Esteri

Spagna, i socialisti rifiutano l'accordo con i popolari

I conservatori hanno perso la maggioranza assoluta, perciò Rajoy ha avviato i colloqui con gli altri partiti per formare un nuovo esecutivo

1 minuti di lettura
MADRID - Il leader socialista Pedro Sanchez ha rifiutato un accordo con i popolari di Mariano Rajoy, a capo del governo uscente. I due si sono incontrati per avviare i negoziati per avviare colloqui sulla formazione del nuovo governo.

Il partito popolare (Pp) di Rajoy è rimasto il primo del Paese con il 28,7% dei voti, ma ha perso la maggioranza assoluta per governare autonomamente. Rajoy ha così proposto "un dialogo" agli altri partiti "per cercare di formare un governo". Ma Sanchez non vuole un governo guidato da Rajoy.

Sanchez già dal giorno dopo le elezioni aveva detto di non voler appoggiare un esecutivo guidato da Rajoy. In vista dei colloqui di oggi, il leader di Ciudadanos, Albert Rivera, aveva fatto appello a popolari e socialisti per creare un'alleanza a tre, escludendo quindi Podemos, che potrebbe così dissipare l'incertezza politica, allontanando il rischio che la Catalogna, bacino elettorale del movimento di Iglesias, dichiari l'indipendenza dalla Spagna. "Proponiamo un patto tra Pp e Psoe affinché nessuno possa avvantaggiarsi della debolezza, incertezza e instabilità per sfasciare questo Paese", ha detto ancora Rivera durante una conferenza a Madrid. Ciudadanos, formazione centrista, ha ottenuto 40 seggi che, tuttavia, non bastano da soli per sostenere un eventuale governo dei popolari.

Sanchez, ha ribadito: "Voteremo contro la continuità del Partito popolare alla guida del governo, con Mariano Rajoy come primo ministro", aggiungendo che "i socialisti lavoreranno perché ci sia un esecutivo di cambiamento, con nuove idee e capacità di dialogo". Sanchez ha tuttavia precisato che al momento spetta alla prima forza politica, ovveri i popolari, tentare di formare il nuovo governo e ha detto che eventuali nuove elezioni sono "l'ultima delle opzioni".