Turchia, spari contro il leader del partito filo-curdo
La vettura di Selahattin Demirtas è stata raggiunta da un proiettile sul finestrino posteriore, il vetro blindato ha resistito salvando la vita al numero uno dell'Hdp
ISTANBUL - Un colpo d'arma da fuoco è stato sparato ieri sera a Diyarbakir, nel sud-est della Turchia, contro l'auto del leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas, che è rimasto illeso. Lo riferisce l'agenzia filo-curda Firat, secondo cui il colpo è stato fermato dal vetro antiproiettile.
Secondo quanto raccontato dallo stesso Demirtas, l'ammaccatura causata dal proiettile è stata notata solo dopo che il leader dell'Hdp, che viaggiava con le sue guardie del corpo, è sceso dall'auto. Il colpo è stato sparato all'altezza della testa contro il finestrino posteriore. "La morte è nella volontà di Dio", ha scritto in curdo Demirtas sul suo profilo Twitter dopo l'episodio.
Dal canto suo l'ufficio del governo della regione di Diyarbakir afferma che l'auto è stata analizzata dalle autorità e precisa che anche se sul lato sinistro posteriore della vettura sono s…
Secondo quanto raccontato dallo stesso Demirtas, l'ammaccatura causata dal proiettile è stata notata solo dopo che il leader dell'Hdp, che viaggiava con le sue guardie del corpo, è sceso dall'auto. Il colpo è stato sparato all'altezza della testa contro il finestrino posteriore. "La morte è nella volontà di Dio", ha scritto in curdo Demirtas sul suo profilo Twitter dopo l'episodio.
Dal canto suo l'ufficio del governo della regione di Diyarbakir afferma che l'auto è stata analizzata dalle autorità e precisa che anche se sul lato sinistro posteriore della vettura sono s…
ISTANBUL - Un colpo d'arma da fuoco è stato sparato ieri sera a Diyarbakir, nel sud-est della Turchia, contro l'auto del leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas, che è rimasto illeso. Lo riferisce l'agenzia filo-curda Firat, secondo cui il colpo è stato fermato dal vetro antiproiettile.
Secondo quanto raccontato dallo stesso Demirtas, l'ammaccatura causata dal proiettile è stata notata solo dopo che il leader dell'Hdp, che viaggiava con le sue guardie del corpo, è sceso dall'auto. Il colpo è stato sparato all'altezza della testa contro il finestrino posteriore. "La morte è nella volontà di Dio", ha scritto in curdo Demirtas sul suo profilo Twitter dopo l'episodio.
Dal canto suo l'ufficio del governo della regione di Diyarbakir afferma che l'auto è stata analizzata dalle autorità e precisa che anche se sul lato sinistro posteriore della vettura sono stati trovati dei segni non vi è alcuna prova che si tratti "di colpi di arma da fuoco" e che potrebbe trattarsi di segni lasciati da oggetti "molto duri" come ad esempio delle pietre.
Alle ultime elezioni politiche di inizio novembre l'Hdp ha superato di poco la soglia del 10 per cento ed è riuscito ad entrare in Parlamento. Demirtas, tuttavia, ha parlato di elezioni "non corrette" perché il suo partito non aveva potuto fare campagna elettorale come avrebbe voluto a causa delle tensioni nel Paese.
Secondo quanto raccontato dallo stesso Demirtas, l'ammaccatura causata dal proiettile è stata notata solo dopo che il leader dell'Hdp, che viaggiava con le sue guardie del corpo, è sceso dall'auto. Il colpo è stato sparato all'altezza della testa contro il finestrino posteriore. "La morte è nella volontà di Dio", ha scritto in curdo Demirtas sul suo profilo Twitter dopo l'episodio.
Dal canto suo l'ufficio del governo della regione di Diyarbakir afferma che l'auto è stata analizzata dalle autorità e precisa che anche se sul lato sinistro posteriore della vettura sono stati trovati dei segni non vi è alcuna prova che si tratti "di colpi di arma da fuoco" e che potrebbe trattarsi di segni lasciati da oggetti "molto duri" come ad esempio delle pietre.
Alle ultime elezioni politiche di inizio novembre l'Hdp ha superato di poco la soglia del 10 per cento ed è riuscito ad entrare in Parlamento. Demirtas, tuttavia, ha parlato di elezioni "non corrette" perché il suo partito non aveva potuto fare campagna elettorale come avrebbe voluto a causa delle tensioni nel Paese.