Migranti, l'innocenza in fuga: i giochi dei bambini
C'è una palla da rincorrere sui binari. Bolle di sapone da soffiare in aria. Un triciclo da guidare. E poi ci sono i giochi più belli, quelli inventati con la fantasia, in cui una tenda, per magia, diventa un castello. Questi scatti raccontano alcuni frammenti di normalità nel viaggio dei piccoli rifugiati insieme alle loro famiglie. Le attese interminabili sotto il sole o la pioggia, le notti in stazione o all'addiaccio, le camminate estenuanti non hanno distrutto la loro voglia di divertirsi, di stare insieme. E dimenticare, per qualche minuto, i confini mentali e geografici dei grandi