KIEV - Il ministero degli Esteri ucraino ha condannato oggi la visita fatta in Crimea nei giorni scorsi dall'ex premier e leader di Fi Silvio Berlusconi, accompagnato dal presidente russo Vladimir Putin, definendola "in violazione" della legge e contraria "alla politica Ue, che non riconosce l'occupazione illegale" della penisola sul mar Nero. "Il ministero degli Esteri ucraino - si legge in una nota pubblicata sul suo sito web - condanna la visita dell'11 settembre del presidente russo Vladimir Putin e del leader di Forza Italia, ex premier Silvio Berlusconi, nei territori temporaneamente occupati della Repubblica autonoma di Crimea e Sebastopoli". Secondo quanto sottolineato dal ministero, il viaggio è stato condotto senza averlo prima concordato con il governo di Kiev ed è avvenuto "in violazione delle procedure previste di ingresso e uscita dai territori ucraini temporaneamente occupati".
Il ministero ritiene inoltre che la visita risponda "al tentativo di Mosca di legittimare l'occupazione illegale" della Crimea, annessa nel marzo dello scorso anno, "con ogni mezzo necessario". Infine, Kiev rileva "la contraddizione delle azioni di Berlusconi con la politica dell'Unione Europea di condanna delle azioni russe e di non riconoscimento dell'occupazione illegale" della Crimea.
Quella del leader di Forza Italia è la prima visita di un ex capo di governo europeo nella penisola sul Mar Nero dopo l'annessione da parte di Mosca che ha fatto scattare il primo pacchetto di sanzioni occidentali contro la Russia e creato un clima da nuova guerra fredda. In precedenza avevano messo piede in Crimea solo una delegazione leghista guidata dal segretario del Carroccio Matteo Salvini, lo scorso ottobre, e, in luglio, una decina di parlamentari francesi, guidati dall'ex ministro dei trasporti Thierry Mariani, e finiti poi nella blacklist di Kiev, che li ha banditi dall'Ucraina per tre anni.
L'Unione europea ha deciso di estendere di altri sei mesi, sino al 15 marzo 2016, le sanzioni contro personalità russe e capi dei separatisti filorussi del Donbass per la loro implicazione nel conflitto che ha devastato il sud-est dell'Ucraina. "L'esame della situazione non ha giustificato una modifica del regime di sanzioni né della lista di persone e di entità soggette a misure restrittive", ha indicato il consiglio Ue Affari generali in un comunicato. Queste sanzioni riguardano 149 persone e 37 "entità" (organizzazioni collegate al sud-est ucraino), che non possono ottenere visti per l'ingresso nell'Ue e i cui beni sono stati congelati nell'Unione europea. Oltre alla leadership politica e militare dei separatisti e di figure politiche direttamente implicate o a favore dell'annessione della Crimea alla Russia, sulla black list confermata oggi figurano varie personalità vicine al presidente russo Vladimir Putin. Mosca ha replicato con una lista di personalità non gradite sul territorio russo.
Lo scorso giugno, l'Ue aveva già prolungato le pesanti sanzioni economiche contro aziende ed interi settori economici russi, sino a febbraio 2016. Questa decisione sarà nuovamente valutata a fine anno per stabilire un'eventuale proroga o, al contrario, un alleggerimento, alla luce dei progressi del processo di pacificazione previsto dagli accordi di Minsk.
Il ministero ritiene inoltre che la visita risponda "al tentativo di Mosca di legittimare l'occupazione illegale" della Crimea, annessa nel marzo dello scorso anno, "con ogni mezzo necessario". Infine, Kiev rileva "la contraddizione delle azioni di Berlusconi con la politica dell'Unione Europea di condanna delle azioni russe e di non riconoscimento dell'occupazione illegale" della Crimea.
Quella del leader di Forza Italia è la prima visita di un ex capo di governo europeo nella penisola sul Mar Nero dopo l'annessione da parte di Mosca che ha fatto scattare il primo pacchetto di sanzioni occidentali contro la Russia e creato un clima da nuova guerra fredda. In precedenza avevano messo piede in Crimea solo una delegazione leghista guidata dal segretario del Carroccio Matteo Salvini, lo scorso ottobre, e, in luglio, una decina di parlamentari francesi, guidati dall'ex ministro dei trasporti Thierry Mariani, e finiti poi nella blacklist di Kiev, che li ha banditi dall'Ucraina per tre anni.
L'Unione europea ha deciso di estendere di altri sei mesi, sino al 15 marzo 2016, le sanzioni contro personalità russe e capi dei separatisti filorussi del Donbass per la loro implicazione nel conflitto che ha devastato il sud-est dell'Ucraina. "L'esame della situazione non ha giustificato una modifica del regime di sanzioni né della lista di persone e di entità soggette a misure restrittive", ha indicato il consiglio Ue Affari generali in un comunicato. Queste sanzioni riguardano 149 persone e 37 "entità" (organizzazioni collegate al sud-est ucraino), che non possono ottenere visti per l'ingresso nell'Ue e i cui beni sono stati congelati nell'Unione europea. Oltre alla leadership politica e militare dei separatisti e di figure politiche direttamente implicate o a favore dell'annessione della Crimea alla Russia, sulla black list confermata oggi figurano varie personalità vicine al presidente russo Vladimir Putin. Mosca ha replicato con una lista di personalità non gradite sul territorio russo.
Lo scorso giugno, l'Ue aveva già prolungato le pesanti sanzioni economiche contro aziende ed interi settori economici russi, sino a febbraio 2016. Questa decisione sarà nuovamente valutata a fine anno per stabilire un'eventuale proroga o, al contrario, un alleggerimento, alla luce dei progressi del processo di pacificazione previsto dagli accordi di Minsk.