ISTANBUL - Quattordici migranti, tra i quali sette bambini, sono annegati all'alba al largo della Turchia quando l'imbarcazione su cui cercavano di raggiungere l'isola greca di Lesbo è affondata a causa di una tempesta. Nel dare la notizia, i mezzi di informazione turchi hanno precisato che altre 25 persone sono state tratte in salvo dalla guardia costiera. Ancora ignota la nazionalità delle vittime di questa ennesima tragedia dell'immigrazione.
La Turchia, che ufficialmente accoglie due milioni e 200 mila rifugiati siriani, è il punto di partenza per decine di migliaia di persone che prendono il mare, anche in pessime condizioni meteo, nella speranza di raggiungere le isole greche, primo avamposto dell'Unione europea. Secondo l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, dall'inizio dell'anno sono arrivate in Grecia 580.125 persone. E secondo Amnesty International, oltre 454 sono morte nelle acque dell'Egeo o risultano disperse.
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Oggi a Malta una sessantina di governi europei e africani si incontrano ad altissimo livello per affrontare l'emergenza. L'Italia sarà rappresentata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. L'Ue spera che l'impegno a stanziare fondi per alcuni degli Stati più poveri del mondo scoraggi i viaggi della speranza. Il dramma dei migranti e dei profughi sarà sicuramente tra i temi trattati anche al G20 che si svolgerà domenica proprio in Turchia. In quella sede l'Europa punta a vedere riconosciuta la crisi come un problema globale che richiede una risposta globale.
Mentre la comunità internazionale cerca delle soluzioni, alcuni governi decidono di innalzare barriere sperando di fermare la marea umana. L'ultimo caso è quello della Slovenia, dove l'esercito ha iniziato a posizionare filo spinato sulla linea di confine con la Croazia. Nei giorni scorsi le autorità di Lubiana avevano annunciato che avrebbero installato "ostacoli tecnici temporanei" lungo la frontiera con l'obiettivo di gestire meglio l'arrivo dei migranti. Da metà ottobre sono giunti in Slovenia oltre 170 mila migranti.
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La Turchia, che ufficialmente accoglie due milioni e 200 mila rifugiati siriani, è il punto di partenza per decine di migliaia di persone che prendono il mare, anche in pessime condizioni meteo, nella speranza di raggiungere le isole greche, primo avamposto dell'Unione europea. Secondo l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, dall'inizio dell'anno sono arrivate in Grecia 580.125 persone. E secondo Amnesty International, oltre 454 sono morte nelle acque dell'Egeo o risultano disperse.
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Oggi a Malta una sessantina di governi europei e africani si incontrano ad altissimo livello per affrontare l'emergenza. L'Italia sarà rappresentata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. L'Ue spera che l'impegno a stanziare fondi per alcuni degli Stati più poveri del mondo scoraggi i viaggi della speranza. Il dramma dei migranti e dei profughi sarà sicuramente tra i temi trattati anche al G20 che si svolgerà domenica proprio in Turchia. In quella sede l'Europa punta a vedere riconosciuta la crisi come un problema globale che richiede una risposta globale.
Mentre la comunità internazionale cerca delle soluzioni, alcuni governi decidono di innalzare barriere sperando di fermare la marea umana. L'ultimo caso è quello della Slovenia, dove l'esercito ha iniziato a posizionare filo spinato sulla linea di confine con la Croazia. Nei giorni scorsi le autorità di Lubiana avevano annunciato che avrebbero installato "ostacoli tecnici temporanei" lungo la frontiera con l'obiettivo di gestire meglio l'arrivo dei migranti. Da metà ottobre sono giunti in Slovenia oltre 170 mila migranti.
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