Grecia, tweet razzisti: sottosegretario Dimitri Kammenos si dimette
L'ennesimo post offensivo di Dimitris Kammenos, uno di tanti che hanno scatenato polemiche sulle sue posizioni, ha causato il primo scossone all'interno del neo governo Tsipras. Non ha fatto a tempo a essere nominato, che Kammenos già si è visto costretto alle dimissioni. Il sottosegretario alle infrastrutture, membro del partito nazionalista dei greci indipendenti Anel, è finito ancora una volta nella bufera per le sue affermazioni forti sui social network. Le dimissioni arrivano neppure 24 ore dopo aver ricevuto l'incarico, ha detto il politico 49enne per permettere "il buon funzionamento del nuovo governo" di coalizione entrato in carica, e in nome "dell'interesse del Paese". Il leader di Syriza e neo capo del governo, Alexis Tsipras, aveva implicitamente richiesto le dimissioni di Dimitris Kammenos al leader di Anel, Panos Kammenos, che porta lo stesso cognome. "Finché non sarà fatta luce sui post antisemiti e razzisti, il viceministro deve contribuire al chiarimento con le sue dimissioni", ha spiegato su Twitter il leader di Anel, Panos Kammenos.
Kammenos, durante il braccio di ferro con Bruxelles, aveva paragonato il piano di aiuti alla Grecia al campo di concentramento di Auschwitz. Aveva poi postato su Facebook una foto che mostrava l'ingresso del lager con la scritta "Restiamo in europa". In seguito, di fronte alle critiche del Consiglio israelita di Grecia, si era giustificato della scelta parlando di "autentico olocausto economico" messo in atto dall'Unione Europea. L'ex sottosegretario è sotto accusa anche per altri tweet e messaggi su Facebook contenenti commenti razzisti, antisemiti e omofobi. Con il suo account, ora disattivato, aveva fatto discutere, in precedenza, per avare sposato la tesi del "complotto israeliano" dietro agli attacchi dell'11 settembre alle Torri Gemelle e avere definito i gay pride "patetici".
VIDEO Il giuramento del governo Tsipras