Esteri

Jean-Luis Tauran: "È una vergogna, si faccia chiarezza"

Il cardinale francese non riesce a trattenere "sdegno e vergogna se le accuse risulteranno vere"

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CITTÀ DEL VATICANO. "Quello che è accaduto è il risultato di quella trasparenza fortemente voluta da papa Francesco e che nessuno riuscirà mai a fermare, nemmeno chi gli rema contro o lo tradisce per chissà quali fini". Il "risultato" di cui parla il cardinale francese Jean-Luis Tauran sono gli arresti eccellenti di ieri. Camerlengo e presidente del Pontificio consiglio per il dialogo Interreligioso, Tauran è l'unico porporato della precedente commissione cardinalizia di vigilanza sullo Ior che papa Francesco ha confermato nel nuovo organismo di controllo. Solitamente riflessivo e dialogante, oggi non riesce invece a trattenere "sdegno e vergogna se le accuse risulteranno vere".

Sorpreso per questa nuova Vatileaks?
"Non sono ancora direttamente informato su quanto accaduto, ma per carità questi due arresti dentro le mura vaticane, nei palazzi pontifici, e per accuse così gravi non possono che fare male a tutti. Se quanto viene addebitato ai due arrestati corrisponde al vero a dir poco c'è da essere delusi, sorpresi e amareggiati. Che tristezza".

Non teme che questa vicenda faccia parte di una strategia messa in atto da gruppi che in Vaticano cercano di mettere in difficoltà Francesco come già fecero con Benedetto XVI costringendolo alle dimissioni?
"Se vera, è indubbiamente una vicenda triste e vergognosa. Ma non penso proprio che possa rappresentare un problema per l'importante opera riformatrice avviata dal Santo Padre. Pur nel dispiacere, io ci vedo un aspetto positivo: gli arresti vanno in direzione di quella esigenza di trasparenza che intende attuare i Papa, un'opera di pulizia che è già in atto. Nessuno deve avere paura della verità".

E ora cosa succederà?
"Confido in maniera totale nel lavoro degli inquirenti e nell'opera di trasparenza che ha voluto il Santo Padre a qualsiasi livello gestionale della Santa Sede. Ma di una cosa sono certo, zone di buio non ci saranno. Lasciamo lavorare i giudici".