Esteri

Brasile, la presidente Dilma Rousseff è sotto inchiesta

Dilma Rousseff (afp)
Presunte irregolarità nella campagna elettorale per la riconferma alla carica di capo dello Stato
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SAN PAOLO - La giustizia brasiliana, che finora ha accusato molti dei suoi fedelissimi di corruzione ma finora l'aveva risparmiata, alla fine ha 'toccatò anche il presidente Dilma Rousseff: la polizia federale ha aperto un'inchiesta per accertare le accuse di presunte irregolarità sulla sua campagna per la riconferma dello scorso ottobre 2014.

Secondo i media l'inchiesta è stata aperta il 7 ottobre dopo la decisione del collegio dei giudici della Corte Suprema Elettorale (Tse) di voler accertare gli eventuali illeciti della campagna della Rousseff. Dallo staff del presidente, che la scorsa settimana si è vista dalla Corte dei Conti bocciare il bilancio 2014 per averlo alterato facendosi prestare soldi dalle banche di Stato per pareggiare i conti, non è giunto alcun commento.

L'inchiesta decisa con 5 voti a favore 2 contrari dalla Tse punta ad accertare se Rousseff ed il suo vicepresidente, Michel Temer, hanno abusato del loro potere durante la campagna e se siano stati usati per essa fondi illegali. L'apertura formale dell'inchiesta alimenterà le richiesta di impeachment di Rousseff al Parlamento, processo peraltro rallentato da quando il presidente della Camera, Eduardo Cunha, a sua volta sotto inchiesta, e Rousseff si sono trovati sulla stessa barca ed hanno stretto un patto di forza per rinviare l'eventuale messa in stato di accusa.

Se riconosciuta colpevole la vittoria di misura (3 punti di distacco dal rivale Aecio Nives) alle presidenziali di un anno fa potrebbe essere considerata nulla. Ma il caso potrebbe facilmente trascinarsi per anni in appelli fino alla Corte Suprema ed il suo mandato scade nel 2018.

Il capo dello Stato non era finora stata coinvolta dallo scandalo Petrobras, il colosso petrolifero che distruibuì - negli anni in cui è stata presidente del Consiglio di Amministrazione - oltre 2 miliardi di dollari di mazzette al suo Partito dei Lavoratori. Uno scandalo che da ultimo ha coinvolto anche il suo 'osannatò predecessore ed aspirante successore, Luiz Inacio Luala da Silva.