Burundi, non si placa la violenza: giustiziate 21 persone nelle rivolte
I disordini hanno avuto inizio ad aprile quando il presidente Nkurunziza ha annunciato piani per un terzo mandato, per cui l'opposizione non riconosce la legittimità. Ieri attacchi mortali in tre basi militari. L'Onu sollecita dialogo e considera "possibili misure addizionali" per scongiurare ulteriore spargimento di sangue
BUJUMBURA - Sono almeno 21 i corpi trovati nel quartiere di Nyakabiga, nella capitale del Burundi. Uccisi con un colpo alla testa, le mani, secondo un testimone, legate dietro la schiena. La strage non sembra però legata agli attacchi mortali di ieri in tre basi dell'esercito, in modo coordinato, sia nella capitale Bujumbura che nella base di Mujejuru, a circa 40 chilometri di distanza. Nyakabiga, dove sono stati trovati oggi i cadaveri, non è tra i quartieri dove si trovano presidi militari, anche se alcuni residenti della zona hanno accusato la polizia di aver eseguito rastrellamenti casa per casa all'interno del quartiere. Il portavoce della polizia, Pierre Nkurikiye, ha fatto sapere che durante gli scontri di ieri ci sono state "vittime collaterali". "Tutte le vittime erano aggressori uccisi nell'operazione congiunta dell'esercito e della polizia - ha spiegato -. Il nemico è stato neutralizzato".
Secondo il colonnello …
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BUJUMBURA - Sono almeno 21 i corpi trovati nel quartiere di Nyakabiga, nella capitale del Burundi. Uccisi con un colpo alla testa, le mani, secondo un testimone, legate dietro la schiena. La strage non sembra però legata agli attacchi mortali di ieri in tre basi dell'esercito, in modo coordinato, sia nella capitale Bujumbura che nella base di Mujejuru, a circa 40 chilometri di distanza. Nyakabiga, dove sono stati trovati oggi i cadaveri, non è tra i quartieri dove si trovano presidi militari, anche se alcuni residenti della zona hanno accusato la polizia di aver eseguito rastrellamenti casa per casa all'interno del quartiere. Il portavoce della polizia, Pierre Nkurikiye, ha fatto sapere che durante gli scontri di ieri ci sono state "vittime collaterali". "Tutte le vittime erano aggressori uccisi nell'operazione congiunta dell'esercito e della polizia - ha spiegato -. Il nemico è stato neutralizzato".
Secondo il colonnello Gaspard Baratuza, venerdì prima dell'alba, tre soldati sono stati uccisi da un gruppo non identificato di Ngagara, Musaga e Mujejuru. Il governo ha fatto sapere che avrebbe risposto agli attacchi.
FOCUS - SCONTRI IN BURUNDI
Negli attacchi di venerdì almeno altre 15 persone sono state uccise da spari e esplosioni che hanno scosso la capitale africana di Bujumbura, segnando una rapido escalation del conflitto interno. I civili terrorizzati a Bujumbura si sono chiusi nelle loro case. Veicoli militari e di polizia sono stati gli unici a girare per le strade deserte e sono stati istituiti diversi blocchi stradali.
Poche ore dopo, 20 assalitori sono stati arrestati, tra questi uno ferito e portato all'ospedale, 12 sono stati giustiziati. La violenza nel Paese continua, molti cittadini del Burundi si oppongono al terzo mandato del presidente Pierre Nkurunziza la cui rielezione è considerata incostituzionale e in violazione degli accordi di pace. Gli scontri hanno avuto inizio nel mese di aprile, subito dopo la decisione di Nkurunziza di ricandidarsi.
La situazione ora sta degenerando, al punto che le autorità di governo sono state costrette a lanciare un ultimatum agli oppositori, in cambio di un'amnistia. Finora sul terreno sono rimaste uccise più di 240 persone, centinaia sono state anche imprigionate, mentre quasi 215 mila cittadini hanno deciso di abbandonare la città e sono fuggiti nei paesi vicini, secondo le Nazioni Unite.
Il segretario generale Ban Ki-moon e il Consiglio di Sicurezza dell'Onu hanno condannato gli attacchi mortali di ieri nelle tre basi dell'esercito, sollecitando il dialogo e la pace. I 15 membri del Consiglio "condannano nella maniera più forte possibile i recenti attacchi portati avanti da assalitori non indentificati e sollecitano tutti gli attori coinvolti ad evitare la violenza", ha detto l'ambasciatrice Usa presso il Palazzo di Vetro, Samantha Power, dopo un incontro a porte chiuse. La Power ha avvertito che il Consiglio di sicurezza sta considerando "possibili misure addizionali" e che sollecita l'immediata cessazione delle violenze per scongiurare ulteriore spargimento di sangue.
Secondo il colonnello Gaspard Baratuza, venerdì prima dell'alba, tre soldati sono stati uccisi da un gruppo non identificato di Ngagara, Musaga e Mujejuru. Il governo ha fatto sapere che avrebbe risposto agli attacchi.
FOCUS - SCONTRI IN BURUNDI
Negli attacchi di venerdì almeno altre 15 persone sono state uccise da spari e esplosioni che hanno scosso la capitale africana di Bujumbura, segnando una rapido escalation del conflitto interno. I civili terrorizzati a Bujumbura si sono chiusi nelle loro case. Veicoli militari e di polizia sono stati gli unici a girare per le strade deserte e sono stati istituiti diversi blocchi stradali.
Poche ore dopo, 20 assalitori sono stati arrestati, tra questi uno ferito e portato all'ospedale, 12 sono stati giustiziati. La violenza nel Paese continua, molti cittadini del Burundi si oppongono al terzo mandato del presidente Pierre Nkurunziza la cui rielezione è considerata incostituzionale e in violazione degli accordi di pace. Gli scontri hanno avuto inizio nel mese di aprile, subito dopo la decisione di Nkurunziza di ricandidarsi.
La situazione ora sta degenerando, al punto che le autorità di governo sono state costrette a lanciare un ultimatum agli oppositori, in cambio di un'amnistia. Finora sul terreno sono rimaste uccise più di 240 persone, centinaia sono state anche imprigionate, mentre quasi 215 mila cittadini hanno deciso di abbandonare la città e sono fuggiti nei paesi vicini, secondo le Nazioni Unite.
Il segretario generale Ban Ki-moon e il Consiglio di Sicurezza dell'Onu hanno condannato gli attacchi mortali di ieri nelle tre basi dell'esercito, sollecitando il dialogo e la pace. I 15 membri del Consiglio "condannano nella maniera più forte possibile i recenti attacchi portati avanti da assalitori non indentificati e sollecitano tutti gli attori coinvolti ad evitare la violenza", ha detto l'ambasciatrice Usa presso il Palazzo di Vetro, Samantha Power, dopo un incontro a porte chiuse. La Power ha avvertito che il Consiglio di sicurezza sta considerando "possibili misure addizionali" e che sollecita l'immediata cessazione delle violenze per scongiurare ulteriore spargimento di sangue.