Esteri

Il "manuale dell'Is", vademecum per gli amministratori del futuro Stato Islamico

Il documento ottenuto da uno studioso è stato pubblicato dal Guardian. Un ex generale Usa: la coalizione anti-Califfato dovrebbe leggerlo

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LONDRA - I media e i governi occidentali lo descrivono abitualmente come il "sedicente Stato Islamico": ovvero un'entità che afferma di essere uno stato ma non lo è. E' soltanto, agli occhi di buona parte dell'Occidente, un'organizzazione terroristica assetata di sangue in nome di una distorsione dell'Islam. Ma un documento ottenuto da uno studioso dell'Is a Londra e pubblicato stamane dal Guardian rivela la seria aspirazione di questa organizzazione a diventare uno stato perfettamente funzionante: con un governo, una burocrazia, un'economia e una politica. Che ci riesca o meno, dipende probabilmente anche dalla reazione occidentale a una simile minaccia. Il "manuale dell'Is", come lo chiama il quotidiano londinese, dovrebbe essere una lettura obbligatoria per la coalizione che lo combatte: opinione dell'ex generale Stanley McChrystal, il comandante delle forze speciali americane che riuscì a distruggere il predecessore dell'Is in Iraq e a cui il Guardian ha mostrato il documento.
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Il dossier, redatto per gli "amministratori" del futuro Stato Islamico qualche mese dopo che il suo leader Abu al-Baghdadi proclamò la nascita del "Califfato", spiega come organizzare ministeri e burocrazia nel campo dell'istruzione, delle risorse naturali, dell'industria, della politica estera, delle pubbliche relazioni e delle forze armate. Datato tra il luglio e l'ottobre dello scorso anno, analizza la creazione di campi di addestramento per truppe regolari (inclusi campi per bambini) e veterani (questi ultimi richiamati ogni anno per un periodo di un paio di settimane in modo da non perdere dimestichezza con le armi - un'abitudine apparentemente copiata da Israele). Il testo descrive poi come l'Is dovrà avere un'identità culturale in grado di accogliere sia i nativi che gli stranieri, riferimento alle migliaia di occidentali di fede musulmana che si sono arruolati nelle sue file. Quindi parla della necessità di avere un'economia in grado di rispondere al fabbisogno nazionale.

Il documento è stato ottenuto da Aymenn al-Tamimi, un ricercatore che da anni raccoglie materiale sull'Is, a cui lo ha fornito un uomo d'affari che ha trafugato una trentina di incartamenti dell'Is, compreso il bilancio economico di una delle province sotto il suo controllo. Il Guardian osserva di non poter rivelare l'identità della fonte per motivi di sicurezza. "Se è materiale autentico", commenta l'ex-generale McChrystal, "dovrebbe essere letto da tutti, in particolare dai governanti dell'Occidente. Se l'Occidente vede l'Is soltanto come una banda di assassini psicopatici, rischia di sottovalutarli clamorosamente". E l'ex-capo delle forze speciali Usa, dopo averlo letto lui stesso, lo paragona ai manuali "di Mao o dei Vietcong, di gruppi per i quali le azioni ad alto profilo erano solo la punta dell'iceberg" rispetto alle attività che aspiravano a organizzare. Altri esperti a cui il Guardian ha mostrato il documento sottolineano che dimostra il progetto di rappresentare tutto l'Islma sunnita e che per questa ragione occorre impiegare forze sunnite per abbatterlo militarmente, non soltanto forze occidentali o sciite. Insomma, l'Is sarà per adesso soltanto uno stato "sedicente" e ben poco genuinamente islamico. Ma prepara il terreno per diventare uno stato autentico e permanente, come pilastro di un Islam antico e nuovo al tempo stesso. Guai a sottovalutarlo, guai a non capirlo e guai a non contrastarlo.