Esteri

Gerusalemme, nuovi scontri nella Spianata delle Moschee

(afp)
Altri arresti tra giovani palestinesi che protestano nel luogo sacro per l'islam e l'ebraismo. Il premier israeliano Netanyahu convoca una riunione d'emergenza
2 minuti di lettura
GERUSALEMME -  Sono in corso nuovi scontri a Gerusalemme sulla Spianata delle moschee tra polizia israeliana e palestinesi. Da ieri la tensione è molto alta nella Città Santa, soprattutto dopo che la settimana scorsa il ministro della Difesa israeliano, Moshe Yaalon, ha messo al bando il movimento Al Mourabitoun che si oppone alla presenza di visitatori ebrei sulla Spianata (o Monte del Tempio), luogo sacro sia per l'islam che per l'ebraismo. La spianata è gestita da un accordo ereditato dal conflitto del 1967, chiamato "status quo", che autorizza gli ebrei a visitare i luoghi santi in alcune ore della mattinata, cinque giorni su sette, ma non a pregarvi. Degli ebrei ortodossi militano invece per potervi pregare. Le preoccupazioni musulmane sono state di recente alimentate da persistenti voci di un piano di divisione del luogo sacro.

Secondo la polizia, giovani palestinesi "a volto coperto", poi fuggiti all'interno delle moschee, hanno lanciato pietre e sbarre di ferro alle forze dell'ordine entrate sulla Spianata per consentire l'ingresso ai visitatori anche in occasione del Capodanno ebraico. Il portavoce della polizia riporta un agente ferito leggermente e almeno 9 arresti, di cui 5 sulla spianata e quattro nella città vecchia. L'agenzia Maan, in arabo, parla di "nuovo assalto" alla Moschea di Al-Aqsa della polizia. Gli agenti affermano di essere saliti sulla collina per rendere sicura la visita degli ebrei o turisti autorizzati al luogo sacro. Ieri il bilancio degli scontri era stato di una ventina di feriti.

Un israeliano sarebbe morto per le ferite riportate in un incidente d'auto avvenuto ieri sera a Gerusalemme est. La polizia sospetta possa essere stato provocato dal lancio di pietre. Le forze dell'ordine - citate dai media - ritengono che l'uomo (65 anni), di ritorno dalla cena di Capodanno, abbia perso il controllo dell'auto nei pressi del sobborgo palestinese di Sur Baher a Gerusalemme quando il veicolo è stato colpito da pietre. L'auto, a quanto dicono i familiari, si sarebbe schiantata contro un palo della luce, finendo in un fosso.
[[ge:rep-locali:repubblica:122844553]]
Il premier Benjamin Netanyahu, dopo aver appreso della morte dell'automobilista, ha convocato per martedì sera, alla fine del Capodanno ebraico, una riunione di emergenza per discutere "la guerra ai lanciatori di pietre e di bombe incendiarie a Gerusalemme e nelle vicinanze". Lo ha annunciato il suo ufficio. "Il premier - riferisce una nota - vede con grande severità il lancio di pietre e bombe incendiarie a cittadini israeliani e intende contrastare il fenomeno con ogni mezzo, incluse pene più severe e carcere". Tra i partecipanti, i ministri della Difesa, Pubblica sicurezza, Giustizia e Trasporti insieme a esponenti dell'ufficio del procuratore generale e dell'apparato di difesa. All'inizio di settembre, il premier aveva minacciato un giro di vite contro i giovani palestinesi che lanciano pietre, con il via libera alle forze di sicurezza a sparare proiettili veri, una misura al momento valida solo in caso di pericolo di vita di fronte a proteste violente. Un'inasprimento delle norme che sarebbe stato giustificato da un aumento degli episodi a Gerusalemme e nei Territori Occupati. Ma una fonte della sicurezza ha sottolineato che nel 2014 ci sono stati 119 incidenti sulle strade, mentre nei primi 8 mesi di quest'anno ne sono stati registrati 96: "una media di 10-15 al mese, non vediamo nessun cambiamento".

Il governo turco ha condannato "con fermezza" gli "attacchi" contro i musulmani all'interno del compound di al-Aqsa, a Gerusalemme, sostenendo che Israele "viola la libertà di culto". In una nota sugli incidenti scoppiati di recente sulla Spianata delle Moschee, il ministero degli Esteri di Ankara ha chiesto "lo stop immediato alle pratiche illegali" delle forze di sicurezza israeliane. "Israele deve adempiere alla sua responsabilità di garantire la libertà di culto a Gerusalemme Est, che tiene sotto occupazione, e mettere fine immediatamente a queste pratiche illegali che prendono di mira lo status e la santità del Monte del Tempio e sono in aperta violazione della libertà di culto", ha affermato il ministero degli Esteri turco.