DACCA - Le autorità bengalesi hanno arrestato quattro persone sospettate di aver ucciso il cooperante italiano Cesare Tavella il 28 settembre scorso a Dacca. L'azione venne rivendicata da una cellula dello Stato Islamico. I quattro sono stati fermati in diverse parti della capitale del Bangladesh. Tre "sono direttamente coinvolti nell'omicidio", ha detto l'ispettore Monirul Islam, precisando che è stata sequestrata anche la motocicletta usata per l'azione.
Secondo la polizia, all'origine dell'omicidio di Tavella c'era un complotto per colpire gli stranieri, destinato a creare problemi al governo. E non è stato trovato nessun legame con jihadisti o Stato islamico. Gli assassini avrebbero accettato denaro da quello che hanno definito "un cosiddetto grande fratello". Questi, hanno raccontato, aveva ordinato loro di uccidere qualunque straniero dalla pella bianca, per mettere in difficoltà l'esecutivo. "Tavella non era l'obiettivo, l'obiettivo era uccidere qualcuno con la pelle bianca, meglio se occidentale", ha dichiarato un portavoce della polizia.
[[ge:rep-locali:repubblica:123879937]]
Tavella stava facendo jogging nel quartier diplomatico quando è stato freddato da un commando armato a bordo di una moto. Secondo la polizia investigativa di Dacca dei 4 arrestati, tre sono direttamente coinvolti nell'omicidio mentre il quarto è accusato di favoreggiamento per aver fornito la moto usata nell'agguato.
Tavella, 51 anni, veterinario di Casola Valsenio in provincia di Ravenna - cooperante dal 1993 - da pochi mesi era il project manager di "Proofs", un progetto quadriennale di aiuti per migliorare la sicurezza e il reddito delle famiglie, il cibo, le abitudini alimentari per le donne, i neonati e i bambini. Un progetto in cui lavoravano 150 persone.
Sempre in Bangladesh, qualche giorno dopo la morte di Tavella era stato ucciso anche un cooperante giapponese. Identica la dinamica: tre colpi sparati da distanza ravvicinata da uomini in moto.
[[ge:rep-locali:repubblica:125894683]]
Secondo la polizia, all'origine dell'omicidio di Tavella c'era un complotto per colpire gli stranieri, destinato a creare problemi al governo. E non è stato trovato nessun legame con jihadisti o Stato islamico. Gli assassini avrebbero accettato denaro da quello che hanno definito "un cosiddetto grande fratello". Questi, hanno raccontato, aveva ordinato loro di uccidere qualunque straniero dalla pella bianca, per mettere in difficoltà l'esecutivo. "Tavella non era l'obiettivo, l'obiettivo era uccidere qualcuno con la pelle bianca, meglio se occidentale", ha dichiarato un portavoce della polizia.
[[ge:rep-locali:repubblica:123879937]]
Tavella stava facendo jogging nel quartier diplomatico quando è stato freddato da un commando armato a bordo di una moto. Secondo la polizia investigativa di Dacca dei 4 arrestati, tre sono direttamente coinvolti nell'omicidio mentre il quarto è accusato di favoreggiamento per aver fornito la moto usata nell'agguato.
Tavella, 51 anni, veterinario di Casola Valsenio in provincia di Ravenna - cooperante dal 1993 - da pochi mesi era il project manager di "Proofs", un progetto quadriennale di aiuti per migliorare la sicurezza e il reddito delle famiglie, il cibo, le abitudini alimentari per le donne, i neonati e i bambini. Un progetto in cui lavoravano 150 persone.
Sempre in Bangladesh, qualche giorno dopo la morte di Tavella era stato ucciso anche un cooperante giapponese. Identica la dinamica: tre colpi sparati da distanza ravvicinata da uomini in moto.
[[ge:rep-locali:repubblica:125894683]]