✕

Umberto Curi: "Ma già Socrate ci insegnava che la fine fa parte della vita"

1 minuti di lettura
"DOVREBBE essere la regola: le cure anomale sono quelle tradizionali, che non mettono al centro la persona". Il filosofo Umberto Curi di hospice si occupa molto da vicino, da quando nel 2011 uscì il suo Via di qua. Imparare a morire (Bollati Boringhieri), e rivendica il primato europeo. "Da noi esistono da molti anni, spesso gli operatori mi invitano ai loro incontri di riflessione".

L'esperimento di San Francisco cerca appunto un rapporto con ogni singola persona terminale.
"Molto positivo, direi, in un mondo in cui prevale il criterio di esorcizzare la morte, espellerla dalla cura, invece di ricordare che fa parte della vita. Il riferimento per me è nell'hospice archetipo della morte di Socrate, descritta da Platone nel Fedone : attende l'effetto della cicuta presa parlando con i discepoli di fine della vita. Lì Platone la chiama "metoikesis". "Oikos" è la casa: la morte è un cambiamento di …
"DOVREBBE essere la regola: le cure anomale sono quelle tradizionali, che non mettono al centro la persona". Il filosofo Umberto Curi di hospice si occupa molto da vicino, da quando nel 2011 uscì il suo Via di qua. Imparare a morire (Bollati Boringhieri), e rivendica il primato europeo. "Da noi esistono da molti anni, spesso gli operatori mi invitano ai loro incontri di riflessione".

L'esperimento di San Francisco cerca appunto un rapporto con ogni singola persona terminale.
"Molto positivo, direi, in un mondo in cui prevale il criterio di esorcizzare la morte, espellerla dalla cura, invece di ricordare che fa parte della vita. Il riferimento per me è nell'hospice archetipo della morte di Socrate, descritta da Platone nel Fedone : attende l'effetto della cicuta presa parlando con i discepoli di fine della vita. Lì Platone la chiama "metoikesis". "Oikos" è la casa: la morte è un cambiamento di casa".

A San Francisco si focalizzano sul presente, non sul futuro. E si fa riferimento allo zen, con la meditazione come aiuto. Un'idea giusta?
"Sì, ma io più che allo zen penso alle nostre radici greco-latine. E alle nostre famiglie meridionali tradizionali. Ora accade meno, ma la regola vuole che la morte si attenda in casa, con intorno parenti e amici, vicini che aiutano, portano cibo. Fra gli anglosassoni, prevale l'idea che la morte sia quella faccia della Gorgone da non guardare mai".

Ma anche da noi c'è difficoltà ad affrontarla.
"Le nostre origini filosofiche e culturali, le nostre "capacità zen" innate, sono sepolte sotto molte contraddizioni. È perciò che l'uso degli hospice è importante. E mi auguro che abbia seguito anche negli Stati Uniti, anche se temo che da loro resterà un fenomeno minoritario ".