Esteri

Siria, Usa e Russia: "Stato resti unito". In arrivo forze militari americane

A Vienna vertice con i maggiori protagonisti della crisi, eccetto i siriani: riunite le grandi potenze con Iran, Turchia, Qatar e sauditi. Il Pentagono invia 50 consiglieri militari e aerei. Ucciso un rapper tedesco, diventato un importante reclutatore dello Stato islamico. Era nella lista nera degli Stati Uniti. Esercito siriano bombarda mercato a Duma: quasi 90 morti

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Un incontro non conclusivo ma in qualche modo "storico" - come ha detto l'alta rappresentante Ue Federica Mogherini - perché per la prima volta sulla Siria tutti gli attori si sono trovati seduti allo stesso tavolo e "si è trovato un terreno comune". "Ci incontreremo di nuovo a livello di ministri nelle prossime settimane. Questo processo ha acquisito lo slancio per andare avanti", ha assicurato il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond. Allo stesso tavolo si sono confrontati da una parte alleati di Assad, come Iran e Russia, e dall'altra suoi detrattori, come Stati Uniti, Francia, Arabia Saudita, Turchia e Qatar. Il nodo centrale resta la permanenza di Bashar al Assad al potere a Damasco finché non sarà debellata l'Is. Punto su cui gli Usa cominciano a cedere: il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov hanno concordato che la Siria deve uscire dalla guerra civile come uno stato secolare e unito. Kerry ha detto che le istituzioni di Damasco devono restare intatte anche se con il collega russo non c'è accordo sui tempi e i modi dell'uscita di scena di Assad. Gli Usa mettono però sul piatto un impegno militare accresciuto, che naturalmente non trova l'accordo di Mosca.

Forze speciali. Gli Stati Uniti invieranno un piccolo contigente di uomini in Siria con il ruolo di consiglieri militari per supportare l'azione dei ribelli che combattono contro l'Is. Si tratta di un gruppo di 50 militari con il compito di "consigliare e assistere" i ribelli nel combattere i jihadisti dello Stato islamico. La decisione, spiegano i funzionari Usa, viene definita "uno spostamento" e non "un cambiamento" della strategia Usa nella lotta all'Isis, ma sarà la prima volta che le truppe Usa si troveranno sul terreno in Siria. Le forze speciali saranno dispiegate nel nordest del paese per aiutare i ribelli e le forze curde a respingere i jihadisti e, come specifica il Pentagono, "non resteranno per molto tempo e non svolgeranno grandi missioni di terra su larga scala come quelle viste in Iraq e in Afghanistan". Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha aggiunto che il nucleo di forze speciali non ha un ruolo da combattimento.
Gli Usa invieranno anche ulteriori aerei nella base militare di Incirlik, in Turchia, sempre nell'ambito della lotta all'Isis. Tra questi i caccia F-15 e A-10.

La notizia dell'insediamento delle forze speciali americane arriva proprio nel giorno in cui la Russia rende noto di aver condotto una esercitazione con missili balistici e da crociera lanciati da vari siti. Una esercitazione di routine, precisa Mosca, ma che appare una delle manovre più significative effettuate quest'anno. La situazione militare sul territorio siriano resta dunque estremamente complessa.

Bombe su Duma. Quasi 90 civili sono stati uccisi e un centinaio feriti oggi da un bombardamento missilistico del regime siriano su un mercato della cittadina di Duma, alle porte di Damasco, controllata dai ribelli. I feriti sono circa un centinaio. Lo riferisce l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

Almeno 12 missili si sono abbattuti sul mercato, secondo l'Ondus, che ha sede in Gran Bretagna ma si appoggia su una vasta rete di informatori in Siria. Il bilancio sembra destinato ad aggravarsi perchè vi sono diversi feriti in gravi condizioni. Il bombardamento sulla roccaforte dei ribelli è avvenuto mentre erano in corso combattimenti tra le forze lealiste e gruppi armati anti-governativi nei pressi della vicina città di Harasta.
È invece di 27 morti e 72 persone tra feriti e dispersi il bilancio di diversi bombardamenti aerei avvenuti nella città di Aleppo, nel nord della Siria. Tra le vittime anche due bambini. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, aggiungendo che al momento non è chiaro se a colpire siano stati aerei da guerra del governo del presidente Bashar Assad o aerei russi.

Il rapper reclutatore. Intanto il Pentagono ha confermato la morte in Siria di Denis Cuspert, un rapper tedesco divenuto influente reclutatore dello Stato islamico. Una portavoce americano ha precisato che Cuspert, nome d'arte Deso Dogg, è morto due settimane fa in un raid della coalizione a guida americana. 

L'ex musicista era finito nella lista nera Usa. Era apparso in diversi video di propaganda jihadista. In uno, nel novembre 2014, teneva in mano la testa di un uomo decapitato dai jihadisti. In un altro, dello scorso aprile, minacciava direttamente la Germania: "In Francia sono arrivati i fatti. In Germania i dormienti aspettano", diceva mentre scorrevano le immagini degli attentatori di Parigi che hanno fatto 17 morti alla redazione di Charlie Hebdo e al supermercato kosher. "Anche se sei in Germania, fai la tua jihad", cantava Cuspert. Il rapper era nato a Berlino nel 1975 da madre tedesca e padre del Ghana. Tra il 2006 e il 2009 aveva pubblicato tre dischi. Nel 2007 si era convertito all'Islam nel 2007. Aveva assunto il nome di Abu Talha al-Almani e nel 2012 si era unito all'Is, dopo essersi avvicinato al gruppo filo-jihadista tedesco Millatu Ibrahim. Cuspert aveva pubblicamente minacciato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e i cittadini americani e tedeschi, incoraggiando gli occidentali di fede musulmana a lanciare attacchi.