Spiagge, aeroporti, negozi: Sharm fantasma dopo disastro Metrojet
Qualcuno riposa sotto l'ombrellone, altri trovano refrigerio tra le acque cristalline del Mar Rosso. Ma i turisti che hanno deciso di non rinunciare alla loro vacanza a Sharm el Sheik dopo il disastro Metrojet sono davvero pochi: le foto mostrano spiagge deserte, negozi senza acquirenti e un aeroporto quasi vuoto. Il ministero del Turismo egiziano sta già lavorando a un piano urgente per salvare la stagione invernale nella località del Mar Rosso. "Stavamo facendo fatica a recuperare i livelli del turismo prima della rivolta del 2011", ha detto il direttore di uno degli alberghi internazionali a Sharm el Sheik. "Dopo la rivoluzione - ha aggiunto - siamo riusciti a recuperare circa il 60 per cento dei turisti europei, ma ora ci aspettiamo che questo livello scenda al 20-30 per cento. L'unico modo per affrontare questa crisi è lavorare per promuovere il turismo dei residenti locali, che potrebbero parzialmente compensare la mancanza dei russi e dei britannici". Anche altre celebri attrazioni turistiche sembrano aver subito un drastico calo del numero di visitatori, come mostrano le foto che ritraggono il sito archeologico di Giza dove si trovano la Sfinge e le piramidi, con pochi visitatori