ROMA - Nuove minacce dello Stato islamico a Roma, accompagnate da immagini di tre carri armati che avanzano verso il Colosseo, dell'Altare della Patria, di Piazza Navona e San Pietro. Si parla anche di "armate di Roma".
Non è la prima volta che l'Is lancia proclami del genere. "Chiediamo ad Allah di sostenere i mujaheddin contro gli agenti dei leader dell'idolatria e i crociati finché la bandiera del Califfato non sarà issata su Istanbul e la Città del Vaticano" hanno minacciato il 18 novembre scorso, cinque giorni dopo gli attentati di Parigi, i terroristi attraverso le pagine del loro magazine, Dabiq. Il prefetto della capitale, Franco Gabrielli, ha quindi raccomandato di "non avere un atteggiamento di paura", il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ammonito: "Il terrore vuole snaturarci. Noi non ci piegheremo". Renzi: "II terroristi vogliono ucciderci e se non ci riescono, cercano di farci vivere come vogliono loro. Stiamo intensificando ogni tipo di controllo", mentre il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ammettendo che "Roma e l'Italia sono esposte come Parigi" ha aggiunto che se "non esiste un rischio zero. Dobbiamo cercare di abbassare il coefficiente di rischio il più possibile".
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In zona Vaticano dal 22 novembre sono attivi i cosiddetti "rapiscan", metal detector installati per l'accesso a piazza San Pietro che saranno utilizzati per tutto il periodo del Giubileo, inaugurato l'8 dicembre con l'apertura della Porta santa. Almeno fino al 20 novembre 2016, quando l'evento religioso si concluderà, i metal detector serviranno a controllare pellegrini, turisti e le loro borse e i loro zaini.
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Presidiati dalle forze dell'ordine anche tutti i percorsi per accedere alle basiliche, attorno alle quali sarà potenziata la videosorveglianza. E mentre papa Francesco invita a "non avere paura", a non "blindare le porte della Chiesa", monsignor Rino Fisichella, presidente del pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, ha replicato al primo video diffuso dall'Is ha diffuso: "Abbiamo visto le immagini di chi vuole mettere la bandiera nera sull'obelisco di piazza San Pietro - ha detto Fisichella - non ci sarà nessuna bandiera nera sull'obelisco, ma non ci sarà neanche una bandiera bianca in segno di resa. Il coraggio, la volontà di esprimere ancora uno stile di vita nel rispetto, nella pace, nella capacità di accoglienza è ciò che fa della Chiesa una mediatrice privilegiata".
Pochi giorni fa, il 4 dicembre, lo Stato islamico ha indicato come prossimo obiettivo la Gran Bretagna. L'intelligence aveva messo in guardia su possibili attacchi dopo l'inizio dei primi raid inglesi contro l'Is. I Servizi europei e americani avrebbero raccolto informazioni sulla possibilità concreta di eventuali atti terroristici. Militanti dell'Is in Siria e in Iraq sarebbero infatti stati esortati a tornare in Gran Bretagna per compiere attacchi.
L'Is sta avanzando via terra e mai era stato così a occidente, sottolinea il Times, ad oltre 430 chilometri da Sirte. Giovedì i jihadisti hanno espugnato il sito archeologico e la città di Sabrata, appena 70 chilometri ad ovest di Tripoli, e a 30 dal confine con la Tunisia. A bordo di 30 pick-up armati di mitragliatrici pesanti e lancia granate Rpg, hanno fatto irruzione nella città costiera dopo che tre dei loro uomini erano stati catturati mercoledi da una milizia rivale. Sabrata, riconosciuta dall'Unesco nel 1982 Patrimonio dell'umanità, è uno dei gioielli archeologici libici insieme alla più nota Leptis Magna e adesso si teme che possa fare la fine di Palmira in Siria, devastata dagli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi.
A Roma intanto la politica cerca di avviare la transizione. Si tratta di "raggiungere il più alto livello di consenso possibile" sulla formazione di un governo di unità nazionale sotto l'egida Onu, ha affermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a margine della conferenza Med 2015. "In qualsiasi negoziato non ho mai visto un consenso al 100%, noi speriamo in un 90%", ha aggiunto il titolare della Farnesina.
Non è la prima volta che l'Is lancia proclami del genere. "Chiediamo ad Allah di sostenere i mujaheddin contro gli agenti dei leader dell'idolatria e i crociati finché la bandiera del Califfato non sarà issata su Istanbul e la Città del Vaticano" hanno minacciato il 18 novembre scorso, cinque giorni dopo gli attentati di Parigi, i terroristi attraverso le pagine del loro magazine, Dabiq. Il prefetto della capitale, Franco Gabrielli, ha quindi raccomandato di "non avere un atteggiamento di paura", il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ammonito: "Il terrore vuole snaturarci. Noi non ci piegheremo". Renzi: "II terroristi vogliono ucciderci e se non ci riescono, cercano di farci vivere come vogliono loro. Stiamo intensificando ogni tipo di controllo", mentre il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ammettendo che "Roma e l'Italia sono esposte come Parigi" ha aggiunto che se "non esiste un rischio zero. Dobbiamo cercare di abbassare il coefficiente di rischio il più possibile".
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In zona Vaticano dal 22 novembre sono attivi i cosiddetti "rapiscan", metal detector installati per l'accesso a piazza San Pietro che saranno utilizzati per tutto il periodo del Giubileo, inaugurato l'8 dicembre con l'apertura della Porta santa. Almeno fino al 20 novembre 2016, quando l'evento religioso si concluderà, i metal detector serviranno a controllare pellegrini, turisti e le loro borse e i loro zaini.
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Presidiati dalle forze dell'ordine anche tutti i percorsi per accedere alle basiliche, attorno alle quali sarà potenziata la videosorveglianza. E mentre papa Francesco invita a "non avere paura", a non "blindare le porte della Chiesa", monsignor Rino Fisichella, presidente del pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, ha replicato al primo video diffuso dall'Is ha diffuso: "Abbiamo visto le immagini di chi vuole mettere la bandiera nera sull'obelisco di piazza San Pietro - ha detto Fisichella - non ci sarà nessuna bandiera nera sull'obelisco, ma non ci sarà neanche una bandiera bianca in segno di resa. Il coraggio, la volontà di esprimere ancora uno stile di vita nel rispetto, nella pace, nella capacità di accoglienza è ciò che fa della Chiesa una mediatrice privilegiata".
Pochi giorni fa, il 4 dicembre, lo Stato islamico ha indicato come prossimo obiettivo la Gran Bretagna. L'intelligence aveva messo in guardia su possibili attacchi dopo l'inizio dei primi raid inglesi contro l'Is. I Servizi europei e americani avrebbero raccolto informazioni sulla possibilità concreta di eventuali atti terroristici. Militanti dell'Is in Siria e in Iraq sarebbero infatti stati esortati a tornare in Gran Bretagna per compiere attacchi.
L'Is sta avanzando via terra e mai era stato così a occidente, sottolinea il Times, ad oltre 430 chilometri da Sirte. Giovedì i jihadisti hanno espugnato il sito archeologico e la città di Sabrata, appena 70 chilometri ad ovest di Tripoli, e a 30 dal confine con la Tunisia. A bordo di 30 pick-up armati di mitragliatrici pesanti e lancia granate Rpg, hanno fatto irruzione nella città costiera dopo che tre dei loro uomini erano stati catturati mercoledi da una milizia rivale. Sabrata, riconosciuta dall'Unesco nel 1982 Patrimonio dell'umanità, è uno dei gioielli archeologici libici insieme alla più nota Leptis Magna e adesso si teme che possa fare la fine di Palmira in Siria, devastata dagli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi.
A Roma intanto la politica cerca di avviare la transizione. Si tratta di "raggiungere il più alto livello di consenso possibile" sulla formazione di un governo di unità nazionale sotto l'egida Onu, ha affermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a margine della conferenza Med 2015. "In qualsiasi negoziato non ho mai visto un consenso al 100%, noi speriamo in un 90%", ha aggiunto il titolare della Farnesina.