto tradimento. L'accusa (Vaterlandsverrat, letteralmente tradimento della patria) è gravissima, e raramente viene mossa a qualcuno nella democrazia tedesca. L'ultimo giornalista a esserne incriminato - e poi fu assolto e divenne un eroe, quasi un Dreyfus della Germania postbellica - fu Rudolf Augstein, cofondatore e direttore di Der Spiegel, arrestato in redazione all'inizio dei Sessanta per aver informato il pubblico sul pessimo stato operativo dell'esercito e sullo scandalo del famigerato caccia americano Lockheed F-104G Starfighter, la 'fabbrica di vedovè che Washington fece comprare agli alleati.
I giornalisti di Nestpolitik. org avevano messo in rete documenti riservati per informare l'opinione pubblica sui piani dell'Ufficio federale per la difesa della Costituzione (intelligence interno appunto, l'Aisi tedesca) di rafforzare controlli e intercettazioni online. Abbiamo violato segreti perché riteniamo questi piani incostituzionali, avevano detto i giornalisti. Il ministro Maas aveva criticato la decisione di Range, il procuratore era insorto contro "l'inaccettabile ingerenza del potere politico nell'indipendenza del potere giudiziario". E ha perso il posto in nome della libertà d'informazione, online e altrove.