PARIGI - Si è inventato tutto l'insegnante di una scuola materna di Aubervilliers (banlieue a nord-est di Parigi) che ha detto di essere stato aggredito da uno sconosciuto che inneggiava all'Is con un paio di forbici e con un taglierino.
Secondo il racconto l'uomo, in tuta da imbianchino, con calzature militari ai piedi, si era introdotto nella scuola materna Jean Perrin della cittadina nel dipartimento Seine-Saint-Denis (lo stesso che il mese scorso era stato teatro del blitz della polizia francese a caccia del commando stragista), poco prima delle 8, quando nella scuola non c'era ancora nessuno e il docente era da solo in aula.
L'insegnante, 45 anni, ha confessato di aver mentito dopo qualche ora dall'arrivo nell'ospedale Lariboisière di Parigi, dove è stato ricoverato, ferito ad un fianco e alla gola in modo superficiale. Dopo un altro interrogatorio ha ammesso di essersi procurato da solo le ferite con un taglierino e delle forbici.
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Il ministro visita la scuola. Il ministro dell'Educazione, Najat Vallaud-Belkacem subito dopo la (falsa) aggressione ha visitato l'istituto ha annunciato che saranno rafforzate le misure di sicurezza, anche nelle altre scuole della zona. "È un prof apprezzato, noto a tutti i genitori, che insegna da vent'anni in quello stesso istituto", aveva detto stamattina il sindaco di Aubervilliers, Pascal Beaudet, appena appreso dell'attacco.
Lo stato d'emergenza e il falso allarme. Da metà novembre, dopo gli attacchi jihadisti di Parigi che hanno ucciso 130 persone, in Francia è ancora in vigore lo stato d'emergenza, proclamato dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi. E la sicurezza nelle scuole è stata rinforzata: per la regione dell'Ile de France è previsto il divieto di assembramenti e di parcheggiare davanti agli edifici scolastici, oltre che il rafforzamento delle pattuglie davanti alle scuole. Nel marzo del 2012 era stata colpita dal terrorismo un'altra scuola francese: a Tolosa, nel sud del Paese, il jihadista Mohamed Merah, attaccò un istituto ebraico uccidendo un professore e tre bambini.
Secondo il racconto l'uomo, in tuta da imbianchino, con calzature militari ai piedi, si era introdotto nella scuola materna Jean Perrin della cittadina nel dipartimento Seine-Saint-Denis (lo stesso che il mese scorso era stato teatro del blitz della polizia francese a caccia del commando stragista), poco prima delle 8, quando nella scuola non c'era ancora nessuno e il docente era da solo in aula.
L'insegnante, 45 anni, ha confessato di aver mentito dopo qualche ora dall'arrivo nell'ospedale Lariboisière di Parigi, dove è stato ricoverato, ferito ad un fianco e alla gola in modo superficiale. Dopo un altro interrogatorio ha ammesso di essersi procurato da solo le ferite con un taglierino e delle forbici.
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Il ministro visita la scuola. Il ministro dell'Educazione, Najat Vallaud-Belkacem subito dopo la (falsa) aggressione ha visitato l'istituto ha annunciato che saranno rafforzate le misure di sicurezza, anche nelle altre scuole della zona. "È un prof apprezzato, noto a tutti i genitori, che insegna da vent'anni in quello stesso istituto", aveva detto stamattina il sindaco di Aubervilliers, Pascal Beaudet, appena appreso dell'attacco.
Lo stato d'emergenza e il falso allarme. Da metà novembre, dopo gli attacchi jihadisti di Parigi che hanno ucciso 130 persone, in Francia è ancora in vigore lo stato d'emergenza, proclamato dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi. E la sicurezza nelle scuole è stata rinforzata: per la regione dell'Ile de France è previsto il divieto di assembramenti e di parcheggiare davanti agli edifici scolastici, oltre che il rafforzamento delle pattuglie davanti alle scuole. Nel marzo del 2012 era stata colpita dal terrorismo un'altra scuola francese: a Tolosa, nel sud del Paese, il jihadista Mohamed Merah, attaccò un istituto ebraico uccidendo un professore e tre bambini.