Esteri

Bangladesh, Is rivendica ferimento missionario italiano.Arrestato islamista

L'annuncio, la cui attendibilità resta da verificare, è arrivato via Twitter. Il missionario definito "crociato italiano". Ma in serata è stato arrestato il dirigente di un partito islamista e ci sono una decina di persone fermate

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 I jihadisti dell'Is, in un comunicato diffuso via Twitter, hanno rivendicato il ferimento a "colpi d'arma da fuoco" di padre Piero Parolari, avvenuto ieri nei pressi della missione di Suihari, nella diocesi di Dinajpur in Bangladesh. Il comunicato con data di oggi, la cui attendibilità è difficile da verificare, definisce padre Parolari "crociato italiano che opera da anni in una campagna missionaria nel distretto di Dinajpur"e afferma che è stato attaccato con "diversi colpi sparati da una pistola con silenziatore, che gli hanno provocato gravi lesioni".

Ma di fatto la conferma arriva in serata con l'arresto di un dirigente locale di un partito islamista. Lo hanno annunciato ufficiali della polizia, che, come riferiscono fonti della MISNA, ha già disposto una decina di fermi. In manette è finito tra gli altri Mahbubur Tahman Bhutto, segretario generale di Jamaat-e-Islami nel distretto di Dinajpur, quello dove si è verificato l'agguato. Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, padre Parolari sarebbe stato bersaglio di colpi di arma da fuoco esplosi da un commando di tre uomini a bordo di una motocicletta.

Il missionario è stato colpito mentre si trovava davanti a una stazione del bus nella città di Dinajpur, a oltre 400 chilometri dalla capitale Dacca. Stava andando in bicicletta in un villaggio della sua parrocchia quando tre uomini giunti in motocicletta gli hanno sparato colpendolo alla testa e al collo. Il religioso, colpito alla testa e al collo da alcuni proiettili, dopo aver subito un intervento chirurgico ieri è stato trasferito in elicottero a Dacca e ricoverato in ospedale. Secondo i medici, nonostante le lesioni siano gravi è "fuori pericolo".

L'Unità di crisi della Farnesina e l'ambasciata d'Italia a Dacca, sono in contatto con la famiglia e stanno fornendo tutta l'assistenza necessaria al connazionale. Il 28 settembre scorso l'Is aveva già rivendicato l'uccisione, a Dacca, del cooperante italiano Cesare Tavella.