VIENNA - Due persone sono state arrestate in Austria, in connessione con gli attentati del 13 novembre a Parigi. Lo hanno reso noto gli inquirenti, come si apprende dai media internazionali. Si tratta di due presunti jihadisti dell'Is, arrestati ieri a Salisburgo, nell'ovest dell'Austria. La procura ha confermato questa mattina la notizia anticipata dalla Kronen Zeitung, secondo la quale si tratterebbe di due francesi, di origine algerina e pakistana, che hanno finto di essere rifugiati. "Due persone provenienti dal medio oriente sono state arrestate nel weekend," ha detto Robert Holzleitner, portavoce della procura di Salisburgo, "si indaga su eventuali collegamenti con gli attacchi di Parigi".
Il portavoce ha aggiunto che i due sono stati arrestati in un centro di accoglienza per rifugiati nell'ovest. I due sono stati interrogati dalle autorità francesi e austriache. Secondo il quotidiano Kronen Zeitung, si tratta di due cittadini francesi entrati in Austria ad ottobre assieme ad alcuni membri della cellula che ha compiuto i massacri del 13 novembre a Parigi. Il giornale afferma che i due avevano falsi passaporti siriani e avevano viaggiato dalla Grecia attraverso i Balcani fino in Austria assieme ai centinaia di migranti in cerca di rifugio in Europa. Il quotidiano ha anche precisato che le informazioni sui due arrestati sono giunte da servizi segreti esteri.
Intanto dal Belgio arrivano nuove rivelazioni shock su Salah Abdeslam. Il ricercato n.1 delle stragi era stato "verosimilmente" localizzato "a Molenbeek" nella notte tra il 15 e il 16 novembre, dopo gli attacchi, ma non poté essere arrestato perché il codice penale belga impedisce le perquisizioni notturne tra le 23 di sera e le 5 mattina. Non si tratta di un'indiscrezione ma di un'ammissione fatta personalmente dal ministro della Giustizia belga, Koen Geens, al programma 'Faroek' della tv fiamminga Vtm. Di più. Secondo la RTBF, la tv pubblica belga, Salah sarebbe riuscito a scappare sotto il naso della polizia nascondendosi in un mobile e/o in un veicolo sfruttando un trasloco in corso nella via dove si nascondeva a Molenbeek, al n. 47 di rue Delaunoy, tra il 15 e il 16 novembre. Beffando così le forze speciali che, a rigor di legge, sono potute intervenire solo la mattina.
Il portavoce ha aggiunto che i due sono stati arrestati in un centro di accoglienza per rifugiati nell'ovest. I due sono stati interrogati dalle autorità francesi e austriache. Secondo il quotidiano Kronen Zeitung, si tratta di due cittadini francesi entrati in Austria ad ottobre assieme ad alcuni membri della cellula che ha compiuto i massacri del 13 novembre a Parigi. Il giornale afferma che i due avevano falsi passaporti siriani e avevano viaggiato dalla Grecia attraverso i Balcani fino in Austria assieme ai centinaia di migranti in cerca di rifugio in Europa. Il quotidiano ha anche precisato che le informazioni sui due arrestati sono giunte da servizi segreti esteri.
Intanto dal Belgio arrivano nuove rivelazioni shock su Salah Abdeslam. Il ricercato n.1 delle stragi era stato "verosimilmente" localizzato "a Molenbeek" nella notte tra il 15 e il 16 novembre, dopo gli attacchi, ma non poté essere arrestato perché il codice penale belga impedisce le perquisizioni notturne tra le 23 di sera e le 5 mattina. Non si tratta di un'indiscrezione ma di un'ammissione fatta personalmente dal ministro della Giustizia belga, Koen Geens, al programma 'Faroek' della tv fiamminga Vtm. Di più. Secondo la RTBF, la tv pubblica belga, Salah sarebbe riuscito a scappare sotto il naso della polizia nascondendosi in un mobile e/o in un veicolo sfruttando un trasloco in corso nella via dove si nascondeva a Molenbeek, al n. 47 di rue Delaunoy, tra il 15 e il 16 novembre. Beffando così le forze speciali che, a rigor di legge, sono potute intervenire solo la mattina.