Teheran, arrestato imprenditore americano di origini iraniane
Lo scrive il Wall Street Journal, parlando dell'ennesimo tentativo - da parte dei falchi del regime - di bloccare gli investimenti stranieri dopo l'accordo sul nucleare
WASHINGTON - Un altro cittadino americano è stato arrestato in Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui le forze di sicurezza di Teheran hanno fermato un imprenditore statunitense di origini iraniane, Siamak Namazi. E' il quarto americano finito in carcere nel Paese. Per il Wsj, il segno evidente di come i falchi del regime stiano cercando di bloccare gli investimenti stranieri in seguito allo storico accordo sul nucleare. L'uomo è stato fermato dai pasdaran, le guardie della rivoluzione, l'ala dura dei poteri forti iraniani, che rispondono solo alla Guida Siprema, l'ayatollah Ali Khamenei.
Namazi, a capo della societa di consulenza strategica petrolifera Crescent Petrolum - con sede a Dubai, negli emirati Atrabi Uniti - è stato arrestato mentre faceva visita ai parenti a Teheran. E' il figlio di un ex governatore della provincia iraniana ricca di petrolio del Khuzestan. La famiglia si è trasferita negli Stati Uniti nel 19…
Namazi, a capo della societa di consulenza strategica petrolifera Crescent Petrolum - con sede a Dubai, negli emirati Atrabi Uniti - è stato arrestato mentre faceva visita ai parenti a Teheran. E' il figlio di un ex governatore della provincia iraniana ricca di petrolio del Khuzestan. La famiglia si è trasferita negli Stati Uniti nel 19…
WASHINGTON - Un altro cittadino americano è stato arrestato in Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui le forze di sicurezza di Teheran hanno fermato un imprenditore statunitense di origini iraniane, Siamak Namazi. E' il quarto americano finito in carcere nel Paese. Per il Wsj, il segno evidente di come i falchi del regime stiano cercando di bloccare gli investimenti stranieri in seguito allo storico accordo sul nucleare. L'uomo è stato fermato dai pasdaran, le guardie della rivoluzione, l'ala dura dei poteri forti iraniani, che rispondono solo alla Guida Siprema, l'ayatollah Ali Khamenei.
Namazi, a capo della societa di consulenza strategica petrolifera Crescent Petrolum - con sede a Dubai, negli emirati Atrabi Uniti - è stato arrestato mentre faceva visita ai parenti a Teheran. E' il figlio di un ex governatore della provincia iraniana ricca di petrolio del Khuzestan. La famiglia si è trasferita negli Stati Uniti nel 1983, quando Siamak era un ragazzo. Poi, dopo la laurea, l'uomo è tornato in Iran molte volte per lavoro. L'arresto risale all'inizio del mese, ma all'inizio la famiglia ha provato a mantenere il riserbo sulla notizia. Il caso ora può rappresentare un nuovo elemento d'attrito tra Stati Uniti e Iran, innescato dall'ala conservatrice di Teheran per tentare di far saltare il nuovo fragilissimo clima di " non sfiducia" tra i due Paesi. Un accordo che ha sdoganato a livello diplomatico la Repubblica Islamica, per la prima volta coinvolta nei negoziati sul futuro della Siria, in corso a Vienna.
Il Dipartimento di Stato ha più volte premuto sull'Iran per il rilascio di altri tre americani arrestati: il corrispondente del Washington Post, Jason Rezaian, da poco condannato dopo un processo per spionaggio; l'ex Marine Amir Hekmati di Flint, in Michigan, accusato di essere una spia quando è arrivato in Iran per far visita alla nonna, nel 2011; e Saeed Abedini, un pastore dell'Idaho, condannato nel 2013 per "minaccia alla sicurezza nazionale" dell'Iran, per la sua attività religiosa. Rezaian, Hekmati e Abedini hanno tutti respinto le accuse.
Namazi, a capo della societa di consulenza strategica petrolifera Crescent Petrolum - con sede a Dubai, negli emirati Atrabi Uniti - è stato arrestato mentre faceva visita ai parenti a Teheran. E' il figlio di un ex governatore della provincia iraniana ricca di petrolio del Khuzestan. La famiglia si è trasferita negli Stati Uniti nel 1983, quando Siamak era un ragazzo. Poi, dopo la laurea, l'uomo è tornato in Iran molte volte per lavoro. L'arresto risale all'inizio del mese, ma all'inizio la famiglia ha provato a mantenere il riserbo sulla notizia. Il caso ora può rappresentare un nuovo elemento d'attrito tra Stati Uniti e Iran, innescato dall'ala conservatrice di Teheran per tentare di far saltare il nuovo fragilissimo clima di " non sfiducia" tra i due Paesi. Un accordo che ha sdoganato a livello diplomatico la Repubblica Islamica, per la prima volta coinvolta nei negoziati sul futuro della Siria, in corso a Vienna.
Il Dipartimento di Stato ha più volte premuto sull'Iran per il rilascio di altri tre americani arrestati: il corrispondente del Washington Post, Jason Rezaian, da poco condannato dopo un processo per spionaggio; l'ex Marine Amir Hekmati di Flint, in Michigan, accusato di essere una spia quando è arrivato in Iran per far visita alla nonna, nel 2011; e Saeed Abedini, un pastore dell'Idaho, condannato nel 2013 per "minaccia alla sicurezza nazionale" dell'Iran, per la sua attività religiosa. Rezaian, Hekmati e Abedini hanno tutti respinto le accuse.