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Paolo Pejrone: "Parigi e il verde verticale? Buona idea ma i costi la renderanno irrealizzabile"

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"BEATI loro che possono pensare a questo, diventare primi al mondo nella costruzione del verde pubblico. Però sarà di certo costoso e non credo tanto rapido come i francesi si propongono". L'architetto di giardini e progettista paesaggistico Paolo Pejrone commenta così la novità di Parigi.

Architetto, Parigi dedita al verde con emissioni ridotte del 75% entro il 2050. Le sembra possibile?
"Parigi è sempre stata un luogo di sperimentazione sul verde, fin da Napoleone III e a cominciare dal suo dono alla città del Bois de Boulogne, primo parco pubblico francese. Non mi stupisco affatto. Ma credo che si tratti anche di un progetto che avrà i suoi costi" .

Si va dai tetti verdi ai balconi coltivati.
"Parigi ama stupire, gli inglesi hanno giardini e parchi bellissimi fatti in maniera più pacata. In ogni caso, ben venga che la città diventi un territorio di sperimentazione verde sotto gli occhi del mondo. La cosa che mi piace di più è l'idea dei boschetti fra le vie. Non credo affatto nel verde verticale, invece: non è né facile, né sostenibile. La verticalità è innaturale e rende le piante totalmente dipendenti dall'uomo, bisognose quindi non di una normale cura, ma di giardinieri molto esperti".

I costi prevedibili?
"Sono enormi. Per l'acqua e per le cure. Ma soprattutto trovo sbagliato immaginare uno sviluppo così poco spontaneo per le piante: ci si avvicina al mondo dei bonsai, con radici e teste degli alberi tagliate, ovvero a un certo culto della sofferenza " .

E gli orti sui balconi?
"Una buona idea, ma solo se davvero ben tenuti. E' tutto molto bello, innovativo, ma come sempre poi la realizzazione dipende solo da una cosa: la passione delle persone".