OKLAHOMA CITY - Sbagliare farmaco per eseguire l'iniezione fatale a una condannato a morte. E' successo in Oklahoma: secondo quanto riporta il quotidiano locale The Oklahoman, lo ha rivelato un'autopsia eseguita su un Charles Frederick Warner, giustiziato in gennaio. Sarebbe stato usato acetato di potassio invece di cloruro di potassio, come prevede la procedura standard.
La scorsa settimana il governatore Mary Fallin ha chiesto una sospensione all'ultimo momento dell'esecuzione capitale per il detenuto Richard Glossip dopo aver saputo dai funzionari che era stato consegnato acetato di potassio invece di cloruro di potassio. Si tratta del terzo stop: in altri due casi infatti era stata bloccata l'esecuzione, su Benjamin Cole e John Grant.
L'autopsia su Warner ha rivelato che gli erano state iniettate 12 dosi di questa sostanza. Il cloruro di potassio è il farmaco usato per le esecuzioni capitali perché arresta il cuore e viene iniettato come ultimo passaggio della procedura. Il primo step è l'iniezione del midazolam, un potente sedativo, poi si procede con un paralizzante e infine con il cloruro di potassio che blocca il cuore. Warner dopo la prima somministrazione disse che si sentiva andare a fuoco ma poi non ha mostrato altri segni di particolare sofferenza ed è spirato dopo 18 minuti. Si tratta ora di capire se l'uomo abbia sofferto inutilmente oppure no perché anche l'acetato di potassio provoca l'arresto cardiaco ma non è ben chiaro se causi più o meno sofferenza del cloruro di potassio.
Il caso di Glossip ha riacceso il dibattito negli Usa sull'uso delle iniezioni letali dopo che l'anno scorso, sempre in Oklahoma un condannato morì dopo tre quarti d'ora di agonia e dolori atroci. A finire sotto i riflettori sarebbe dunque il midazolam, un farmaco destinato a causare incoscienza, ma che non avrebbe un effetto immediato, provocando dolori inutili per i condannati andando contro la legge fondamentale americana che vieta la tortura.
La scorsa settimana il governatore Mary Fallin ha chiesto una sospensione all'ultimo momento dell'esecuzione capitale per il detenuto Richard Glossip dopo aver saputo dai funzionari che era stato consegnato acetato di potassio invece di cloruro di potassio. Si tratta del terzo stop: in altri due casi infatti era stata bloccata l'esecuzione, su Benjamin Cole e John Grant.
L'autopsia su Warner ha rivelato che gli erano state iniettate 12 dosi di questa sostanza. Il cloruro di potassio è il farmaco usato per le esecuzioni capitali perché arresta il cuore e viene iniettato come ultimo passaggio della procedura. Il primo step è l'iniezione del midazolam, un potente sedativo, poi si procede con un paralizzante e infine con il cloruro di potassio che blocca il cuore. Warner dopo la prima somministrazione disse che si sentiva andare a fuoco ma poi non ha mostrato altri segni di particolare sofferenza ed è spirato dopo 18 minuti. Si tratta ora di capire se l'uomo abbia sofferto inutilmente oppure no perché anche l'acetato di potassio provoca l'arresto cardiaco ma non è ben chiaro se causi più o meno sofferenza del cloruro di potassio.
Il caso di Glossip ha riacceso il dibattito negli Usa sull'uso delle iniezioni letali dopo che l'anno scorso, sempre in Oklahoma un condannato morì dopo tre quarti d'ora di agonia e dolori atroci. A finire sotto i riflettori sarebbe dunque il midazolam, un farmaco destinato a causare incoscienza, ma che non avrebbe un effetto immediato, provocando dolori inutili per i condannati andando contro la legge fondamentale americana che vieta la tortura.