Is, Obama: "Sono isolati, li sconfiggeremo"
Il presidente degli Stati Uniti al summit dell'Onu dedicato alla lotta al terrorismo in Siria: "Siamo pronti a lavorare con tutte le parti, incluse Russia e Iran". Ban Ki-moon: "Foreign fighters cresciuti del 70%". Renzi: "Appoggeremo la coalizione"
NEW YORK - Il presidente americano Barack Obama ha aperto il summit dell'Onu dedicato alla lotta al terrorismo rappresentato dai miliziani sunniti dello stato islamico. Lo ha fatto dicendo che l'Is "in Iraq e Siria è circondato da forze che vogliono distruggerlo e abbiamo visto che può essere sconfitto sul campo di battaglia. Alla fine perderà perché non ha nulla da offrire se non disperazione e distruzione". Noi siamo guidati da una "visione migliore" ma la vittoria "richiederà sforzi continui da parte di tutti".
Secondo Obama, quella contro l'Is è una "grande sfida", che richiederà un "lavoro duro". Il "nostro approccio richiederà tempo. Non è facile. Ci saranno successi e passi indietro" perché quella in corso tra Is e una coalizione internazionale capitanata dagli Usa "non è una battaglia convenzionale. La nostra coalizione &egr…
Secondo Obama, quella contro l'Is è una "grande sfida", che richiederà un "lavoro duro". Il "nostro approccio richiederà tempo. Non è facile. Ci saranno successi e passi indietro" perché quella in corso tra Is e una coalizione internazionale capitanata dagli Usa "non è una battaglia convenzionale. La nostra coalizione &egr…
NEW YORK - Il presidente americano Barack Obama ha aperto il summit dell'Onu dedicato alla lotta al terrorismo rappresentato dai miliziani sunniti dello stato islamico. Lo ha fatto dicendo che l'Is "in Iraq e Siria è circondato da forze che vogliono distruggerlo e abbiamo visto che può essere sconfitto sul campo di battaglia. Alla fine perderà perché non ha nulla da offrire se non disperazione e distruzione". Noi siamo guidati da una "visione migliore" ma la vittoria "richiederà sforzi continui da parte di tutti".
Secondo Obama, quella contro l'Is è una "grande sfida", che richiederà un "lavoro duro". Il "nostro approccio richiederà tempo. Non è facile. Ci saranno successi e passi indietro" perché quella in corso tra Is e una coalizione internazionale capitanata dagli Usa "non è una battaglia convenzionale. La nostra coalizione è cresciuta a oltre 60 Paesi. Oggi diamo il benvenuto ad altri tre: Nigeria, Tunisia e Malaysia".
Dissenso Usa- Russia. Il presidente americano è tornato a ribadire che per sconfiggere l'Is in Siria serve "un nuovo leader e un governo inclusivo che unisca il popolo siriano nella lotta contro i terroristi. Questo sarà un processo complesso ma siamo pronti a lavorare con tutte le parti, incluse Russia e Iran, per trovare un meccanismo politico con cui sia possibile iniziare un processo di transizione". Il presidente ha confermato come sia sua "convinzione" il fatto che l'annientamento dei jihadisti passa necessariamente per l'uscita di scena di Bashar al-Assad: una presa di posizione che appare destinata ad acuire ancora di più le frizioni con il Cremlino, alleato storico del regime di Damasco. La Russia ha scelto di partecipare al summit solo con un diplomatico non di alto livello. L'ambasciatore russo all'Onu, Vitaly Churkin ha detto che questo summit costituisce una "mancanza di rispetto" nei confronti delle Nazioni Unite e del suo segretario generale Ban Ki-moon: "Questa iniziativa mette seriamente a repentaglio gli sforzi dell'Onu in questa direzione".
Ban Ki-moon nel suo intervento ha rilanciato l'allarme del boom dei terroristi provenienti da tutto il mondo: "La minaccia posta da gruppi estremisti come l'Is sta crescendo, i dati dell'Onu mostrano un aumento del 70% dei cosiddetti foreign fighter da oltre cento Paesi verso le regioni di conflitto".
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi offre tutto l'appoggio possibile alla coalizione anti-Is: "La più grande coalizione al mondo deve vincere questa battaglia. Voglio offrire al presidente Obama il sostegno dell'Italia. Sono sicuro che vinceremo e distruggeremo l'Is. L'Italia insieme agli Stati Uniti e all'Arabia Saudita sta lottando contro il finanziamemto dell'Is. E' importante sottolineare le iniziative prese per limitare le donazioni finanziarie e le limitazioni per i foreign fighters. Chiediamo di concentrarsi sulle donazioni esterne per scongiurare l'abuso delle ong: alcune reti sono state scoperte tracciando i movimenti di denaro". Il premier ha poi messo in evidenza quattro aspetti della lotta all'Is: "La cultura: gli attentati avvengono in musei, scuole, università, e la cultura è la nostra identità. L'italia può essere guida anche in questo campo. La religione: pensiamo che il medio oriente oggi sia un mosaico per le religioni e le culture. Dobbiamo difendere la terra dove molte religioni nacquero in passato". Renzi ha poi insistito sul fatto che "per noi italiani la priorità è la situazione in Libia, ma anche nell'Africa subsahariana". Ultimo aspetto, i social network: "Sono d'accordo con Obama, sono luoghi di libertà e un'incredibile opportunità. Ovviamente tutti si preoccupano anche dei rischi dei social network come modo di reclutare nuovi terroristi soprattutto in Europa".
Secondo Obama, quella contro l'Is è una "grande sfida", che richiederà un "lavoro duro". Il "nostro approccio richiederà tempo. Non è facile. Ci saranno successi e passi indietro" perché quella in corso tra Is e una coalizione internazionale capitanata dagli Usa "non è una battaglia convenzionale. La nostra coalizione è cresciuta a oltre 60 Paesi. Oggi diamo il benvenuto ad altri tre: Nigeria, Tunisia e Malaysia".
Dissenso Usa- Russia. Il presidente americano è tornato a ribadire che per sconfiggere l'Is in Siria serve "un nuovo leader e un governo inclusivo che unisca il popolo siriano nella lotta contro i terroristi. Questo sarà un processo complesso ma siamo pronti a lavorare con tutte le parti, incluse Russia e Iran, per trovare un meccanismo politico con cui sia possibile iniziare un processo di transizione". Il presidente ha confermato come sia sua "convinzione" il fatto che l'annientamento dei jihadisti passa necessariamente per l'uscita di scena di Bashar al-Assad: una presa di posizione che appare destinata ad acuire ancora di più le frizioni con il Cremlino, alleato storico del regime di Damasco. La Russia ha scelto di partecipare al summit solo con un diplomatico non di alto livello. L'ambasciatore russo all'Onu, Vitaly Churkin ha detto che questo summit costituisce una "mancanza di rispetto" nei confronti delle Nazioni Unite e del suo segretario generale Ban Ki-moon: "Questa iniziativa mette seriamente a repentaglio gli sforzi dell'Onu in questa direzione".
Ban Ki-moon nel suo intervento ha rilanciato l'allarme del boom dei terroristi provenienti da tutto il mondo: "La minaccia posta da gruppi estremisti come l'Is sta crescendo, i dati dell'Onu mostrano un aumento del 70% dei cosiddetti foreign fighter da oltre cento Paesi verso le regioni di conflitto".
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi offre tutto l'appoggio possibile alla coalizione anti-Is: "La più grande coalizione al mondo deve vincere questa battaglia. Voglio offrire al presidente Obama il sostegno dell'Italia. Sono sicuro che vinceremo e distruggeremo l'Is. L'Italia insieme agli Stati Uniti e all'Arabia Saudita sta lottando contro il finanziamemto dell'Is. E' importante sottolineare le iniziative prese per limitare le donazioni finanziarie e le limitazioni per i foreign fighters. Chiediamo di concentrarsi sulle donazioni esterne per scongiurare l'abuso delle ong: alcune reti sono state scoperte tracciando i movimenti di denaro". Il premier ha poi messo in evidenza quattro aspetti della lotta all'Is: "La cultura: gli attentati avvengono in musei, scuole, università, e la cultura è la nostra identità. L'italia può essere guida anche in questo campo. La religione: pensiamo che il medio oriente oggi sia un mosaico per le religioni e le culture. Dobbiamo difendere la terra dove molte religioni nacquero in passato". Renzi ha poi insistito sul fatto che "per noi italiani la priorità è la situazione in Libia, ma anche nell'Africa subsahariana". Ultimo aspetto, i social network: "Sono d'accordo con Obama, sono luoghi di libertà e un'incredibile opportunità. Ovviamente tutti si preoccupano anche dei rischi dei social network come modo di reclutare nuovi terroristi soprattutto in Europa".