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Nigeria, Boko Haram fa strage in un villaggio: 160 morti

Il racconto dei sopravvissuti all'ennesimo massacro perpetrato dagli estremisti islamici nel Nord-est del Paese. Ma le autorità mettono in dubbio la ricostruzione

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ROMA - Nuovo massacro di Boko Haram nel Nord-est della Nigeria: 160 persone sono state uccise dagli integralisti islamici o sono morte annegate mentre cercavano di sfuggire alla loro furia lungo il fiume. E per sei giorni di quei corpi non si è saputo nulla perché i terroristi hanno messo fuori uso ogni mezzo di comunicazione. Solo quando i pochi superstiti sono riusciti a raggiungere una zona abitata per chiedere aiuto, si è avuta notizia dell'ennesima strage. Teatro dell'ultimo feroce attacco di Boko Haram è stato il villaggio di Kukuwa-Gari, nello stato di Yobe: gli estremisti sono arrivati giovedì scorso a bordo di moto e di un'auto e come sempre hanno seminato morte e distruzione.

Le autorità contestano le informazione fornite dai sopravvissuti. Secondo un dirigente locale, le vittime sono 50. Un portavoce delle forze armate, il colonnello Sani Kukasheka Usman, ha lasciato addirittura intendere che non c'è stato nessun massacro: "Le storie che fanno il giro dei mezzi di informazione sulla presunta strage non sono fondate", ha detto senza però precisare se uomini dell'esercito si siano recati sul posto o abbiano parlato con il abitanti.

Se la notizia venisse confermata, si tratterebbe del più sanguinoso attacco portato da Boko Haram dopo l'insediamento, il 29 maggio scorso, del presidente Muhammadu Buhari, musulmano del Nord che ha fatto della lotta agli islamisti la priorità assoluta del suo mandato. Nonostante il dispiegamento di una vasta operazione militare della Task force multinazionale, che unisce diversi Paesi africani, nelle ultime settimane le azioni degli islamisti hanno provocato diverse centinaia di morti.

Negli ultimi mesi l'esercito nigeriano ha lanciato diverse offensive per distruggere i campi di Boko Haram, liberando centinaia di persone prese in ostaggio dagli estremisti: 178 solo due settimane fa, per la maggior parte donne e bambini. Un'altra settantina sono state liberate l'11 agosto anche nel confinante Camerun, dove Boko Haram ha esteso il proprio raggio d'azione.

La forza multinazionale di quasi novemila mila uomini provenienti da cinque Paesi si sarebbe dovuta dispiegare a novembre, per dare una svolta a questa guerra che ha provocato oltre ventimila morti in sei anni. Ma le operazioni sono iniziate con molto ritardo, soltanto il mese scorso, anche per via dei difficili rapporti tra il governo nigeriano e quelli dei Paesi vicini.