Esteri

Azerbaigian, rogo su piattaforma petrolifera: un morto e 30 dispersi

Incendio scoppiato in un impianto gestito dalla Socar a causa del danneggiamento di una condotta del gas provocata dal forte vento. Tre dispersi in altro stabilimento off-shore

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MOSCA - A quasi 24 ore dall'incendio scoppiato nella notte su una piattaforma petrolifera azera sul mar Caspio in Azerbaigian, arrivano i numeri ufficiali rilasciati dall'azienda di Stato Socar che la gestisce: sono almeno 30 i lavoratori dispersi e uno morto a causa del danneggiamento di una condotta del gas provocata dal forte vento. Fino a questo momento le informazioni ufficiali riportavano solo il numero di 33 operai tratti in salvo e di una vittima. Mirvari Gakhramanly, capo del comitato indipendente azero per la protezione dei diritti dei lavoratori petroliferi inizialmente aveva parlato di 32 operai morti e 42 tratti in salvo. Le difficili condizioni meteorologiche, con onde fino a 11 metri, complicano molto le operazioni di soccorso.
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Le fiamme non sono state ancora domate e sono in corso operazioni per salvare circa una dozzina di operai che risultano dispersi. Secondo i media locali, oltre 60 persone erano presenti nell'impianto quando la tempesta è cominciata. Il 60% della produzione petrolifera della Socar passa per la piattaforma colpita dal rogo e quindi sarà temporaneamente sospesa.

È stato allestito un quartier generale speciale per gestire l'emergenza, diretta dal premier Artur Rasizadè. Sul posto anche il presidente della Socar, Rovnag Abdullayev per monitorare personalmente quanto accade.

La compagnia ha dato notizia che altri tre suoi operai sono dispersi a bordo di un'altra piattaforma, investita da una tempesta. Lo scorso anno erano morti 14 dipendenti della Socar in incidenti su piattaforme petrolifere e di gas.