ANKARA - La Turchia, tornata instabile e colpita da una lunga serie di attentati, dopo il fallito tentativo di formare un governo tornerà a votare il prossimo primo novembre. E' quanto ha proposto la commissione elettorale secondo fonti del partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan.
Il primo ministro incaricato dell'Akp, Ahmet Davotglu, ha rimesso il mandato due giorni fa a seguito del fallimento delle trattative con gli altri partiti per la formazione di un governo di coalizione. Secondo Erdogan, il paese ora si sta dirigendo "rapidamente" verso nuove elezioni.
Il clima nel paese resta molto teso. Le forze di sicurezza turche hanno condotto a Istanbul un'operazione antiterrorismo contro il gruppo di estrema sinistra Dhkp-C (Partito rivoluzionario di liberazione del popolo), che ieri sera ha rivendicato l'attacco contro gli agenti di polizia davanti all'ingresso di Palazzo Dolmabahce. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Dogan.
Le persone fermate sono più di 40. L'operazione antiterrorismo, oltre a Istanbul, ha interessato anche la città meridionale di Mersin. Proprio a Mersin - hanno sottolineato fonti della sicurezza - è stata effettuata la maggior parte degli arresti.
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Ieri due uomini hanno attaccato prima con una bomba a mano e poi con armi automatiche i poliziotti di guardia davanti a Palazzo Dolmabahce. I due sono stati poi arrestati nei pressi di piazza Taksim mentre erano in fuga, diretti - secondo la Cnn Turk - verso il consolato tedesco nella città sul Bosforo. Nell'attacco un poliziotto è rimasto lievemente ferito.
Secondo il leader del partito nazionalista turco Mhp, per fermare l'escalation di violenze che ha scosso la Turchia è necessario imporre la "legge marziale". "In linea con l'articolo 122 della Costituzione, è obbligatorio rendere sicura in modo definitivo una vasta area del nostro paese con misure di legge marziale", applicandole nelle città teatro di recente di scene di "violenza e orrore", ha detto Bahcel. "Nelle condizioni attuali in Turchia, svolgere le elezioni può accendere la miccia di una guerra civile", ha aggiunto.
Il primo ministro incaricato dell'Akp, Ahmet Davotglu, ha rimesso il mandato due giorni fa a seguito del fallimento delle trattative con gli altri partiti per la formazione di un governo di coalizione. Secondo Erdogan, il paese ora si sta dirigendo "rapidamente" verso nuove elezioni.
Il clima nel paese resta molto teso. Le forze di sicurezza turche hanno condotto a Istanbul un'operazione antiterrorismo contro il gruppo di estrema sinistra Dhkp-C (Partito rivoluzionario di liberazione del popolo), che ieri sera ha rivendicato l'attacco contro gli agenti di polizia davanti all'ingresso di Palazzo Dolmabahce. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Dogan.
Le persone fermate sono più di 40. L'operazione antiterrorismo, oltre a Istanbul, ha interessato anche la città meridionale di Mersin. Proprio a Mersin - hanno sottolineato fonti della sicurezza - è stata effettuata la maggior parte degli arresti.
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Ieri due uomini hanno attaccato prima con una bomba a mano e poi con armi automatiche i poliziotti di guardia davanti a Palazzo Dolmabahce. I due sono stati poi arrestati nei pressi di piazza Taksim mentre erano in fuga, diretti - secondo la Cnn Turk - verso il consolato tedesco nella città sul Bosforo. Nell'attacco un poliziotto è rimasto lievemente ferito.
Secondo il leader del partito nazionalista turco Mhp, per fermare l'escalation di violenze che ha scosso la Turchia è necessario imporre la "legge marziale". "In linea con l'articolo 122 della Costituzione, è obbligatorio rendere sicura in modo definitivo una vasta area del nostro paese con misure di legge marziale", applicandole nelle città teatro di recente di scene di "violenza e orrore", ha detto Bahcel. "Nelle condizioni attuali in Turchia, svolgere le elezioni può accendere la miccia di una guerra civile", ha aggiunto.