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Irlanda del Nord, scontro politico sull'Ira: si dimette il premier

La decisione di Peter Robinson acuisce la crisi aperta dall'omicidio di un ex membro dell'esercito clandestino, per cui sono stati arrestati tre esponenti dello Sinn Fein. I protestanti accusano i cattolici di aver ricostituito la formazione armata. Ipotesi elezioni anticipate, con lo spettro di un ritorno alla violenza

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LONDRA - L'Irlanda del Nord precipita in una crisi che potrebbe mettere fine a un decennio di governo autonomo congiunto fra protestanti e cattolici, minacciando la pace che dura da vent'anni. Peter Robinson, primo ministro del Dup, maggiore partito protestante della regione, ha dato le dimissioni dall'incarico, ritirando tutti i suoi ministri dall'esecutivo di Belfast. Il motivo è l'arresto di tre membri dello Sinn Fein, il partito cattolico, accusati dell'omicidio di un ex militante dell'Ira, l'esercito clandestino cattolico, avvenuto il mese scorso. "Uno sviluppo che fa cadere la fiducia reciproca necessaria a governare insieme", ha detto Robinson in una conferenza stampa, annunciando la rinuncia al suo incarico. In sostanza, i protestanti affermano di non poter restare al governo con un partito cattolico coinvolto in un omicidio.

Le ragioni del fatto di sangue sono poco chiare. Kevin McGuigan, l'uomo assassinato a colpi di pistola in agosto nella capitale nord-irlandese, era un ex membro dell'Ira, sospettato a sua volta nell'omicidio di un altro ex componente della formazione armata, ucciso in maggio. La disputa può avere avuto origine dalla creazione di una banda di ex militanti dell'Ira che dava la caccia ai trafficanti di droga a Belfast e avrebbe eliminato vari spacciatori, ma non è escluso che c'entrino anche rivalità tra opposte fazioni, tra chi vuole la pace e chi vorrebbe continuare la guerra che ha insanguinato l'Ulster per trent'anni, oltre all'eterno sospetto di connivenze e spionaggio con la polizia, di tradimenti interni, di patti segreti con i protestanti. La crisi originata dall'omicidio di McGuigan si è aggravata ieri, quando Bobby Storey, presidente dello Sinn Feinn per la provincia più settentrionale dell'Irlanda del Nord, e altri due membri del partito sono stati arrestati dalla polizia con l'accusa di avere assassinato McGuigan.

Il premier Robinson aveva chiesto una sospensione dell'attività parlamentare per discutere la crisi e trarne le necessarie conseguenze, ma i cattolici e altri partiti minori si sono opposti, provocando le dimissioni del leader protestante. Per Gerry Adams, leader dello Sinn Fein, sarebbe invece stato possibile trovare una "soluzione politica" alla vicenda. A questo punto, se non sarà formata una nuova maggioranza di governo, ipotesi che appare improbabile, saranno convocate elezioni anticipate. Nel clima attuale, esacerbato da crescenti divisioni fra protestanti e cattolici, un'altra alleanza di governo sembra difficile. C'è il rischio, ammonisce Robinson, che Belfast non riesca più a formare un esecutivo di coalizione, costringendo il governo britannico a subentrare almeno temporaneamente alle autorità locali e facendo crescere ulteriormente la tensione nella regione, con i protestanti che accusano i cattolici di avere ricostituito l'Ira e i cattolici che negano. Un pentolone di violenza e polemiche che in Ulster agita fantasmi mai del tutto scomparsi.