Esteri

La Francia sotto attacco, da Charlie Hebdo a oggi

Soccorritori vicino alla sala concerti (afp)
Tutto è partito dalla strage al giornale satirico, ma il Paese è stato costantemente nel mirino. Tra attentati sventati e attacchi andati a segno. L'ultimo ad agosto quando un marocchino aprì il fuoco su un Tgv e fu placcato da soldati americani
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PARIGI - Un anno drammatico per la Francia. Aperto dalla strage di Charlie Hebdo e continuato con attentati sventati, chiese cattoliche nel mirino e l'episodio del Tgv. Ora i sette attacchi  coordinati nella capitale nonostante un dispositivo di massima allerta sempre dispiegato su tutto il territorio. A operare - in tutti questi mesi - sono state cellule legate alla jihad ma anche "lupi solitari", in una nebulosa che sembra sfuggire costantemente ai servizi segreti.
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Il 7 gennaio sono 12 i morti nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo. Due giorni dopo, l'ondata di terrore termina con un doppio blitz: nel primo, a Dammartin en Goele, le teste di cuoio uccidono i fratelli Said e Chérif Kouachi, i due franco-algerini autori del massacro di Charlie. Intanto, in un supermercato kosher a Parigi, il fiancheggiatore dei due fratelli - Amedy Coulibaly - colpisce a morte 4 persone prima di essere eliminato.
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Il primo ministro Manuel Valls parla però anche di altri "cinque attentati" sventati annunciando l'arresto di Sid Ahmed Ghlam, studente parigino sospettato di un imminente attentato contro una chiesa della banlieue parigina, in nome dell'islam più radicale.

In febbraio, un altro allarme: tre militari di servizio davanti a un sito della comunità ebraica di Nizza vengono aggrediti con un coltello dal francese di origine africana Moussa Coulibaly. Poi l'attentato sventato con l'arresto dello studente di informatica Sid Ahmed Ghlam, trovato in possesso di un arsenale di guerra e pronto ad attaccare chiese di Villejuif, banlieue di Parigi. Anche se poi si appurò che il movente era personale, in giugno la decapitazione di un imprenditore nella banlieue di Lione ha fatto salire ulteriormente la tensione nel Paese, dato che a compiere l'azione era stato un uomo di origini arabe con messinscena tipica della jihad.

Ad agosto l'allarme per tutti treni d'Europa: un marocchino apre il fuoco su un Tgv; l'attentatore viene placcato da tre americani che col loro coraggio evitano quella che poteva essere una strage.

Secondo il ministero dell'Interno, poco meno di 2.000 francesi sono legati a organizzazioni coinvolte nella "guerra santa" islamica o nelle organizzazioni radicali in Siria o in Iraq. Proprio mercoledì era stato annunciato l'arresto di un uomo a Tolone, nel sud della Francia, prima che sferrasse un attacco contro militari francesi in nome della jihad.

Del resto esperti di geopolitica e 007 sono d'accordo che con l'operazione lanciata in Siria la Francia non mirava ad arginare l'esodo di profughi né a rafforzare la coalizione anti-Isis: il motivo è quello di neutralizzare un gruppo preciso di combattenti che starebbe preparando attentati devastanti sul territorio francese. Un'analisi che sembre oggi essere confermata