WASHINGTON - E' da subito tutti contro tutti nel dibattito televisivo in corso tra i candidati per la nomination repubblicana in cui la lotta al terrorismo è al centro del duello, con il frontrunner Donald Trump che dichiara subito :"Il Paese è fuori controllo". Il senatore del Texas Ted Cruz, di recente in notevole rimonta nei sondaggi, dice che "L'America è in guerra". Ben Carson incalza affermando di voler dichiarare guerra all'Is, mentre Jeb Bush si conferma la voce più moderata e denuncia che sotto attacco è la libertà.
"Vietare l'ingresso dei musulmani in America renderà più difficile battere l'Is": così Jeb Bush boccia la proposta di Donald Trump. "Non è una proposta seria dire alla gente a cui stiamo chiedendo sostegno che non possono entrare nel nostro Paese". Secondo Bush "Trump è il candidato del caos, sarebbe un presidente caotico".
Secca la risposta del miliardario: "Sei una brava persona, ma ci serve gente più vigorosa". Così reagisce nel botta e risposta innescato da Jeb Bush che ammonisce i suoi metodi e il suo stile tacciandolo di non esser un candidato serio. "Abbiamo bisogno di forza - ha detto Trump - con il tuo atteggiamento non si rifà grande l'America".
Ma Bush riesce a far perdere le staffe a Trump: dopo essersi stuzzicati per tutta la serata, col tycoon newyorchese che aveva mantenuto toni insolitamente sobri, l'ex governatore della Florida attacca. "Io sarò un Commander in Chief, non un Agitator in Chief" (comandante, non istigatore, ndr). Trump perde le staffe e attacca i moderatori, accusandoli di fare a Bush sempre domande su di lui. "Stai correndo per la presidenza - lo incalza Bush - e questo è un business molto duro". "E tu sei duro Jeb?", replica il tycoon. "Lo sono, lo sono", risponde ancora Bush, che di fronte a un Trump agitato non cade nella trappola della lite. Mostrando finalmente una certa freddezza rispetto ai precedenti dibattiti.
Scontro poi tra Ted Cruz e Marco Rubio, i due candidati repubblicani alla Casa Bianca che nei sondaggi inseguono più da vicino Donald Trump. Il senatore del Texas, beniamino dei Tea Party, ha accusato Rubio, di origini cubane, per le sue posizioni sull'immigrazione. "Quando c'è da combattere il terrorismo - ha replicato quest'ultimo - la sorveglianza viene prima dell'immigrazione". E ha accusato Cruz di aver votato per limitare i poteri della Nsa: "Cruz ha reso l'America meno sicura". Il candidato di origini cubane ha risposto: "Dobbiamo imparare dalla storia. E' stato un errore cacciare Gheddafi dalla Libia. E la Casa Bianca ha aiutato a rovesciare Mubarak in Egitto. Se mandano via anche Assad il risultato sarà che la Siria finirà in mano all'Is".
Dal canto suo, Donald Trump ha ribadito le sue posizioni: stop all'immigrazione di musulmani, chiusura di una parte di Internet "utilizzata dallo Stato Islamico". E' irremovibile su questa misura per contrastare la minaccia terroristica e lo ribadisce più volte durante il dibattito: "Lo usano meglio di noi che lo abbiamo inventato", ha detto, "dovremmo essere in grado di penetrare la Rete e sapere esattamente dov'è l'Is". Donald Trump ha sostenuto che, invece di spendere tanti soldi per rovesciare i dittatori in Medio Oriente, è meglio spenderli in strade e ospedali. "Non possiamo combattere tutti allo stesso tempo", ha poi aggiunto il tycoon newyorchese. Donald Trump ha assicurato, durante il dibattito tv, che non intende correre da indipendente ma che continuerà la sua campagna elettorale tra le file dei repubblicani. Nei giorni scorsi erano emerse voci in questa direzione e lo stesso Trump lo aveva lasciato intendere.
Voce fuori coro quella di Carly Fiorina, ex Ceo di Hp che cita Margaret Thatcher: "Se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi a un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna". La candidata per la nomination repubblicana Carly Fiorina sceglie di sferrare un attacco contro l'avversaria democratica Hillary Clinton e non contro i contendenti del Grand Old Party sul palco durante il dibattito tv tra gli sfidanti repubblicani. La ex Ceo di Hp punta quindi il dito contro la politica estera di Hillary segretario di Stato: "Ha sbagliato tutto", ha detto. "Hillary e Obama sono responsabili per la crescita dell'Isis", ha aggiunto. Il presidente Usa e la ex segretario di Stato candidata per la nomination democratica sono stati citati anche dal governatore del New Jersey Chris Christie che, sullo stesso argomento, li ha definiti "incoscienti".
"Vietare l'ingresso dei musulmani in America renderà più difficile battere l'Is": così Jeb Bush boccia la proposta di Donald Trump. "Non è una proposta seria dire alla gente a cui stiamo chiedendo sostegno che non possono entrare nel nostro Paese". Secondo Bush "Trump è il candidato del caos, sarebbe un presidente caotico".
Secca la risposta del miliardario: "Sei una brava persona, ma ci serve gente più vigorosa". Così reagisce nel botta e risposta innescato da Jeb Bush che ammonisce i suoi metodi e il suo stile tacciandolo di non esser un candidato serio. "Abbiamo bisogno di forza - ha detto Trump - con il tuo atteggiamento non si rifà grande l'America".
Ma Bush riesce a far perdere le staffe a Trump: dopo essersi stuzzicati per tutta la serata, col tycoon newyorchese che aveva mantenuto toni insolitamente sobri, l'ex governatore della Florida attacca. "Io sarò un Commander in Chief, non un Agitator in Chief" (comandante, non istigatore, ndr). Trump perde le staffe e attacca i moderatori, accusandoli di fare a Bush sempre domande su di lui. "Stai correndo per la presidenza - lo incalza Bush - e questo è un business molto duro". "E tu sei duro Jeb?", replica il tycoon. "Lo sono, lo sono", risponde ancora Bush, che di fronte a un Trump agitato non cade nella trappola della lite. Mostrando finalmente una certa freddezza rispetto ai precedenti dibattiti.
Scontro poi tra Ted Cruz e Marco Rubio, i due candidati repubblicani alla Casa Bianca che nei sondaggi inseguono più da vicino Donald Trump. Il senatore del Texas, beniamino dei Tea Party, ha accusato Rubio, di origini cubane, per le sue posizioni sull'immigrazione. "Quando c'è da combattere il terrorismo - ha replicato quest'ultimo - la sorveglianza viene prima dell'immigrazione". E ha accusato Cruz di aver votato per limitare i poteri della Nsa: "Cruz ha reso l'America meno sicura". Il candidato di origini cubane ha risposto: "Dobbiamo imparare dalla storia. E' stato un errore cacciare Gheddafi dalla Libia. E la Casa Bianca ha aiutato a rovesciare Mubarak in Egitto. Se mandano via anche Assad il risultato sarà che la Siria finirà in mano all'Is".
Dal canto suo, Donald Trump ha ribadito le sue posizioni: stop all'immigrazione di musulmani, chiusura di una parte di Internet "utilizzata dallo Stato Islamico". E' irremovibile su questa misura per contrastare la minaccia terroristica e lo ribadisce più volte durante il dibattito: "Lo usano meglio di noi che lo abbiamo inventato", ha detto, "dovremmo essere in grado di penetrare la Rete e sapere esattamente dov'è l'Is". Donald Trump ha sostenuto che, invece di spendere tanti soldi per rovesciare i dittatori in Medio Oriente, è meglio spenderli in strade e ospedali. "Non possiamo combattere tutti allo stesso tempo", ha poi aggiunto il tycoon newyorchese. Donald Trump ha assicurato, durante il dibattito tv, che non intende correre da indipendente ma che continuerà la sua campagna elettorale tra le file dei repubblicani. Nei giorni scorsi erano emerse voci in questa direzione e lo stesso Trump lo aveva lasciato intendere.
Voce fuori coro quella di Carly Fiorina, ex Ceo di Hp che cita Margaret Thatcher: "Se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi a un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna". La candidata per la nomination repubblicana Carly Fiorina sceglie di sferrare un attacco contro l'avversaria democratica Hillary Clinton e non contro i contendenti del Grand Old Party sul palco durante il dibattito tv tra gli sfidanti repubblicani. La ex Ceo di Hp punta quindi il dito contro la politica estera di Hillary segretario di Stato: "Ha sbagliato tutto", ha detto. "Hillary e Obama sono responsabili per la crescita dell'Isis", ha aggiunto. Il presidente Usa e la ex segretario di Stato candidata per la nomination democratica sono stati citati anche dal governatore del New Jersey Chris Christie che, sullo stesso argomento, li ha definiti "incoscienti".