GERUSALEMME - Natale di sangue in Cisgiordania. Un palestinese armato di cacciavite ha cercato di colpire uomini della sicurezza israeliana vicino Hebron, in Cisgiordania, ed è stato ucciso a colpi di arma da fuoco. Lo ha annunciato l'esercito dello stato ebraico.
"Le forze hanno risposto all'imminente minaccia, sventato l'attacco e sparato all'autore, che è morto", ha spiegato in una nota l'esercito.
Nelle stesse ore un altro palestinese ha attaccato e ferito in modo non grave con un coltello due guardie all'ingresso di una zona industriale all'interno dell'insediamento di Ariel, nel nord della Cisgiordania occupata: l'attentatore è stato ucciso.
Un soldato israeliano è stato poi ferito in modo leggero da un auto lanciata contro un gruppo di militari in Cisgiordania a nord di Gerusalemme. Lo dice la Radio militare secondo cui l'assalitore è stato ucciso dalla reazione delle forze di sicurezza. E' il terzo episodio della giornata e il terzo assalitore palestinese ucciso oggi.
Scontri tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane sono poi scoppiati in un campo rifugiati tra Ramallah e Gerusalemme e hanno provocato la morte di un palestinese. La notizia è stata diffusa da responsabili sanitari. Il ministero della sanità palestinese ha identificato l'uomo come Wissam Abu Ghuela.
La situazione nei territori e in Israele resta molto tesa. La polizia israeliana ha aperto un'indagine su un video girato a una festa di nozze, in cui estremisti ebrei ballano, cantano e celebrano la morte del bimbo palestinese bruciato vivo in Cisgiordania nel luglio scorso. Le immagini, registrate una decina di giorni fa, mostrano il gruppo di ebrei ortodossi: alcuni danzano con pistole e coltelli, uno, con il volto coperto, ha una bomba molotov in mano, un altro pugnala la foto di Ali Dawabsheh. L'immagine poi passa di mano in mano finchè non viene distrutta. Il piccolo, 18 mesi appena, morì nella casa paterna incendiata da ignoti ultra' ebrei, nel villaggio di Duma, in Cisgiordania.
Secondo i media israeliani, la sposa del matrimonio è una nota militante dell'estrema destra israeliana, tra l'altro interrogata perchè sospettata di azioni di "terrorismo ebraico"; e molti invitati erano amici o parenti proprio degli ultrà arrestati nel quadro della stessa inchiesta. Il video è stato condannato non solo dal premier, ma da esponenti dell'intero panorama politico.
"Le forze hanno risposto all'imminente minaccia, sventato l'attacco e sparato all'autore, che è morto", ha spiegato in una nota l'esercito.
Nelle stesse ore un altro palestinese ha attaccato e ferito in modo non grave con un coltello due guardie all'ingresso di una zona industriale all'interno dell'insediamento di Ariel, nel nord della Cisgiordania occupata: l'attentatore è stato ucciso.
Un soldato israeliano è stato poi ferito in modo leggero da un auto lanciata contro un gruppo di militari in Cisgiordania a nord di Gerusalemme. Lo dice la Radio militare secondo cui l'assalitore è stato ucciso dalla reazione delle forze di sicurezza. E' il terzo episodio della giornata e il terzo assalitore palestinese ucciso oggi.
Scontri tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane sono poi scoppiati in un campo rifugiati tra Ramallah e Gerusalemme e hanno provocato la morte di un palestinese. La notizia è stata diffusa da responsabili sanitari. Il ministero della sanità palestinese ha identificato l'uomo come Wissam Abu Ghuela.
La situazione nei territori e in Israele resta molto tesa. La polizia israeliana ha aperto un'indagine su un video girato a una festa di nozze, in cui estremisti ebrei ballano, cantano e celebrano la morte del bimbo palestinese bruciato vivo in Cisgiordania nel luglio scorso. Le immagini, registrate una decina di giorni fa, mostrano il gruppo di ebrei ortodossi: alcuni danzano con pistole e coltelli, uno, con il volto coperto, ha una bomba molotov in mano, un altro pugnala la foto di Ali Dawabsheh. L'immagine poi passa di mano in mano finchè non viene distrutta. Il piccolo, 18 mesi appena, morì nella casa paterna incendiata da ignoti ultra' ebrei, nel villaggio di Duma, in Cisgiordania.
Secondo i media israeliani, la sposa del matrimonio è una nota militante dell'estrema destra israeliana, tra l'altro interrogata perchè sospettata di azioni di "terrorismo ebraico"; e molti invitati erano amici o parenti proprio degli ultrà arrestati nel quadro della stessa inchiesta. Il video è stato condannato non solo dal premier, ma da esponenti dell'intero panorama politico.