Esteri

Attentati a Parigi, la cellula del terrore: Abaaoud, la cugina e l'amico d'infanzia

Legami familiari e di vicinato uniscono i terroristi al centro del blitz delle forze speciali a Saint Denis. Abdelhamid, considerato lo stratega degli attacchi, aveva una storia di criminalità comune prima di dedicarsi anima e corpo al Daesh. Hasna era una ragazza come tante, studentessa modello, prima di convertirsi. Salah venerdì notte ha accompagnato il fratello più piccolo nel luogo in cui si è fatto esplodere

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Fonti di intelligence sostengono che il terzo corpo ritrovato tra le macerie della casa di Saint-Denis appartiene a Salah Abdeslam. Anche se in serata il premier francese Manuel Valls ha affermato di non sapere se l'uomo si trovi in Francia o in Belgio. Tuttavia, se le analisi confermeranno che si tratti del cadavere di Abdeslam, la cellula terroristica islamica autrice dei sanguinosi attacchi di venerdì 13 novembre a Parigi può considerarsi annientata.

Nel blitz di ieri nel piccolo centro a Nord di Parigi, le forze speciali hanno ucciso Abdelhamid Abaaoud, considerato la mente degli attentati. Francese, ma belga di nascita, 27 anni, era originario del quartiere di Molenbeek a Bruxelles e sarebbe legato anche agli attentati dello scorso gennaio a Verviers in Belgio. Appariva in molti dossier di criminalità comune per fatti commessi a Bruxelles tra il 2010 e il 2011.
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Nello stesso blitz è morta anche la cugina di Abaaoud, Hasna Aitboulahcen, francese, 26 anni, che si è fatta saltare con una cintura esplosiva. Una vita da ragazza normale e tutt'altro che integralista, come dimostrano alcune sue foto pubblicate sul belga Le Soir. Ottime scuole superate con profitto, Hasna aveva ricoperto incarichi di responsabilità nella Beko Construction, società di costruzioni specializzate creata nel 2011 a Epinay-sur-Seine, nel dipartimento di Saint-Denis, ma poi fallita. Dopo l'avvio del suo percorso di radicalizzazione, forse alimentato dal cugino Abdelhamid, era ossessionata dall'idea di unirsi ai miliziani dell'Is in Siria. Durante il blitz a Saint-Denis Hasna, assediata dalla polizia, è stata protagonista di un dialogo assurdo: "Dov'è il tuo compagno?", le chiedevano gli agenti. E lei, prima di farsi esplodere ha risposto: "Non è il mio compagno".
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Il terzo elemento chiave del gruppo terroristico è Salah Abdeslam. Francese, nato il 15 settembre 1989 a Bruxelles, è colui che ha noleggiato la Polo nera ritrovata nei pressi del Bataclan. Non si sa esattamente che ruolo abbia avuto negli attacchi di venerdì notte, ma gli inquirenti ritengono che sia stato lui ad accompagnare la terza squadra - quella che è entrata in azione nel X e XI arrondissment - e a lasciare in Boulevard Voltaire il fratello più piccolo, Ibrahim, vent'anni, che poco dopo si è fatto esplodere al Comptoire Voltaire. Secondo la Libre Belgique, Salah era amico d'infanzia di Abdelhamid Abaaoud. Cresciuti entrambi a Molenbeek i due diventano inseparabili. Frequentano lo stesso bar, dove i ragazzi del quartiere si ritrovano a bere e a fumare. Le proteste dei vicini, per le zaffate di hashish e il frastuono della musica, provocano l’intervento della polizia. Il locale viene chiuso “per traffico di droga”. Salah resta a spasso, Abaaoud parte per la Siria. Torna in Belgio un anno dopo. È cambiato. Organizza una cellula di jihadisti. Trova i fondi, paga quei ragazzi sbandati e senza lavoro. Progetta i suoi piani di morte. Fallisce più volte. La polizia arriva prima. Smantella, nel gennaio scorso, una cellula che Abaaoud aveva messo in piedi a Verviers, nel Vallone. La guida da Atene, dopo essere stato in Siria. Viene arrestato assieme a tre altri jihadisti, ma poi rilasciato pochi giorni dopo per mancanza di prove.