Esteri

Myanmar, esercito circonda quartier generale del partito al potere

Aung San Suu Ky, leader dei partiti d'opposizione in Myanmar (ap)
Voci di un colpo di Stato, dopo le tensioni tra i vertici del governo circa la selezione dei candidati per le elezioni politiche del prossimo 8 novembre. Rimossi il segretario generale e il presidente del partito controllato dai militari
1 minuti di lettura
YANGON - Il quartier generale del partito al potere in Myanmar è stato circondato da uomini dell'esercito e delle forze di sicurezza. A riferirlo sono esponenti del Partito per la solidarietà e lo sviluppo, ai quali è stato imposto di non lasciare l'edificio nella capitale, Naypyitaw. Nei giorni scorsi si era fatta alta la tensione tra i vertici del governo circa la selezione dei candidati per le elezioni politiche del prossimo 8 novembre. E ora corrono voci di un imminente colpo di Stato.

Il segretario generale dell'Unione per la solidarietà e lo sviluppo di Myanmar, al potere nel Paese asiatico, è stato rimosso dall'incarico. "Mi hanno chiamato e detto che non c'è più bisogno che mi rechi nell'ufficio", ha affermato Maung Maung Thein, entrato di recente in contrasto con il presidente Thein Sein, sul tema della riforma elettorale.

Anche il leader del partito di governo, Shwe Mann, è stato rimosso dal suo incarico ed è da ieri sera confinato nella sua residenza, circondata dalle forze di sicurezza. Lo ha rivelato il quotidiano online Irrawaddy, aggiungendo che l'improvviso rimpasto è stato deciso ieri sera da Thein Sein al termine di una movimentata riunione del partito. Al posto di Shwe Mann, che mantiene comunque la carica di presidente della Camera, è stato nominato Htay Oo, fedelissimo di Thein Sein.

Nel panorama politico birmano, l'ex generale Shwe Mann è quello che più si è avvicinato alla leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi, chiedendo una riforma del sostanziale potere di veto garantito all'esercito, a cui è assegnato di diritto il 25 per cento dei seggi in Parlamento. Secondo molti analisti, ciò aveva portato a un progressivo peggioramento dei rapporti tra Shwe Mann e Thein Sein, entrambi alti esponenti dell'ex giunta militare al potere fino al 2011. E tutto sembra indicare che il rimpasto abbia lo scopo di impedire a Shwe Mann di candidarsi alle elezioni di novembre.

Alla fine di luglio il governo aveva disposto la scarcerazione di migliaia di detenuti.