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Attentati Parigi, investigatori a Cnn: terroristi hanno usato WhatsApp e Telegram

(reuters)
E' la prima volta che dagli ambienti investigativi emerge una simile indicazione. Sottolineando che forse il contenuto di quelle comunicazioni non sarà mai possibile conoscerlo. Si riapre il dibattito: privacy o sicurezza?
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NEW YORK - Fonti degli ambienti investigativi francesi che indagano sugli attentati di Parigi del 13 novembre scorso hanno dichiarato alla Cnn di avere le prove che gli attentatori hanno utilizzato app criptate come WhatsApp e Telegram per comunicare nascondendo i propri piani e proteggendo la propria identità. E' la prima volta che gli inquirenti fanno una simile affermazione. Le stesse fonti non hanno precisato quali specifiche prove dimostrino che le app sono servite per preparare gli attacchi, ma hanno aggiunto che i programmi sono stati utilizzati per le comunicazioni dei terroristi nel periodo precedente gli attentati. Quello che è stato scritto in quei messaggi potrebbe non essere mai possibile scoprirlo, ha commentato uno degli inquirenti alla Cnn, riaprendo così implicitamente il dibattito sulla priorità: protezione della privacy in Rete e sulle piattaforme social o sicurezza?

Durante le indagini, gli investigatori sono riusciti a rintracciare le comunicazioni criptate su un telefono cellulare, elemento che, osservano le fonti di Cnn, dimostrerebbe la superficialità di almeno uno dei membri del commando. I terroristi avrebbero utilizzato anche altri e più elementari metodi per far perdere le proprie tracce lungo le arterie digitali, ad esempio cambiando spesso la sim del telefono per non essere localizzati. Mercoledì scorso, in conferenza stampa a New York, il direttore generale del Fbi James Comey aveva sottolineato come "l'uso della crittografia è al centro del traffico commerciale legato al terrorismo".

Le notizie giunte da Parigi si aggiungono alle ragioni per le quali le autorità statunitensi, incluso lo stesso Comey, hanno posto pubblicamente il problema delle difficoltà create a chi investiga dalle comunicazioni criptate. Comey in particolare ha portato ad esempio l'incapacità del Fbi di venire a capo del contenuto di 109 messaggi scambiati da un terrorista di cittadinanza statunitense con un noto elemento dello Stato Islamico operativo in Siria nei giorni precedenti la sparatoria verificatasi durante una gara di disegno avente come tema il Profeta Maometto a Garland, Texas.

Sull'altro fronte, le compagnie tecnologiche fanno resistenza rispetto ai cambiamenti negli standard della crittografia che le istanze giudiziarie vorrebbero imporre loro. Piuttosto, molte di loro hanno addirittura reso ancora più complessi i loro codici dopo il caso Snowden, il consulente della National Security Agency che attraverso la diffusione di documenti riservati ha dimostrato come l'agenzia utilizzasse programmi di sorveglianza in grado di accedere alle comunicazioni private non solo in America ma in tutto il mondo.