ROMA - I servizi di intelligence francesi stanno lavorando sull'ipotesi che Salah Abdeslam, il ricercato per gli attacchi di Parigi del 13 novembre, sia fuggito in Siria. Lo riporta la Cnn citando una fonte vicina alla indagini e una fonte di lotta al terrorismo.
Una pista diversa, dunque, rispetto a quella belga: ieri sera proprio per cercare Salah era andata in scena una nuova operazione della polizia belga a Molenbeek, quartiere della periferia di Bruxelles da cui provenivano diversi terroristi degli attacchi a Parigi. Il pubblico ministero belga aveva segnalato che Salah Abdeslam, il latitante sfuggito alla polizia dopo gli attacchi nella capitale francese, avrebbe potuto essere nascosto in uno degli appartamenti della zona. Assieme a lui è ricercato anche Mohamed Abrini.
Bilaterale Obama-Putin. Intanto a Parigi, a margine della conferenza Onu sul clima, il presidente Usa Barack Obama e quello russo Vladimir Putin "si sono espressi a favore di un avanzamento verso l'avvio della soluzione politica" in Siria. In particolare Obama ha chiesto a Putin di ridurre le tensioni con la Turchia, dopo l'abbattimento di un jet russo, e ha detto chiaramente che Bashar al Assad deve lasciare il potere in Siria per porre fine al conflitto, invitando l'omologo russo a concentrare i suoi raid aerei contro l'Is, invece di colpire i ribelli moderati.
Offensiva in Iraq contro l'Is. Il comando dell'esercito iracheno ha invitato oggi i civili residenti a Ramadi a lasciare la città, forse in vista di un attacco per strappare all'Is il capoluogo della provincia di Al Anbar, nelle mani dei jihadisti dal maggio scorso. In un appello trasmesso dalla Tv di Stato, i responsabili militari hanno chiesto ai civili di trasferirsi verso il distretto di Humaira, a sud di Ramadi. Nelle ultime settimane le forze lealiste, appoggiate da clan tribali locali fedeli al governo, hanno rafforzato l'assedio intorno alla città.
Esecuzione pubblica. A Palmira, invece, dove sono ripresi violenti scontri fra forze governative siriane e jihadisti dell'Is, almeno 18 persone vicine al presidente siriano Bashar al-Assad sono state giustiziate in pubblico dallo Stato islamico. Lo riporta l'Osservatorio siriano per i diritti umani citando residenti della zona. Secondo le fonti, tra le vittime vi sono soldati governativi catturati durante gli scontri e altre persone accusate di collaborazionismo con Damasco. Le vittime sono state giustiziate nella piazza di Palmira, nella provincia centrale siriana di Homs. La cittadina nota per le rovine romane è da maggio scorso in mano all'Is.
Le vittime dei raid russi. L'Osservatorio siriano ha anche reso noto che i raid russi in siria, iniziati due mesi fa, hanno fatto 1.500 morti, un terzo dei quali tra i civili. L'ong ha spiegato che i raid russi, iniziati lo scorso 30 settembre, hanno ucciso 419 combattenti dell'Is, 598 di al-Nusra e altri gruppi ribelli. Ma nei raid sono morti anche 485 civili, tra cui 117 bambini e 47 donne.
Una pista diversa, dunque, rispetto a quella belga: ieri sera proprio per cercare Salah era andata in scena una nuova operazione della polizia belga a Molenbeek, quartiere della periferia di Bruxelles da cui provenivano diversi terroristi degli attacchi a Parigi. Il pubblico ministero belga aveva segnalato che Salah Abdeslam, il latitante sfuggito alla polizia dopo gli attacchi nella capitale francese, avrebbe potuto essere nascosto in uno degli appartamenti della zona. Assieme a lui è ricercato anche Mohamed Abrini.
Bilaterale Obama-Putin. Intanto a Parigi, a margine della conferenza Onu sul clima, il presidente Usa Barack Obama e quello russo Vladimir Putin "si sono espressi a favore di un avanzamento verso l'avvio della soluzione politica" in Siria. In particolare Obama ha chiesto a Putin di ridurre le tensioni con la Turchia, dopo l'abbattimento di un jet russo, e ha detto chiaramente che Bashar al Assad deve lasciare il potere in Siria per porre fine al conflitto, invitando l'omologo russo a concentrare i suoi raid aerei contro l'Is, invece di colpire i ribelli moderati.
Offensiva in Iraq contro l'Is. Il comando dell'esercito iracheno ha invitato oggi i civili residenti a Ramadi a lasciare la città, forse in vista di un attacco per strappare all'Is il capoluogo della provincia di Al Anbar, nelle mani dei jihadisti dal maggio scorso. In un appello trasmesso dalla Tv di Stato, i responsabili militari hanno chiesto ai civili di trasferirsi verso il distretto di Humaira, a sud di Ramadi. Nelle ultime settimane le forze lealiste, appoggiate da clan tribali locali fedeli al governo, hanno rafforzato l'assedio intorno alla città.
Esecuzione pubblica. A Palmira, invece, dove sono ripresi violenti scontri fra forze governative siriane e jihadisti dell'Is, almeno 18 persone vicine al presidente siriano Bashar al-Assad sono state giustiziate in pubblico dallo Stato islamico. Lo riporta l'Osservatorio siriano per i diritti umani citando residenti della zona. Secondo le fonti, tra le vittime vi sono soldati governativi catturati durante gli scontri e altre persone accusate di collaborazionismo con Damasco. Le vittime sono state giustiziate nella piazza di Palmira, nella provincia centrale siriana di Homs. La cittadina nota per le rovine romane è da maggio scorso in mano all'Is.
Le vittime dei raid russi. L'Osservatorio siriano ha anche reso noto che i raid russi in siria, iniziati due mesi fa, hanno fatto 1.500 morti, un terzo dei quali tra i civili. L'ong ha spiegato che i raid russi, iniziati lo scorso 30 settembre, hanno ucciso 419 combattenti dell'Is, 598 di al-Nusra e altri gruppi ribelli. Ma nei raid sono morti anche 485 civili, tra cui 117 bambini e 47 donne.