VIENNA - L'Austria costruirà una recinzione alla frontiera con la Slovenia per meglio controllare il flusso dei migranti: lo ha annunciato il ministro degli Interni austriaco, Johanna Mikl-Leitner.
"Si tratta di assicurare un ingresso ordinato e controllato nel nostro Paese, non di chiudere la frontiera", ha precisato Mikl-Leitner intervistata dalla rete televisiva Oel. "Nelle ultime settimane alcuni gruppi di migranti si sono mostrati più impazienti, aggressivi ed emotivi", e dunque occorre "adottare tutte le precauzioni", ha concluso il ministro.
Una doppia barriera perché, al termine della riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale, il primo ministro sloveno, Miro Cerar, ha confermato che "se gli accordi raggiunti domenica a Bruxelles non verranno rispettati, la Slovenia sarà costretta a adottare misure per fermare il flusso dei migranti" erigendo un recinto al confine con la Croazia. "Se necessario, noi siamo pronti a costruire una barriera, anche subito", ha detto Cerar.
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"L'Austria manda i migranti verso il confine tedesco nelle ore notturne, per fare in modo che entrino in Germania senza essere notati", accusa il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maiziere, che si augura che gli austriaci riprendano subito a gestire "ordinatamente" gli arrivi dei migranti. "Il comportamento dell'Austria negli ultimi giorni è stato fuori dai limiti", ha detto De Maiziere in conferenza stampa da Berlino.
Proprio ieri parlando al Business Forum di Bogotà, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha puntato il dito contro i Paesi che ergono barriere: "Non è facile accogliere al giorno d'oggi. Prevale la paura - ha detto il premier - in tanti casi e nella vecchia Europa tanta gente chiude le porte e si rinchiude dietro i muri tradendo l'idea stessa dell'Europa. Noi italiani, ogni giorno, accogliamo centinaia di persone nel Mediterraneo - ha aggiunto - forse perderemo del consenso, forse dei voti, ma salvando delle vite umano salveremo l'idea di Italia che per tanti anni abbiamo mantenuto".
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"Centinaia di migranti sono pronti a partire dall'Italia, 50 andranno in Spagna. L'impegno prevede 40 mila ricollocamenti in due anni e noi non accetteremmo nessuna presa in giro e siamo sicurI di non riceverla - ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano intervenuto a Mattino 5 su Canale 5 -. Nessuno stato dell'Unione Europea può sottrarsi all'impegno assunto. Se non ci fosse la funzionalità del sistema di ricollocamento noi reagiremmo non facendo le altre cose che l'Europa ha chiesto a noi come ad esempio gli hot spot e una seria di altre procedure". L'Anci presenterà presto un piano per l'accoglienza dei migranti che prevede di distribuire gli arrivi su circa 4 mila Comuni italiani, contro i 700 attuali, ha annunciato il presidente Anci e sindaco di Torino Piero Fassino. "Presenteremo presto al ministro dell'Interno un piano per coinvolgere nell'accoglienza circa 4 mila Comuni contro i 700 attualmente impegnati su questo fronte. In questo modo governeremo il fenomeno in modo più ordinato, sicuro, e meno impattante".
Intanto però oggi c'è stato un nuovo sbarco sull'isola di Lampedusa, dove sono arrivati 226 migranti richiedenti asilo a bordo di due motovedette della Guardia costiera. I profughi sono stati salvati ieri dalla nave 'Dignity I' di Medici senza frontiere, coordinata dalla centrale operativa delle Capitanerie di porto.
REPORTAGE. Per i siriani un nuovo muro prima dell'Europa
Che la crisi migratoria sia "la sfida più grande da decenni" per l'Unione europea, è quanto sempre ieri ha ribadito anche il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, aprendo il dibattito davanti alla plenaria sull'emergenza dei rifugiati e dell'immigrazione. L'emergenza migratoria ha "il potenziale per cambiarla" nel profondo e persino "per distruggere conquiste come la libera circolazione del trattato di Schengen". Ma, "pericoloso assoluto, può creare cambiamenti tettonici nel panorama politico europeo", cambiamenti "che non saranno per il meglio". L'ex premier polacco ha aggiunto anche l'allarme per "la nuova ondata" da altri almeno centomila rifugiati provocata dai bombardamenti russi in Siria e dall'offensiva di Bashar al Assad su Aleppo. Toni cupi usati anche dal presidente dell'Eurocamera Martin Schulz che ha affermato: con l'arrivo dell'inverno "rischiamo la catastrofe umanitaria".
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Per il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, è comunque necessario "cambiare" il sistema di Dublino, l'accordo che regola la politica europea in materia di asilo, perché "non funziona più". "In materia di rifugiati bisognerà cambiare il sistema di Dublino. Non funziona più", ha affermato in un discorso a Parigi davanti al Consiglio economico, sociale e ambientale (Cese). "Se non funziona più, non possiamo applicarlo e quindi la Commissione avanzerà della proposte nel corso della primavera del 2016, se possibile anche prima", ha aggiunto.
"Si tratta di assicurare un ingresso ordinato e controllato nel nostro Paese, non di chiudere la frontiera", ha precisato Mikl-Leitner intervistata dalla rete televisiva Oel. "Nelle ultime settimane alcuni gruppi di migranti si sono mostrati più impazienti, aggressivi ed emotivi", e dunque occorre "adottare tutte le precauzioni", ha concluso il ministro.
Una doppia barriera perché, al termine della riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale, il primo ministro sloveno, Miro Cerar, ha confermato che "se gli accordi raggiunti domenica a Bruxelles non verranno rispettati, la Slovenia sarà costretta a adottare misure per fermare il flusso dei migranti" erigendo un recinto al confine con la Croazia. "Se necessario, noi siamo pronti a costruire una barriera, anche subito", ha detto Cerar.
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"L'Austria manda i migranti verso il confine tedesco nelle ore notturne, per fare in modo che entrino in Germania senza essere notati", accusa il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maiziere, che si augura che gli austriaci riprendano subito a gestire "ordinatamente" gli arrivi dei migranti. "Il comportamento dell'Austria negli ultimi giorni è stato fuori dai limiti", ha detto De Maiziere in conferenza stampa da Berlino.
Proprio ieri parlando al Business Forum di Bogotà, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha puntato il dito contro i Paesi che ergono barriere: "Non è facile accogliere al giorno d'oggi. Prevale la paura - ha detto il premier - in tanti casi e nella vecchia Europa tanta gente chiude le porte e si rinchiude dietro i muri tradendo l'idea stessa dell'Europa. Noi italiani, ogni giorno, accogliamo centinaia di persone nel Mediterraneo - ha aggiunto - forse perderemo del consenso, forse dei voti, ma salvando delle vite umano salveremo l'idea di Italia che per tanti anni abbiamo mantenuto".
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"Centinaia di migranti sono pronti a partire dall'Italia, 50 andranno in Spagna. L'impegno prevede 40 mila ricollocamenti in due anni e noi non accetteremmo nessuna presa in giro e siamo sicurI di non riceverla - ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano intervenuto a Mattino 5 su Canale 5 -. Nessuno stato dell'Unione Europea può sottrarsi all'impegno assunto. Se non ci fosse la funzionalità del sistema di ricollocamento noi reagiremmo non facendo le altre cose che l'Europa ha chiesto a noi come ad esempio gli hot spot e una seria di altre procedure". L'Anci presenterà presto un piano per l'accoglienza dei migranti che prevede di distribuire gli arrivi su circa 4 mila Comuni italiani, contro i 700 attuali, ha annunciato il presidente Anci e sindaco di Torino Piero Fassino. "Presenteremo presto al ministro dell'Interno un piano per coinvolgere nell'accoglienza circa 4 mila Comuni contro i 700 attualmente impegnati su questo fronte. In questo modo governeremo il fenomeno in modo più ordinato, sicuro, e meno impattante".
Intanto però oggi c'è stato un nuovo sbarco sull'isola di Lampedusa, dove sono arrivati 226 migranti richiedenti asilo a bordo di due motovedette della Guardia costiera. I profughi sono stati salvati ieri dalla nave 'Dignity I' di Medici senza frontiere, coordinata dalla centrale operativa delle Capitanerie di porto.
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Che la crisi migratoria sia "la sfida più grande da decenni" per l'Unione europea, è quanto sempre ieri ha ribadito anche il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, aprendo il dibattito davanti alla plenaria sull'emergenza dei rifugiati e dell'immigrazione. L'emergenza migratoria ha "il potenziale per cambiarla" nel profondo e persino "per distruggere conquiste come la libera circolazione del trattato di Schengen". Ma, "pericoloso assoluto, può creare cambiamenti tettonici nel panorama politico europeo", cambiamenti "che non saranno per il meglio". L'ex premier polacco ha aggiunto anche l'allarme per "la nuova ondata" da altri almeno centomila rifugiati provocata dai bombardamenti russi in Siria e dall'offensiva di Bashar al Assad su Aleppo. Toni cupi usati anche dal presidente dell'Eurocamera Martin Schulz che ha affermato: con l'arrivo dell'inverno "rischiamo la catastrofe umanitaria".
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Per il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, è comunque necessario "cambiare" il sistema di Dublino, l'accordo che regola la politica europea in materia di asilo, perché "non funziona più". "In materia di rifugiati bisognerà cambiare il sistema di Dublino. Non funziona più", ha affermato in un discorso a Parigi davanti al Consiglio economico, sociale e ambientale (Cese). "Se non funziona più, non possiamo applicarlo e quindi la Commissione avanzerà della proposte nel corso della primavera del 2016, se possibile anche prima", ha aggiunto.