LISBONA - Seggi aperti in Portogallo per le elezioni legislative. Alle urne sono chiamati circa 9,7 milioni di elettori. La coalizione conservatrice del premier Pedro Passos Coelho dovrà affrontare il test di una maggioranza assoluta, con 116 seggi in Parlamento, pena l'instabilità del Paese dopo anni di crisi e di politiche lacrime e sangue.
Se infatti la coalizione di centro-destra del Partito socialdemocratico e del Partito Popolare è data in vantaggio con il 35-40% delle preferenze a fronte del 31-36% dell'opposizione socialista dell'ex sindaco di Lisbona Antonio Costa, non è affatto sicuro che la maggioranza riesca a tenere i suoi seggi in Parlamento. La prospettiva quindi di un Parlamento paralizzato inquieta gli animi del Paese, dove aleggia anche la minaccia di una astensione senza precedenti.
In ogni caso, per la coalizione uscente, i sondaggi prevedono un risultato molto più brillante di quanto previsto dai sondaggi solo qualche mese fa, quando i socialisti erano dati nettamente in vantaggio; tuttavia quasi un quinto degli elettori si dichiara ancora indeciso e l'esito del voto rimane quindi assai incerto.
Passos Coelho ha pagato la rigida politica di austerità imposta dal piano di aiuti internazionali avviato nel 2011 (su iniziativa del predecessore, il socialista José Socrates), ma di converso ha raccolto nelle ultime settimane i frutti elettorali di una lenta ripresa economica, con il tasso di disoccupazione sceso dal 17,5% del 2013 al 12%.
Al contrario di altri Paesi colpiti dalla crisi poi, come Spagna e Grecia, in Portogallo non è nato alcun movimento popolare di protesta sul genere di Podemos o Syriza: anzi, proprio il sostanziale fallimento di quest'ultimo nell'eliminare le politiche di austerità sembra aver convinto la maggioranza degli elettori portoghesi che non esiste alternativa alla situazione attuale, quadro che favorirebbe la coalizione uscente.
I socialisti da parte loro si sono visti assai danneggiati dallo scandalo che ha visto coinvolto l'ex premier Socrates, arrestato nel novembre del 2014 con l'accusa di corruzione e riciclaggio e attualmente agli arresti domiciliari: un danno di immagine che le promesse di Costa - abbassamento della pressione fiscale e revoca dei tagli ai salari dei funzionari pubblici - non sono state sufficienti a contrarrestare, anche perché il Ps si è comunque impegnato a rimanere nei limiti imposti delle regole fiscali dell'ue.
Il risultato è che difficilmente il vincitore potrà godere di una maggioranza assoluta e in questa situazione i socialisti potrebbero, anche all'opposizione, paralizzare un esecutivo conservatore di minoranza grazie alla collaborazione del blocco di sinistra e dei comunisti, che insieme contano il 15% delle preferenze. Di fatto, Costa ha già minacciato di silurare in parlamento la prossima legge finanziaria nel caso di una vittoria di Coelho: iniziativa che se coronata da successo riporterebbe immediatamente il paese alle urne, ma con il rischio di un'astensione che potrebbe superare il record del 41,9% registrato alle ultime politiche.
Se infatti la coalizione di centro-destra del Partito socialdemocratico e del Partito Popolare è data in vantaggio con il 35-40% delle preferenze a fronte del 31-36% dell'opposizione socialista dell'ex sindaco di Lisbona Antonio Costa, non è affatto sicuro che la maggioranza riesca a tenere i suoi seggi in Parlamento. La prospettiva quindi di un Parlamento paralizzato inquieta gli animi del Paese, dove aleggia anche la minaccia di una astensione senza precedenti.
In ogni caso, per la coalizione uscente, i sondaggi prevedono un risultato molto più brillante di quanto previsto dai sondaggi solo qualche mese fa, quando i socialisti erano dati nettamente in vantaggio; tuttavia quasi un quinto degli elettori si dichiara ancora indeciso e l'esito del voto rimane quindi assai incerto.
Passos Coelho ha pagato la rigida politica di austerità imposta dal piano di aiuti internazionali avviato nel 2011 (su iniziativa del predecessore, il socialista José Socrates), ma di converso ha raccolto nelle ultime settimane i frutti elettorali di una lenta ripresa economica, con il tasso di disoccupazione sceso dal 17,5% del 2013 al 12%.
Al contrario di altri Paesi colpiti dalla crisi poi, come Spagna e Grecia, in Portogallo non è nato alcun movimento popolare di protesta sul genere di Podemos o Syriza: anzi, proprio il sostanziale fallimento di quest'ultimo nell'eliminare le politiche di austerità sembra aver convinto la maggioranza degli elettori portoghesi che non esiste alternativa alla situazione attuale, quadro che favorirebbe la coalizione uscente.
I socialisti da parte loro si sono visti assai danneggiati dallo scandalo che ha visto coinvolto l'ex premier Socrates, arrestato nel novembre del 2014 con l'accusa di corruzione e riciclaggio e attualmente agli arresti domiciliari: un danno di immagine che le promesse di Costa - abbassamento della pressione fiscale e revoca dei tagli ai salari dei funzionari pubblici - non sono state sufficienti a contrarrestare, anche perché il Ps si è comunque impegnato a rimanere nei limiti imposti delle regole fiscali dell'ue.
Il risultato è che difficilmente il vincitore potrà godere di una maggioranza assoluta e in questa situazione i socialisti potrebbero, anche all'opposizione, paralizzare un esecutivo conservatore di minoranza grazie alla collaborazione del blocco di sinistra e dei comunisti, che insieme contano il 15% delle preferenze. Di fatto, Costa ha già minacciato di silurare in parlamento la prossima legge finanziaria nel caso di una vittoria di Coelho: iniziativa che se coronata da successo riporterebbe immediatamente il paese alle urne, ma con il rischio di un'astensione che potrebbe superare il record del 41,9% registrato alle ultime politiche.